martedì 12 luglio 2011

Piccole scatole emozionali n.8



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Il rumore atmosferico del vento che scuote le foglie dei lecci nei boschi dell'Eremo delle Carceri sul Monte Subasio ad Assisi. Qui Francesco d'Assisi si ritirava con i suoi compagni, in contemplazione e solitudine a pregare Dio. Qui si trova l'albero dove si dice il futuro santo fosse solito benedire gli uccelli.
E' un'esperienza emotivamente possente. Si crea un transfer involontario tra storia e religione, tra vicenda umana, leggenda o fatto cristiano (a seconda di come ognuno la viva). E' nel ricordo del momento che mi torna in testa un pensiero di Michela Murgia, giovane scrittrice sarda, che, nel settembre 2010, alcuni giorni prima di vincere il premio Campiello con il suo bellissimo Accabadora (edito da Einaudi), invitata da una rivista (di cui mi sfugge il nome) a dare dei consigli ad un bambino non ancora nato, scriveva: "Impara a ridere di quello che fa inginocchiare gli altri. Che siano troni, fedi, portafogli o perfezioni, in ogni superlativo c'è un baratro."