domenica 30 dicembre 2012

L'"agenda Roby"




Vivi! Nemmeno i Maja hanno potuto e saputo ipotizzare una fine a questo nostro sconclusionato mondo. Niente da fare, toccherà a noi farlo da soli, senza nemmeno la possibilità di deresponsabilizzarci di alcunché. Avevamo questa occasione della profezia e invece è di nuovo tutto nelle nostre mani. Ci tocca lavorare insomma. Quindi niente chiusura del blog e ci si rimbocca le maniche! Questo post di fine anno non può essere dunque solo un resoconto (che comunque c’è), ma anche un atto progettuale di lungo corso, perlomeno di corso annuale. Ecco quindi l’”agenda Roby”, che, non me ne voglia alcun futuro candidato premier, tenta di risultare più concreta di quanto si sta delineando in giro. Primo problema: basta un’agenda sola? No, perché mi sembra che i temi siano così tanti che l’agenda che mi hanno dato in banca per motivare il mio essere correntista fidelizzato risulti alquanto ridotta rispetto quelli. Secondo problema: ma sono veramente così tanti i problemi? Quindi, punto uno, scegliere la strada della sintesi; punto due, essere chiari. Dunque: 1) essere sintetici e coincisi: Questo pone già una gran distinzione rispetto i più. Mi pare cosa buona porre a monte di tutto un principio di stampo costituzionale a cui guardare per salvarsi da ogni deviazione dal cammino; 2) non usare i termini “morale”, “sostenibile” e “innovazione” per almeno sette mesi su dodici. E’ questa una condizione veramente complessa, che mi porta a voler già in questo momento recedere dall’impegno che mi sono dato, ma con tenacia provo a superare il momento terminologico difficile, posto dal secondo principio costituzionale; 3) non fare nomi; qui si rasenta l’impossibile, i nomi escono da soli dalla bocca e dai pensieri; trattenersi è cosa ingrata, ma fondamentale per fare un discorso utile; 4) non dare la colpa a terzi, anche se questi terzi rubano (e non ti rubano solo le cose, ma il pensiero, le speranze, la serenità quotidiana) e non tentano nemmeno di nascondere le mani. Ok, rinuncio, non ce la posso fare: dire che la colpa è anche un po’ mia, che loro sono così perché io non faccio nulla; che “loro” sono loro perché “io” sono io. Responsabilizzarmi e produrre un pensiero autonomo, non omologarmi: è tremendo ammettere di poter possedere gli strumenti per essere guida del proprio destino, perlomeno è stancante; corollario fondamentale: dubitare; 5) credere che un’economia culturale sia possibile. Come posso convincerli se non convinco me stesso. Se non mi convinco che “basta un poco di zucchero...lo stretto indispensabile…” (pot-pourri), se non ammetto cioè che ho impostato la mia esistenza più sul bisogno di cose che di slanci. Se non supero questa deriva come posso ammettere che una politica culturale può anche rinunciare “ai rinfreschi”, “agli aperitivi” e fondarsi sulla ricerca di per sé. “Saprò” ancora guardare un quadro e goderne senza aggiungerci anche vicino della musica e promuovere intorno ad esso una performance? Ma ancora prima “vorrò” che sia così?; 6) rinunciare a pensare che “ricapitalizzazione delle banche”, anche a fronte di governance superiori capaci al contempo di finanziare e regolare il sistema, risulti uno strumento palliativo, utile a nascondere e tutelare deficit di capitale che gli stess-test potrebbero facilmente evidenziare; e che quindi le banche non ci siano amiche, e che quindi queste si facciano un po’ troppo i fatti loro, e che quindi affrontare con decisione questi interessi sottesi debba, oggi, divenire anch’esso il principio costituzionale “condicio sine qua non” per alimentare le speranze. Corollario: dimenticare che la regolazione del credito possa essere uno strumento di controllo del potere e di tacitazione dinanzi alle evidenze; 7) collaborare: non vedersi come unici, come singolarità; corollario: “la singolarità ha senso, ma la collettività ha significato”; 8) continuare a guardare fuori. 
Ecco questa è “l’agenda roby”: non votatemi, ve la regalo, io sono solo un architetto.

Ed ora il resoconto 2012, fatto di gusti personali, di “mi piace, quanto mi piace!!”. 
L’immagine di apertura è un’omaggio al lavoro dell’Associazione Culturale ARTeFUMETTO di Monfalcone, che in queste settimane compie il suo decennale. Ai collaboratori, che potrei nominare, alle persone a cui siamo piaciuti per quello che abbiamo fatto, a chi pensa a noi quando sente parlare di “fumetto”, agli autori con cui si è condotta una piccola fetta della strada, a tutti questi un ringraziamento e a coloro che sono diventati lungo la via degli amici un abbraccio.

The best 2012 is…?
Miglior disco straniero: Cat Power, Sun, Matador;
Miglior italiano: Malika Ayane, con il pezzo Tre cose, da Ricreazione, Sugar Music;
Miglior novità musicale: Alt-J, An Awesome Wave;
Miglior concerto: Herbie Hancock, Vienna, Wiener Staatsoper, 05 luglio 2012 (avrei dovuto dire Bruce Springsteen a Trieste l’11 giugno, ma avrei scelto di pancia);
Miglior testo lungo (narrativa-saggistica-tutto): Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie, Milano;
Miglior fumetto-graphic novel: Cyril Pedrosa, Portugal, Bao Publishing;
Miglior fumetto-franco-belga): Camille Joudy, Rosalie Blum, Comma 22 (tre volumi da leggere insieme);
(N.B. lo scorso dicembre mi lamentavo di come molte delle cose lette nel 2011 apparissero “mancanti”, bene se andate a vedere cosa è stato pubblicato in quel 2011 capirete quanto “piccolo” sia il “grande” di questo 2012; Trevi, Pedrosa e Jourdy meritano una nota a parte perché appaiono fuori dai generi e dalle convenzioni linguistiche, stilistiche e grafiche e sono oggettivamente bravissimi, indipendentemente dai gusti specifici);
Miglior illustrato: Pia Valentinis, Mauro Evangelista, Raccontare gli alberi, Rizzoli, e Rebecca Dautremer, Philippe Lechermeier, Diario segreto di Pollicino, Rizzoli;
Miglior mostra: Elliott Erwitt-Retrospective, alla KunstHaus di Vienna;
Miglior artista (360°) scomparso: Koloman Moser, che sapeva già immaginarsi Andy Warhol cinquant’anni prima dell’americano (visto qua e là);
Miglior artista (360°) contemporaneo (vivente): Ascanio Celestini (niente di nuovo, però…), visto in giro con Pro Patria;
Miglior film: Jason Reitman, Young Adult;
Miglior programma televisivo: non pervenuto;
Premio "Mi hai veramente insegnato qualcosa ed è merce rara": Franca Valeri (vista a PordenoneLegge, settembre 2012);
I ringraziamenti per il 2012.
Ad Alessia, Gioia e Giuditta (per motivi del tutto diversi tra loro).

E infine, a seguire, un calendario fotografico dell’anno in chiusura (con facezie varie ed eccezioni).
Gennaio 2012 - Tour con Walter Chendi per promuovere SessantaQuaranta
Febbraio 2012 - Monfalcone. Il Canale irriguo ghiacciato
Marzo 2012 - Bologna. La fila per la visita al feretro di Lucio Dalla
Aprile 2012 - Venezia. Con gli studenti del corso IUAV di Restauro
Maggio 2012 - Caporetto.Tour sulle tracce della Grande Guerra
Luglio 2012 - Vienna. Sulle tracce della Secessione




Luglio 2012 - Grado. Sotto il palco del concerto di Morrisey
Agosto 2012 - Roma. Da una foto al Pantheon nasce la locandina di ETRA
Settembre 2012 - Treviso. Alessia fa da traduttrice per Colin Wilson
Settembre 2012 - Pordenone. La grande Franca Valeri
Ottobre 2012 - Verona. Al concerto di Adriano Celentano al costo di € 1,00

Novembre 2012 - Lucca. I quadri "impossibili" di Laura Zuccheri ai Comics
Dicembre 2012 - Monfalcone. Silvia Ziche e Vanna Vinci a MOREisnotLESS


Non ho dimenticato giugno. E' stato un mese mentalmente dedicato per intero al Boss. Grazie Daniele!

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