mercoledì 9 settembre 2015

Tilda, Ralph, Dakota e...Venezia

Dopo un periodo di assenza sono ritornato a Venezia, e non potevo che farlo in occasione della 72. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in programma in questi giorni al Lido. Ho deciso di andarci domenica 06 settembre, perché sarebbe stato bello poter incontrare in qualche angolo nascosto una delle attrici più grandi del panorama cinematografico contemporaneo, ovvero Tilda Swinton. Un mito per me dai tempi dell'Edoardo II di Derek Jarman (1991) e dell'Orlando di Sally Potter (1992) (credo che l'amore per i labirinti e per Borges nasca visivamente dal film tratto dal testo di Virginia Wolf). La Swinton è un alieno in terra, con un carisma assoluto. La sera, alla prima del film di Luca Guadagnino A Bigger Splash, sul red carpet ha dimostrato tutta la sua innata eleganza (non è un caso che gli stilisti la adorino) mentre buffamente assumeva mille espressioni per divincolarsi dal pubblico adorante (in sala sarebbe andata diversamente, risultando il film di cui è coprotagonista afona molto discusso da critica e pubblico).


Sul red carpet sfila anche un mostro della recitazione come Ralph Fiennes, molto meno propenso ad avvicinarsi al pubblico (mi passa a fianco nel pomeriggio senza considerare nessuno),
e che improvvisa anche una scenetta fingendosi trattenuto dalle guardie del corpo pur di non cedere al rito dell'autografo. 
Più disponibile al (vero) delirio dei fans si è dimostrata invece Dakota Johnson. Sul red carpet ho chiesto alla protagonista della versione cinematografica del best seller Cinquanta sfumature di grigio di regalarmi un sorriso per uno scatto, e lei non si è sottratta, costringendomi ora a cercare alla svelta il DVD del film.
 
Ma la soddisfazione più grande l'ho avuta quando nel pomeriggio, fuori dall'Hotel Excelsior del Lido, ho potuto chiedere alla Swinton un autografo e quindi un autoscatto prontamente concessomi.
Venezia sa regalare sempre emozioni forti, attraverso i suoi ospiti, ma anche attraverso il segno di un uomo e della propria storia sedimentatosi nella Storia urbana del luogo.
P.S. le foto sono leggermente sfocate perchè non è semplice soddisfare la tecnica quando hai una quantità di mani attorno a te che ti urtano il braccio o ti spingono mentre inquadri. I ricordi sono più nitidi, in fondo.