<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786</id><updated>2012-02-07T19:24:33.807+01:00</updated><category term='Vizi capitali'/><category term='Incontri'/><category term='Passioni: scrivere'/><category term='Curriculum: pubblicazioni - attività di ricerca'/><category term='La pecora nera'/><category term='Curriculum: attività culturali'/><category term='Istruzioni per l&apos;uso'/><category term='Passioni: arti'/><category term='I discorsi degli italiani'/><category term='Passioni: fumetti'/><category term='Ricordi'/><category term='La pecora colorata'/><category term='Passioni: cinema'/><category term='Passioni: leggere'/><category term='Traguardi'/><category term='Piccole scatole emozionali'/><category term='Passioni: musica'/><title type='text'>Roberto Franco continuavoaguardarefuori</title><subtitle type='html'>Appunti "al passato" di me medesimo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>132</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1738787217356882856</id><published>2012-02-04T18:48:00.008+01:00</published><updated>2012-02-07T19:24:33.815+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: leggere'/><title type='text'>Sulla morte, con misura</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-D0qxKAB4CsI/Ty19EvfnEkI/AAAAAAAAAeQ/IvCfFj3GBqg/s1600/DSCF5133.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705353823370285634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-D0qxKAB4CsI/Ty19EvfnEkI/AAAAAAAAAeQ/IvCfFj3GBqg/s400/DSCF5133.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riprendo nel titolo di questo post quello di una poesia di Wislawa Szymborska. La poetessa polacca è morta a Cracovia la notte del 1 febbraio. L'ho saputo oggi, altrimenti ne avrei scritto prima, come omaggio intendo, perché è stato il suo lavoro, negli ultimi anni, per me una continua scoperta. La sua opera poetica è frutto di una sintesi, dalla prima pubblicazione ufficiale del 1952 all'ultima nel 2005, espressa in quattordici piccoli volumi (dodici?), nell'uso di un linguaggio non intellettuale, pur nella ricerca intellettuale che ne sottende l'uso. Mi piace ricordarla come poetessa "postmoderna", per il suo rifiuto delle grandi narrazioni e dei grandi racconti, senza però cadere mai nel minimalismo. Ironica a volte, accattivante, ma con grazia, dedita al paradosso, al dubbio come contraddizione e ricerca. Donna e autrice impegnata politicamente nelle vicende storiche che portarono al 1989 polacco e anche premio Nobel per la letteratura nel 1996. E' stato il vivere quotidiano il suo soggetto principale, là dove il "minuto", prima che il minimale, diventava ogni volta una sorpresa, un miracolo appunto. Con ironica lucidità seppe affrontare il tema della morte e a quella ha saputo dedicare vari componimenti più o meno indirettamente, tra cui quello del titolo. E' merito involontario di Alessandra, nel suo avermi indicato la pubblicazione &lt;em&gt;Elogio dei sogni&lt;/em&gt;, allegato di una collana di poesia del &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, l'avermi anche concesso di correlare nuovamente un nome impronunciabile ad alcune opere che erano state per me motivo inconsapevole di intenso interesse; dal 2005 direi, quando, sul numero 200 del mensile &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Poesia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; scopersi, tra le molte scelte proposte, quel componimento che dà il titolo a questo scritto: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Sulla morte, con misura&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, appunto. Non sapevo del suo premio Nobel allora, nè della sua esistenza in quanto poetessa; da questa poesia è nata invece una passione recondita che poche settimane fa, in dicembre e ora, con la sua morte e tutto quanto se ne è detto sui gornali, ha trovato anche una sua collocazione letteraria e umana più precisa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Coincidenze. Voglio omaggiare qui la Szymborska riportando uno stralcio che reputo saliente di quella lunga poesia letta nel 2005; è un fatto personale, senza grandi costruzioni dietro, senza eccessi, ma con grazia, spero, come forse, ora che ne so di più di lei anche come persona, all'autrice sarebbe piaciuto. Forse. Comunque "con contraddizione".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Non capisce gli scherzi, non sa nulla/ di stelle, di ponti, di miniere, è incapace di tessere, di coltivare i campi, di costruire navi, di cuocere dolci.// Nel nostro conversare di progetti futuri/ infila la sua ultima parola/fuori tema.// Non sa neppure compiere/ ciò che direttamente riguarda la sua arte:/ non sa scavare tombe,/ né inchiodare una bara,/ né rimettere in ordine quando sgombera.// Occupata ad uccidere/ lo fa maldestramente,/ senza metodo e pratica./ Come se con ognuno di noi/ stesse imparando a fare il suo mestiere.// I trionfi sono certo trionfi,/ ma sconfitte quante,/ colpi falliti,/ prove ripetute!// (...) Chi afferma che la morte è onnipotente/ è la vivente smentita/ al proprio credo.// Non c'è una sola vita/ la quale per un attimo non sia stata immortale.// La morte/ arriva sempre tardi su quell'attimo.// Invano tormenta le maniglie/ di invisibili porte./ Quanto fu conquistato/ non può più riprendersi.&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-size:85%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1738787217356882856?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1738787217356882856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/02/sulla-morte-con-misura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1738787217356882856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1738787217356882856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/02/sulla-morte-con-misura.html' title='Sulla morte, con misura'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-D0qxKAB4CsI/Ty19EvfnEkI/AAAAAAAAAeQ/IvCfFj3GBqg/s72-c/DSCF5133.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6832001967351149537</id><published>2012-02-02T21:45:00.011+01:00</published><updated>2012-02-04T18:47:55.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Venezia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-nEe0FEJ6LH8/TysG6yW0MLI/AAAAAAAAAeE/DRCFWBorLQY/s1600/DSCF4948.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-nEe0FEJ6LH8/TysG6yW0MLI/AAAAAAAAAeE/DRCFWBorLQY/s400/DSCF4948.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704660960014512306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oggi a Venezia c'erano meno cinque gradi. Oggi dovevo essere a Venezia, invece per una serie di imprevisti non ci sono andato. Per tutta la giornata ho ripensato alla città lagunare. Ho affrontato così spesso il tema del ricordo in questi ultimi tempi, che Venezia "mi sovviene di continuo". Non ho bisogni di suggestioni visive o sensoriali in genere, la città mi vive dentro, oramai, e io con il pensiero sto dentro di lei, tra le pieghe del suo presente, che è poi futuro di un solenne passato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Pur dedicandomi a volte a raccontare (e al proposito colgo l'occasione per rimandarvi ad un'intervista pubblicata in questi giorni su &lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;http://www.fucinemute.it/2012/01/sessantaquaranta-due-generazioni-e-il-loro-sguardo-sul-proprio-passato/&lt;/span&gt; , dove assieme a Walter Chendi mi sono trovato ad affrontare alcune domande sui temi del nostro volume &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;SessantaQuaranta&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, in queste settimane in libreria), non ho mai scritto di Venezia, non direttamente almeno. Ci penso solo ora e mi pare una cosa strana, considerato quanto vissuto ho lasciato tra quelle sue fondamenta e pietre.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-family: verdana;" href="http://2.bp.blogspot.com/-0XaoZfAZ5nM/TysEYx3J5II/AAAAAAAAAdg/q-wt4PO8BEM/s1600/DSCF4925.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-0XaoZfAZ5nM/TysEYx3J5II/AAAAAAAAAdg/q-wt4PO8BEM/s400/DSCF4925.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704658176742909058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Cosa posso dire di nuovo su questa città? Di non detto, o che qualcun'altro non ha ancora riflettuto? Ogni dettaglio che scorgo è già stato visto e descritto, fotografato o narrato. Che cosa posso allora raccontarvi di personale, ma al contempo di non retorico su essa? Posso ritrovare forse alcune immagini, come si ricorda nel sonno, riportando alla luce piccoli brandelli dalle ombre del dormiveglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Le calli invase al mattino presto dai gabbiani. Appiedati, se si può dire, e non volatili. Bestie enormi e dalle penne biancastre, che rompono con il becco i sacchi neri della spazzatura lasciati per strada. I resti si spargono così ovunque, mentre i predatori aprono le ali e scompaiono in cielo con un avanzo che penzola controluce.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Ancora le calli, ma lastricate di masegni, bloccati dalle malta sgretolata, che traspare dalle fughe. Sono conci concavi, che raccolgono l'acqua piovana durante e dopo un acquazzone. Ognuno porta il proprio stagno; là dove la scarpa incosciente si inzuppa, mentre tu maledici Venezia e le sue Fondamenta bagnate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;La signora con il cappuccio del giaccone contornato dal pelo finto. Tu passi oltre mentre lei se ne sta schiacciata contro il muro stonacato dal gelo. Tiene gli occhi socchiusi a godersi un raggio di sole e un improbabile riposo. E infatti soddisfatta sorride.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Il Campo dove scoprivi la casa che un animo folle, ma sensibile, aveva voluto addobbare con i colori di decine di girandole, lasciandole per sempre a ruotare nel vento. Gli eredi le hanno tolte quasi tutte, ne restano ora solo tre o quattro, come una vestigia o un monumento al gioco, o alla noia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Il conducente del motoscafo-taxi CANALE 2, mentre suona il clacson e si appresta ad abbassare la testa per passare sotto la volta di un ponte e quindi svoltare a 90 gradi subito dopo. Il suono ti fa sobbalzare, perché improvviso o perché sei assorto dai pensieri conciliati dai passi ripetuti e svelti. Ti guardi intorno e gli altri passanti guardano intorno e verso di te e scopri in loro la stessa sorpresa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Ancora le facce di altri passanti, che, quasi correndo o rincorrendo i propri impegni, lanciano sguardi diritti nel centro dei tuoi occhi, senza un sorriso, rivelando solo una muta perplessità per uno sconosciuto che scorge un suo simile e prova ad accennare un muto segnale di soccorso, trovando invece un muro altissimo, fuori e dentro quell'animo estraneo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;La luce di ottobre, di sera, poco prima del tramonto, con i suoi rossi, i suoi viola, dei lilla, qualche tono di blu e tanta voglia di nero, infine. E come sempre la natura l'accontenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Venezia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-g40YxkMJj94/TysGh-Lp9NI/AAAAAAAAAd4/Ah51hDt7Jng/s1600/venezia%2Bok.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 297px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-g40YxkMJj94/TysGh-Lp9NI/AAAAAAAAAd4/Ah51hDt7Jng/s400/venezia%2Bok.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5704660533692200146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6832001967351149537?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6832001967351149537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/02/venezia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6832001967351149537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6832001967351149537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/02/venezia.html' title='Venezia'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-nEe0FEJ6LH8/TysG6yW0MLI/AAAAAAAAAeE/DRCFWBorLQY/s72-c/DSCF4948.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-9128281868945043109</id><published>2012-01-27T11:34:00.008+01:00</published><updated>2012-01-29T13:29:25.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Memoria, ricordo...nulla</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AnHTRal_Qq8/TyKScbLHmZI/AAAAAAAAAdU/O5i3hcdwfiI/s1600/vill.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702281095232854418" style="display: block; margin: 0px auto 10px; width: 400px; height: 310px; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-AnHTRal_Qq8/TyKScbLHmZI/AAAAAAAAAdU/O5i3hcdwfiI/s400/vill.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Oggi è il &lt;em&gt;Giorno della Memoria&lt;/em&gt;, sancito da una legge del Parlamento italiano, legge n. 211 del 20 luglio 2000 (ecco un link, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;perché è sempre meglio andare alla fonte). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Tra l'altro questo giorno viene celebrato anche su iniziativa dell'ONU dal 2005 (altra fonte &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;&lt;a href="http://www.un.org/en/holocaustremembrance/docs/res607.shtml"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;" &gt;http://www.un.org/en/holocaustremembrance/docs/res607.shtm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;l). &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;In Italia sono meno di 500 le persone insignite dell'onorificenza di &lt;em&gt;Giusti tra le nazioni&lt;/em&gt; (non ebrei, che hanno salvato con atto eroico anche solo una vita ebraica). In Italia sono moltissime le celebrazioni attuate in questo giorno per ricordare un fatto umanamente "pesantissimo" da sopportare. Ho già parlato su queste pagine di questa giornata. E' un dovere averla resa tangibile. L'ONU nella sua risoluzione la definisce &lt;em&gt;International Day of Commemoration in memory of the victims of the Holocaustre&lt;/em&gt;. L'ONU è molto preciso nel qualificare il contenuto della commemorazione. In Italia giustamente la traccia è più aperta. Giorno "...in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti". Tutti. In Italia c'è anche un'altro &lt;em&gt;Giorno della memoria&lt;/em&gt;, il 9 maggio, istituito con legge n. 56 del 04 maggio 2007 (fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/07056l.htm"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;http://www.parlamento.it/parlam/leggi/07056l.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;), "...dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice". Inoltre, importante e non ultimo, sempre in Italia c'è il &lt;em&gt;Giorno del ricordo&lt;/em&gt; (fonte:&lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(255, 255, 255);" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/04092l.htm"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;http://www.camera.it/parlam/leggi/04092l.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;), "...in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati". Cade il 10 febbraio, ed è stato istituito con legge n. 92 del 30 marzo 2004. Insomma, in Italia si ricorda per legge. Ovviamente chi ha vissuto direttamente, ma credo ormai sempre più (per questioni di età) indirettamente, alcuni dei fatti espressi sopra, non ha bisogno di leggi. Costoro ricordano perché hanno qualcosa di celato dentro, che spinge. A loro spetta far capire agli altri quanto spinge; da qui l'opportunità di ascoltare, per poi tramandare, e quindi non dimenticare. Sono memorie o ricordi vissuti continuamente, ogni giorno e non un giorno in particolare: sono memorie "interne", portate "dentro". In queste settimane, assieme all'amico Walter Chendi, abbiamo partecipato ad alcuni incontri di presentazione del volume &lt;em&gt;SessantaQuaranta&lt;/em&gt; (fonte: &lt;em&gt;walteroby.blogspot.com/&lt;/em&gt;). Si è parlato molto, con i moderatori e con qualcuno del pubblico intervenuto, di memoria e anche di ricordo. Credo personalmente che siano cose diverse: la memoria è atto collettivo ancor prima che privato; il ricordo è atto anche individuale oltre che a volte collettivo. Sembra uno scioglilingua, ma io noto delle differenze nell'uso delle parole. Comunque noi, negli incontri, abbiamo parlato di entrambi, interessati specialmente a quando un ricordo individuale può essere o divenire anche memoria, ovvero espressione di tutti, generazionale o culturale. Da uno spunto di Walter, che il libro riporta in nota (ovvero che l'uso odierno della macchina fotografica digitale determina migliaia di immagini e ricordi archiviati da qualche parte, a differenza della vecchia pellicola e i vecchi album fotografici, dove in una cinquantina di foto o poco più trovava espressione tangibile un'intera esistenza personale e familiare), ho elaborato la convinzione che l'uomo sia destinato alla perdita non &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;credo dei ricordi, ma temo della memoria. Se facciamo caso oggi il mondo digitale ci porta all'uso di decine di sistemi di archiviazione: server, hard disk, chiavette usb, telefonini magici multifunzionali, ecc. ecc.. Sono queste forme di archiviazione esterne a noi, al nostro pensiero; un  escamotage per non portarsi tutto dentro, o appresso, o nella coscienza. Quando "scarichiamo" dei dati nelle varie detinazioni concesse, è però come se ci lavassimo non solo un pò di polvere,  ma anche se ci pulissimo dalla "dorata patina del tempo" di ruskiniana memoria. E così, mentre i ricordi si slegano sempre di più da noi, nell'incapacità di rifletterli e quindi metabolizzarli in profondità, ci restano attorno  invece scatole piene, che nel lo&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;ro valore di substrati, privi di sintesi critica, fanno massa, ma non fanno memoria. Abbiamo giustamente bisogno di "giorni" dettati per legge, ma la memoria resta fatto interno, con il quale doversi sporcarsi le mani, e l'animo. Inoltre, mi sovviene, a dimostrazione che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:85%;" &gt;la memoria risulti sempre di più un fatto individuale e non collettivo è sancito proprio dall'esistenza  di tre leggi, usate  strumentalmente per qualificare, apponendo così differenze ad imbarazzanti uguaglianze, lo stesso atto etico, che imporrebbe invece il rispetto per l'uomo, indipendentemente dalla sua storia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-9128281868945043109?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/9128281868945043109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/01/memoria-ricordonulla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9128281868945043109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9128281868945043109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/01/memoria-ricordonulla.html' title='Memoria, ricordo...nulla'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-AnHTRal_Qq8/TyKScbLHmZI/AAAAAAAAAdU/O5i3hcdwfiI/s72-c/vill.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4269344253860428001</id><published>2012-01-22T16:45:00.015+01:00</published><updated>2012-01-22T18:26:02.079+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Le strade dello "spirito"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-CCUWU6DdmY4/TxxFH2VbtnI/AAAAAAAAAdI/o5GFrIROXCs/s1600/luce%2Bbiennale.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-CCUWU6DdmY4/TxxFH2VbtnI/AAAAAAAAAdI/o5GFrIROXCs/s400/luce%2Bbiennale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700507229491017330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi appassionano le strade tortuose affrontate dalle persone nella loro ricerca continua del benessere. Un benessere fisico e soprattutto psicologico. Non mi sorprende come alla fine di ogni ricerca terrena, spesso infruttuosa, considerato che ognuno è sovrastato da un declino psico-fisico inesorabile e dal cosidetto "scontro quotidiano" che appesantisce e sfinisce a volte le aspettative, altre volte le aspirazioni, si arrivi quindi ad un confronto con l'"oltreterreno". Con quanto è meno spiegabile e che quindi garantisce speranze. La speranza evangelica cristiana si manifesta ad esempio nella croce, nel dolore, ed è un invito a non fuggire verso un futuro consolatorio, anche se il presente è a dir poco insopportabile. Reminescenze, di cose che capisco poco e che forse ho poco riflettuto, ma mai trascurato, di certo non per il semplice piacere della parola grave. Potremmo cadere in discussioni infinite, che poco ci aiuterebbero a dare un senso alle nostre giornate: mi è stato detto un giorno da un parroco mio cliente (ristrutturavo una piccola chiesa), che per coloro che hanno maturato dentro di sé la decisione che Gesù non è il Messia, nessuna dimostrazione sarà mai  convincente; ma per tutti quelli che portano il ragionamento al suo opposto l'evidenza  parla da sè. Va bhè, tralasciamo di entrare nello specifico e direi rispettiamo chiunque in quanto uomo, prima di tutto, e assieme alla sua fisicità anche i suoi pensieri. E questo ci garantisce a tutti un fare forse non "oggettivamente giusto", ma di certo nemmeno "soggettivamente ingiusto". Ma nell'etere le aspettative non calano solo perché vogliamo abbandonare alcuni pensieri filosofico-religiosi: le persone si trovano sempre a cercare qualcosa d'altro, "quello che non c'è" (o che non si ha), forse deluse da quello che invece c'è (o che si ha). E ognuno matura le "fedi" più strane, confondendo la fiducia con la passione. Ecco quindi a voi un piccolo resoconto testuale e fotografico (estrapolato nell'ironia delle cose raccontate o mostrate) di ciò a cui l'uomo medio si abbandona per soddisfare ad un vuoto, qualsiasi esso sia o gli si presenti davanti. Religione, passione, convinzione, illusione, fuga. L'uomo però va sempre capito e soprattutto non deriso, non lasciato solo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ZfUAhOeFZ1c/Txw81h6-hnI/AAAAAAAAAcY/AWbqRkGvbN4/s1600/DSCF4935.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZfUAhOeFZ1c/Txw81h6-hnI/AAAAAAAAAcY/AWbqRkGvbN4/s400/DSCF4935.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700498118680675954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Fav-pWJhatg/Txw8QFj2IYI/AAAAAAAAAcA/szKzCxJWuEQ/s1600/DSCF4909.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Fav-pWJhatg/Txw8QFj2IYI/AAAAAAAAAcA/szKzCxJWuEQ/s400/DSCF4909.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700497475412304258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-gk60sBYvIa0/Txw4lL9nhtI/AAAAAAAAAbQ/I_fi6755rXY/s1600/DSCF5094.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gk60sBYvIa0/Txw4lL9nhtI/AAAAAAAAAbQ/I_fi6755rXY/s400/DSCF5094.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700493439861753554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-2zOuwfe2-W8/Txw5JD5iJBI/AAAAAAAAAbo/L9rLjvCgDps/s1600/Jedi%2Bin%2BCechia.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 358px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2zOuwfe2-W8/Txw5JD5iJBI/AAAAAAAAAbo/L9rLjvCgDps/s400/Jedi%2Bin%2BCechia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700494056172430354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FkxAMLtWMX0/TxxDDWaQJAI/AAAAAAAAAc8/-CiAy9LLI-k/s1600/DSCF6156.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FkxAMLtWMX0/TxxDDWaQJAI/AAAAAAAAAc8/-CiAy9LLI-k/s400/DSCF6156.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700504953178563586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zycuo6dcbGY/TxxCEK3-4HI/AAAAAAAAAcw/LSVZU4WjbFQ/s1600/DSCF4560.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zycuo6dcbGY/TxxCEK3-4HI/AAAAAAAAAcw/LSVZU4WjbFQ/s400/DSCF4560.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700503867750277234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-c5n2mBj0pTA/Txw5dLDDabI/AAAAAAAAAb0/0ZiDFxtk7Wg/s1600/DSCF3821.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-c5n2mBj0pTA/Txw5dLDDabI/AAAAAAAAAb0/0ZiDFxtk7Wg/s400/DSCF3821.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700494401688791474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-G4PIFZAtB8o/Txw9Gz39JkI/AAAAAAAAAck/QSwLgvuGEM4/s1600/DSCF4724.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-G4PIFZAtB8o/Txw9Gz39JkI/AAAAAAAAAck/QSwLgvuGEM4/s400/DSCF4724.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700498415557617218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/--PZ07HHDyZk/Txw8gzUrWpI/AAAAAAAAAcM/mB_fmoqLIs8/s1600/DSCF4763.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--PZ07HHDyZk/Txw8gzUrWpI/AAAAAAAAAcM/mB_fmoqLIs8/s400/DSCF4763.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700497762574621330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;E non ho parlato di calcio, di auto, di...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Tutti chiusi in piccoli mondi, estrapolando Salinger a caso e immotivamente, come sempre succede, da i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Nove racconti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;, "cantavano senza accompagnamento strumentale, o per meglio dire, senza nessuna interferenza".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;(nelle foto, nell'ordine: la Biennale a Venezia (Arsenale); Emilio Vedova nel suo atelier, in una foto ai Magazzini del Sale a Venezia; i segni zodiacali in una scultura nel giardino di Ca' Rezzonico a Venezia; le botteghe alimentari a Bologna (vicino via Clevature); un articolo apparso sul quotidiano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;il Piccolo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;a dicembre 2011 (vorrei conoscere il giornalista...); una maglietta in una vetrina a Lucca; Art Spiegelman premiato a Pordenonelegge del 2010; un graffito su di una colonna della recinzione della fu Villa  Albani a Roma; un disegno di Gary Frank per&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Superman&lt;/span&gt; (copyright DC Comics e dell'autore); in una vetrina in Toscana capeggia una maglietta iconica con Gianni Agnelli)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4269344253860428001?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4269344253860428001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/01/le-strade-dello-spirito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4269344253860428001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4269344253860428001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2012/01/le-strade-dello-spirito.html' title='Le strade dello &quot;spirito&quot;'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CCUWU6DdmY4/TxxFH2VbtnI/AAAAAAAAAdI/o5GFrIROXCs/s72-c/luce%2Bbiennale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7918674297105485365</id><published>2011-12-31T17:40:00.005+01:00</published><updated>2012-01-02T12:09:52.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Alla prova dei "fatti"</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HRHxTA1MCys/Tv9TAJpX3jI/AAAAAAAAAbE/8jC2VlX8zus/s1600/DSCF5127.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692359716074151474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-HRHxTA1MCys/Tv9TAJpX3jI/AAAAAAAAAbE/8jC2VlX8zus/s400/DSCF5127.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E giungemmo alla fine numerica dell'anno 2011: 31 dicembre 2011. A me questo 2011 ha veramente massacrato i sentimenti più reconditi e quindi mi scopro sinceramente soddisfatto di gettare nel cestino il calendario ormai "finito".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify;font-family:verdana;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per me questa è una data importante.&lt;br /&gt;Da domani non sono più il presidente dell'&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Associazione Culturale ARTeFUMETTO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di Monfalcone. l'associazione continuerà la sua attività nel 2012, anno in cui verrà degnamente celebrato il suo decennale dalla fondazione (a novembre). Nelle prossime settimane si definirà il passaggio al vertice. Le mie dimissioni, che mi vedranno ancora lavorare in futuro per l'associazione, vogliono essere motivo di stimolo per questa piccola realtà, che mi sta a cuore, e che ha saputo anche produrre cose pregevoli. Servono in questo contesto culturale apatico che ci circonda nuove idee e proposte. Lo dico senza rammarico, perché sono stati anni bellissimi e sono convinto che le "idee" siano sempre più importanti dei "soldi".&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da oggi, inoltre, cessa la sua attività lo studio &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Architetti Associati&lt;/span&gt; di cui sono cotitolare. Anche in questo caso la realtà non scompare, ma si trasforma per raccogliere la sfida di chi in questi anni (istituzioni, ma anche colleghi) sta facendo di tutto per ridurre una professione magnifica e nobile, quella dell'architetto, a mero fattore prestazionale e di mercato. A loro dico: una risata (la nostra) vi seppellirà!!&lt;br /&gt;Per cominciare bene il 2012 scelgo quindi di fi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;nire nel modo migliore: le classifiche!!! Con alcune modifiche però. Questa volta decido di abbandonare ogni velleità critica e mi avventuro in maniera spudorata nella tanto vituperata (irragionevolmente) soggettività: "A me piace"!! Punto!! Ovvero il meglio 2011 per me, a 360° e senza confini di campo,... scusate ma del peggio mi sembra abbastanza sciocco parlarne, visto che di esempi lampanti ve ne sono stati in questi mesi senza parsimonia. Accontentiamoci del meglio, con speranza e con scaramanzia (N.B. le scelte rimandano a quello che è giunto a me nel 2011 e non necessariamente a quanto prodotto nel 2011... lo dico per i puristi, che sono anche dei grandi "spaccamaroni").&lt;br /&gt;The best... 2011 is?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Miglior disco straniero: PJ Harvey, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Let England Shake&lt;/span&gt; (mi ripeto su queste pagine, ma quest'anno è veramente la migliore);&lt;br /&gt;Miglior disco italiano: Cristina Donà, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Torno a casa a piedi&lt;/span&gt; (idem, come sopra);&lt;br /&gt;Miglior novità musicale: Nneka, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Soul is Heavy&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Miglior concerto: Cristina Donà al Deposito Giordani a Pordenone, 22 aprile 2011;&lt;br /&gt;Miglior testo breve (narrativa): Sandro Veronesi, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Profezia&lt;/span&gt; (racconto nella collana &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Inediti d'autore&lt;/span&gt; del Corriere della Sera);&lt;br /&gt;Miglior testo lungo (narrativa): Silvia Dai Prà, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Quelli che per me è lo stesso&lt;/span&gt;, Contromano - Laterza;&lt;br /&gt;Miglior testo (saggistica): Paola Mastrocola, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Togliamo il disturbo&lt;/span&gt;, Guanda;&lt;br /&gt;Miglior fumetto (graphic novel): Bastien Vivès, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Polina&lt;/span&gt;, Black Velvet (qui ci sarebbe molto da dire, ma vado a pelle, considerato che tutto quanto ho letto quest'anno, mi è sembrato alquanto "mancante", nel senso che mancava sempre qualcosa...vale per &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Daytripper &lt;/span&gt;di Moon e Ba, vale per &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Asterios Polyp&lt;/span&gt; di Mazzucchelli, vale per &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Habibi&lt;/span&gt; di Craig Thompson... é quindi un primato del meno peggio);&lt;br /&gt;Miglior fumetto (franco-belga): Zidrou, Matteo (Alemanno), &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Protecto&lt;/span&gt;, NonaArte Bedé (uscito finalmente in Italia nella sua completezza... magnifico!);&lt;br /&gt;Miglior fumetto (saggio): &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Peanuts. L'arte di Charles M. Schulz&lt;/span&gt;, Panini (un saggio di soli disegni e fotografie, e a me pare sufficiente);&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Miglior illustrato: Ana Juan, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Snowhite&lt;/span&gt;, LOGOS (magnifico... e orribile);&lt;br /&gt;Miglior fumetto (alternative): Ruppert &amp;amp; Mulot, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Irene e i clochard&lt;/span&gt;, Canicola;&lt;br /&gt;Miglior fumetto (giovane promessa): Nicolò Assirelli, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Cave Canem&lt;/span&gt;, BD edizioni;&lt;br /&gt;Miglior fumetto (seriale): B. K. Vaughan, P. Guerra, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Y: L'ultimo uomo&lt;/span&gt;, Planeta de Agostini;&lt;br /&gt;Miglior fumetto (striscia): Liniers, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Macanudo&lt;/span&gt;, Double Shot;&lt;br /&gt;Miglior mostra: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Brecht Evens&lt;/span&gt;, al BILBOLBUL di Bologna, edizione 2011;&lt;br /&gt;Miglior artista scomparso: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Alberto Burri&lt;/span&gt;, per la permanente agli ex essiccatoi tabacchi a Città di Castello (PG);&lt;br /&gt;Miglior artista contemporane&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;o (vivente): &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Gerard Byrne&lt;/span&gt;, per &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Loch Ness 2011-2010&lt;/span&gt;, visto alla Biennale Arte 2011 a Venezia;&lt;br /&gt;Miglior film: Paolo Sorrentino, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;This must be the place&lt;/span&gt;;&lt;br /&gt;Miglio programma televisivo: non pervenuto;&lt;br /&gt;Premio simpatia 2011: Silvia Ziche;&lt;br /&gt;Premio "Mi hai veramente insegnato qualcosa ed è merce rara": Giuseppe Palumbo;&lt;br /&gt;Miglior pranzo/cena: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Osteria dei Re&lt;/span&gt;, Piazza Bosone-via Cavour, Gubbio;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Premio "Luogo per la vita": il bosco di Camaldoli (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi);&lt;br /&gt;Fatto internazionale con maggior impatto o rilievo: il terremoto in Giappone (da una catastrofe naturale, un monito per tutti, e un risultato importante anche per il nostro paese);&lt;br /&gt;Fatto nazionale di maggior impatto: la scemenza umana, che si cela un pò dovunque, e molte volte sta al "vertice" e il più delle volte alla "base" (mi includo, come scemenza umana n. 1, the best!!).&lt;br /&gt;I ringraziamenti per il 2011.&lt;br /&gt;Ad Alessia, per i sorrisi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Gioia, che continua a mantenere vivo in me l'amore per l'architettura.&lt;br /&gt;A Walter, per essersi fidato, comunque vada.&lt;br /&gt;A Federico, che spesso mi da' retta.&lt;br /&gt;A Emilia, per la sua dura corteccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecc&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;o, stiamo per esserci, ancora poche ore... 2012, anno bisestile!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7918674297105485365?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7918674297105485365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/alla-prova-dei-fatti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7918674297105485365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7918674297105485365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/alla-prova-dei-fatti.html' title='Alla prova dei &quot;fatti&quot;'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HRHxTA1MCys/Tv9TAJpX3jI/AAAAAAAAAbE/8jC2VlX8zus/s72-c/DSCF5127.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5925971094825368684</id><published>2011-12-25T11:17:00.006+01:00</published><updated>2011-12-31T19:16:50.969+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n. 9</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-pDl50K0lUVo/Tvb4rfXOcHI/AAAAAAAAAa4/W8h9tekad44/s1600/DSCF5282.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-pDl50K0lUVo/Tvb4rfXOcHI/AAAAAAAAAa4/W8h9tekad44/s400/DSCF5282.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690008605266178162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Il "rosso" che nasce sparso e si scopre possibile tra il "verde".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Buon Natale! E felice estate mentale!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5925971094825368684?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5925971094825368684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/piccole-scatole-emozionali-n-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5925971094825368684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5925971094825368684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/piccole-scatole-emozionali-n-9.html' title='Piccole scatole emozionali n. 9'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-pDl50K0lUVo/Tvb4rfXOcHI/AAAAAAAAAa4/W8h9tekad44/s72-c/DSCF5282.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1995958729810273989</id><published>2011-12-17T13:35:00.007+01:00</published><updated>2011-12-17T18:07:16.606+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>b) Opportunità di una rinuncia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Pn2U09eQNgs/TuzLgSzc3EI/AAAAAAAAAag/jgVHgcDrEv8/s1600/DSCF4996.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Pn2U09eQNgs/TuzLgSzc3EI/AAAAAAAAAag/jgVHgcDrEv8/s400/DSCF4996.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687144185125985346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;Riprendo e allargo il tema del post precedente. Non lo faccio mai, ma il "falso spirito natalizio" che ci circonda in questi giorni mi porta a questa insistita speculazione. Da dove nasce ciò che oggi siamo? O meglio cosa ci ha portato ad essere così attenti al "fuori" da dimenticarci quotidianamente di quanto esso sia a volte superfluo? Non è una domanda che vuole condurre a divagazioni spirituali o esagerando religiose. Di ciò mi importa molto poco. Mi interessano invece alcune valutazioni di carattere sociologico, che però si nascondono dietro considerazioni di origine culturale ed "estetica" (se volessimo attribuire a questo termine la sua accezione migliore, ovvero non declinata alla forma, ma alla somma di fattori artistici, sociali, economici, ecc.; anni fa, ormai più di dieci, svolgemmo una lettura simile, ma riferita alla cultura del restauro, in un libro dal titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Restauro e cultura estetica&lt;/span&gt;, da me firmato con l'arch. Fabia Cigni). Riprendo ora alcuni contenuti di un catalogo, e alcune letture fatte da Franco Marcoaldi e da Roberto Carnero, nel loro c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;ommento  giornalistico ad una mostra importante (che il catalogo accompagna), oggi allestita alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Victoria &amp;amp; Albert Museum&lt;/span&gt; di Londra (ma che da febbraio, credo, sarà portata al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;MART&lt;/span&gt; di Rovereto), dal titolo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Postmodernismo: stile e sovversione 1970-1990&lt;/span&gt;. E' uno dei momenti più importanti dedicati a questo non-stile, che è invece diventato con gli anni l'espressione più rappresentativa del confronto quotidiano con noi stessi e con quanto ci circonda, sia sul piano materiale che su quello filosofico. Superate le certezze e l'ortodossia del modernismo, ci siamo trasformati tutti, nell'ultimo ventennio del '900, in "postmoderni": figli dei linguaggi, manipolabili e manipolati dalle mutazioni dei principi stessi che stavano all'interno degli atteggiamenti più sovversivi della nuova corrente estetica e culturale. Perchè il postmoderno è stato in origine espressione propositiva di eterogeneità, contraddizione e quindi dubbio e sguardo perplesso sul mondo. Ma al suo interno ha consentito, mentre nuove libertà immaginative andavano svelandosi, aperture a strumenti meno limpidi, come la mediaticità e quindi su tutto la televisione (Mar&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;coaldi cita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quinto potere &lt;/span&gt;di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;Lumet del 1976 come manifesto delle devianze della forza postmoderna  delle origini verso qualcosa di diverso). Ecco che la parodia, il  decostruzionismo, ma anche una certa indole anarchica e  citazionistica, sono mutati nel corso degli anni '80 in cinismo,  nichilismo e su tutto indifferenza e artificio. Ecco che il mondo delle  idee libere è involuto nell'universo delle cose materiali, dell'eterno  destino di una generazione di dedicarsi al mercato e alla ricerca del  successo. Le cose sopra tutto, le cose come fine. Irrinunciabile coperta  per scaldare un animo ormai freddo per sempre. E' all'interno di questa  trasformazione che noi tutti oggi siamo diventati ciò che siamo,  condizionando, ormai inconsapevolmente ogni nostro entusiasmo alle  "cose". Ringrazio Roberto Carnero, che in un suo articolo su il  quotidiano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; il Piccolo&lt;/span&gt; dell'11 dicembre 2011, ha saputo riprendere uno spunto (che mi colpì molto già all'epoca e che ora capisco finalmente meglio) del percorso proposto nell'allestimento londinese, quando i curatori pongono in evidenza un'opera centratissima allora, come ancora oggi, di Jenny Holzen che presentava a noi tutti, nel 1985, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;un enorme cartellone pubblicitario elettronico, preso in affitto a Time Square, dove trovava posto una scritta luminosa enorme che diceva: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Protect me from hat I want&lt;/span&gt;" (Proteggimi d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;a quello che voglio). E' un'ammonizione dal sapore medievale che la dice lunga sui subdoli nemici che ci circondano. A livello letterario questo abisso provocato dalla dipendenza dalle cose sino all'indifferenza per il "fuori" come per il "dentro di sè" è ben rappresentato da vari testi. Me ne sovvengono due in particolare: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Utz&lt;/span&gt; di Bruce Chatwin e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Auto da fé&lt;/span&gt; di Elias Canetti. Ma qui domina comunque un senso estremo per le cose correlato alla passione. Noi abbiamo oggi superato quest'ultimo stato verso un amore fine a se stesso: le cose per le cose, ultima speranza di un vuoto infinito. Non mi resta che sottolineare (a me stesso, prima che a tutti) l'opportunità di una rinuncia, se, come ho scritto nel post precedente, l'ultimo stadio non è già stato superato, portandoci in una condizione di impos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;sibilità alla stessa. Mi piace ricordare qui una poesia di Jorge Luis Borges, tratta dal volume &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elogio dell'ombra&lt;/span&gt;, uno dei suoi migliori a mio avviso, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;per la totale dolorosità e al contempo amore per la vita che lo pervade, nella consapevolezza dell'avvicinarsi della sua perdita. L'argentino scrisse: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; monete, il bastone, il portachiavi/ la pronta serratura, i tardi appunti/ che non potranno leggere i miei scarsi/ giorni, le carte da gioco e la scacchiera,/ un libro e tra le pagine appassita/la viola, monumento d'una sera/ di certo inobliabile e obliata,/ il rosso specchio a occidente in cui arde/ illusoria un'aurora. Quante cose,/ atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,/ ci servono come taciti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: verdana;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;schiavi,/ senza sguardo, stranamente segrete!/ Dureranno più in là del nostro oblio;/ non sapran mai che ce ne siamo andati.&lt;/span&gt; La poesia si intitola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le cose&lt;/span&gt;, pubblicata nel 1969, alle soglie del percorso postmodernista. Vi lascio quindi, augurandovi Buon Natale, con questo consiglio per gli acquisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div face="verdana" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1995958729810273989?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1995958729810273989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/opportunita-di-un-rinuncia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1995958729810273989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1995958729810273989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/opportunita-di-un-rinuncia.html' title='b) Opportunità di una rinuncia'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Pn2U09eQNgs/TuzLgSzc3EI/AAAAAAAAAag/jgVHgcDrEv8/s72-c/DSCF4996.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5029656461849550191</id><published>2011-12-11T19:57:00.010+01:00</published><updated>2011-12-17T17:53:13.740+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>a) Impossibilità di una rinuncia</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Paradossalmente mai come in questo periodo, in cui tutti stanno a bocca aperta a gridare la parola "crisi", mi pare di percepire come centrale il valore che il denaro è andato assumendo nella nostra vita quotidiana. "Lacrime e sangue" dice qualcuno, "tirare la cinghia", qualcun'altro. Mai come ora mi pare di percepire l'inadeguatezza di queste frasi. Non hanno più alcun significato reale. Sono figlie di tempi lontani, sono parlate in lingue che non capiamo. Straniere e esse stesse sintomi di malattie radicate. Indietro non si torna! Non lo credo possibile! Si potrà andare avanti a fatica, ma la rinuncia al "chiasso" e al "troppo" non ci appartiene più. Come concetto, come percezione, prima che come fatto in sè. Facciamo finta di saper rinunciare a tutto, ma non ne siamo capaci. E non conosciamo più l'altra faccia di noi, quella profonda, psicologica, che ci muove ogni giorno nella ricerca "dello stare bene", nonostante le cose. Tutti questi pensieri me li ha provocati oggi una visita domenicale ad un centro commerciale. Mi si è rotto il frigo e ne cercavo quindi uno nuovo. Senza un frigo non si vive più. Dentro l'ipermercato c'era il mondo sensibile e insensibile intero. Il mondo sensibile era perlomeno fatto di gente consapevole di dov'era, quello insensibile di gente inconsapevole delle motivazioni che lo avevano portato lì, di domenica. Si sono, anzi ci siamo, comprati di tutto. Domani avrò a casa il mio frigo. Ad un certo punto, aspettando il mio turno per dare i dati al banco elettrodomestici (il mio turno... come alla posta... la gente in fila... a colpi di trecento, cinquecento euro a botta), ho perso completamente la cognizione di dov'ero. Per resistere mi sono concentrato sulla radio che trasmetteva la voce di una quarantenne che parlando in diretta diceva al DJ queste parole: "La prego di volermi dedicare questo pezzo (musicale)... che mi ricorda quando andavo, il sabato sera, a ballare... ed ero felice, con le mie diecimilalire in tasca... e niente altro!" Ci ho pensato molto a quelle parole. Al fatto che quella persona alla radio ci stesse pensando la domenica mattina di un dicembre del 2011. Mi sono ricordato anch'io di quelle diecimilalire in tasca, che a volte erano cinquemila. Che ero sereno, in bicicletta dovunque... che i miei col cavolo che mi davano più di diecimilalire! Mi sono ricordato di tutte le sovrastrutture che ci siamo creati, e che non costano mai diecimilalire. La prima immagine che mi è venuta in mente è quella che vi propongo qui di seguito.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-3HI11kNGXks/TuURikxoiFI/AAAAAAAAAaU/p_Bh4DTomQY/s1600/DSCF5399.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3HI11kNGXks/TuURikxoiFI/AAAAAAAAAaU/p_Bh4DTomQY/s400/DSCF5399.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684969390310197330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un'immagine che come il resto non ci appartiene più, che come il resto non siamo più in grado di ritrovare dentro di noi. E lo dico io, che a quarant'anni dovrei forse invece chiedermi che cosa potrebbero allora dire i miei genitori settantenni: i miei eroi per sempre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5029656461849550191?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5029656461849550191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/impossibilita-di-una-rinuncia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5029656461849550191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5029656461849550191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/12/impossibilita-di-una-rinuncia.html' title='a) Impossibilità di una rinuncia'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3HI11kNGXks/TuURikxoiFI/AAAAAAAAAaU/p_Bh4DTomQY/s72-c/DSCF5399.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2319553645024859577</id><published>2011-11-13T18:34:00.010+01:00</published><updated>2011-11-13T19:13:12.127+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: scrivere'/><title type='text'>Novità editoriali: "SESSANTAQUARANTA" di W. Chendi , R. Franco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-N2qshG-MzSA/TsAAxKX1X0I/AAAAAAAAAZw/0t4FmPRH-lw/s1600/cop300.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-N2qshG-MzSA/TsAAxKX1X0I/AAAAAAAAAZw/0t4FmPRH-lw/s400/cop300.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674536375084736322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Imbarazzato in queste ore per le avance offertemi da vari schieramenti e forze politiche per una partecipazione al prossimo governo tecnico di emergenza nazionale, considerato che la tutela ONU è stata scartata a priori, anche se resterebbe da anni la soluzione migliore, ho potuto per mia fortuna declinare gentilmente l'invito a fronte dell'impegno in cui mi sono imbarcato assieme ad un compagno di eccezione, il mio amico Walter Chendi, autore di fumetti e fine analista delle cose del mondo. Il parto di questa collaborazione si chiama &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;SessantaQuaranta&lt;/span&gt;, una raccolta di racconti scritti da me e Walter che affronta i temi della memoria. &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;SessantaQuaranta&lt;/span&gt; è un libro, un progetto comune, un'occasione per riflettere su alcune tematiche in pubblico, un'esperienza tutta da fare. Per l'occasione ho creato un nuovo blog il cui link è &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;http//walteroby.blogspot.com/&lt;/span&gt; (puoi accedere cliccando l'immagine della copertina sulla barra principale)&lt;/span&gt;. Lì dentro troverete tutto quello che potete desiderare di sapere sulla cosa. E' un progetto serio, che quindi questo luogo di facezie varie non può contenere degnamente. &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;SessantaQuaranta&lt;/span&gt; verrà distribuito nelle librerie a partire dal 1 dicembre 2011 e sarà anche un tour (vedi il blog indicato). Insomma, forse era meglio il governo tecnico, ma il Ministero del Buon Senso, l'unico per cui mi ero reso disponibile, all'ultimo minuto non è stato contemplato, volendo Monti fare riferimento alla legge Bassanini che prevede un numero limitato di ministeri appunto; quindi, tanto valeva...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(l'immagine è copyright W. Chendi e tutelata dalle norme sul diritto d'autore. E' vietata la pubblicazione non autorizzata, salvo che per scopi pubblicitari correlati al volume SessantaQuaranta)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2319553645024859577?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2319553645024859577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/11/novita-editoriali-sessantaquaranta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2319553645024859577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2319553645024859577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/11/novita-editoriali-sessantaquaranta.html' title='Novità editoriali: &quot;SESSANTAQUARANTA&quot; di W. Chendi , R. Franco'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-N2qshG-MzSA/TsAAxKX1X0I/AAAAAAAAAZw/0t4FmPRH-lw/s72-c/cop300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1714605687812682896</id><published>2011-11-06T12:04:00.011+01:00</published><updated>2011-11-07T12:22:03.270+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Lucca Comics &amp; Games, grazie a dio! Ovvero: l'oblio ristoratore</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IlNseKLNEwo/TraS6vWsPtI/AAAAAAAAAZI/fVlF8sBZLro/s1600/DSCF6302.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671882318561427154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-IlNseKLNEwo/TraS6vWsPtI/AAAAAAAAAZI/fVlF8sBZLro/s400/DSCF6302.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dal 28 ottobre al 31 ottobre ero a Lucca in occasione di Lucca Comics &amp;amp; Games 2011, ormai diventata di fatto, visti i numeri (circa 150.000 presenze), una delle maggiori Comicsconvention mondiali. Quest'anno ho seguito molti incontri dei Comics, ho girato come sempre tra i banchi degli editori, ma mi sono voluto spingere anche nel territorio dei Games, per curiosità diremo. A me non piace giocare, nemmeno da piccolo piaceva, quindi è stata una vera concessione al mio essere; ma non è stato tempo sprecato. A Lucca Comics, ho potuto incontrare alcuni dei migliori disegnatori e autori mondiali: Dav&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;id Lloyd (la cui mostra è stata per me veramente la sorpresa di questa edizione; l'autore ha presentato dei disegni da &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;V for Vendetta&lt;/span&gt; di una raffinatezza e al contempo crudezza e incisività pazzesche, con quei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;suoi tratti nero su bianco da disegnatore senza tempo; in conferenza poi ha saputo dire forse alcune delle cose più interessanti sentite: insomma la mia palma di quest'anno va a lui... la maschera inventata con Alan Moore per il fumetto, che è oggi diventata simbolo degli "indignados" di ogni paese, ha un ruolo artistico oltre che simbolico); Jeff Smith (l'americano, creatore del capolavoro &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Bone&lt;/span&gt; ha mostrato la sua buffa pancetta e il suo solito guanto nero a coprirgli la mano destra: è un uomo di una simpatia vera e di una grande cordialità... in conferenza ha saputo far capire perché la sua storia fumettistica, nata e sviluppata nel settore indipendente, fino ad assurgere a opera senza tempo, rappresenti una capacità imprenditoriale e di gestione da manuale: illuminante per i giovani autori); Jiro Taniguchi (il giapponese, idolo in Italia e in Europa, ancora di più che nel suo paese (non può certo confrontarsi con la popolarità di una Ikeda, o di una Takahashi); è sembrato uomo colto e sereno, padre vero del suo fumettistico &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;L'uomo che cammi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;na&lt;/span&gt;; al c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;ontempo il suo lavoro non mi è parso così straripante e innovativo visto dal vivo, in mostra, o raccontato da lui stesso; un grande autore, forse in parte sopravvalutato; comunque un uomo gentilissimo... un'amica fumettista gli ha regalato un suo volume autoprodotto e poco più tardi lui gli ha fatto portare in omaggio un suo disegno); Craig Thompson (il capolavoro mondiale &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Blankets&lt;/span&gt; gli ha aperto le strade e oggi la sua nuova opera, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Habibi&lt;/span&gt;, è sembrata subito un gran fumetto... Lui ogni volta che mi incontra mi sorride e mi saluta affettuoso... sin dai tempi di &lt;em&gt;Blankets&lt;/em&gt; è stato così... è come se ci conoscessimo da sempre e in realtà ci siamo parlati a gesti e pochissimo); Juanjo Guardido e Juan Diaz Canales (con &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Blacksad&lt;/span&gt; hanno rigenerato il clima del noir nel fumetto francese, con i loro personaggi "animalizzati"; Canales è una persona simpatica, Guarnido molto più distante... non di certo simpatico diremo... ma un d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;isegnatore enorme). A Lucca ci sono state poi occasioni per commemorare Sergio Bonelli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;, scomparso da poco, durante una conferenza in particolare, con Nizzi, Ticci, Castelli, Ferri, Boselli, la storia del fumetto popolare italiano. Vorrei citare poi una mostra esemplare sul lavoro di Manuele Fior e Davide Reviati, capace di qualificare il loro lavoro in forma esponenziale. Un esempio di quando una mostra di originali serve realmente. Per il resto ci sono stati gli editori, tutti giocosi a far da spalla ad una crisi economica che si sente in profondità tra le pubblicazioni prodotte e soprattutto nel clima sottotraccia che accompagna tutto e che è percettibile forse solo da chi frequanta l'ambiente e il festival da vari anni: l'assenza di Black Velvet nel padiglione principale a fronte di alcuni titoli magistrali in uscita, e trovati poi tra i distributori, fa capire molte cose. E poi ci sono i prezzi dei volumi, esorbi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;tanti e tali da impedire ogni forma di curiosità nei lettori. Ecco che a parità di denari torni a casa con metà volumi e ti chiedi di continuo dove in fondo le monete siano scomparse. Il costo di un v&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;olume è alto, molto alto, per colpa della stampa, ma soprattutto dei vari passaggi che lo portano atrraverso le librerie anche non specializzate ad arrivare fino al lettore. E' purtoppo un cane che si morde la coda... è un declino. Infine non capisco varie cose... perché a tutti piace molto parlarsi addosso?... perché dietro gli stand devo subire molte persone con il simbolo del dollaro disneyano stampato in fronte?... chi dà ai ragazzi i soldi per permettersi Lucca Comics?... Giri qua e là e vedi queste bancono&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;te da cinquanta e da cento girare come trottole da mano a mano, nelle mani di ragazzini e ragazzine vestite da Lamù o da Lady Oscar, nelle mani poi di altri che si lamentano continuamente di non avere il resto da dare, anche se paghi con cinquanta euro un volume che ne costa trentacinque... E' la crisi, dicono! Ah, una nota. Lo stand dove ho trovato le persone più simpatiche e cortesi è stato quello della Logos edizioni. Inoltre il volume illustrato &lt;em&gt;Snowhite&lt;/em&gt; di Ana Juan da loro editato è veramente una genialata (tristissimo e orribile, ma geniale). Inoltre. La mastodontica macchina di vendita creata dalla Bao Publishing spaventa un pò. Spaventa perché è talmente lanciata da rischiare lo scontro. Vorrei consigliare loro di fermarsi un pò a riflettere, perché le persone che stanno dietro la casa editrice sono persone simpaticissime, veri entusiasti, persone, da appassionato, che vorresti come amico. Fuori dal padiglione editori ci sono i colori e le follie dei Cosplayer e girare tra loro mi fa pensare a come Lucca sia quasi una prigione all'incontrario, dove fuori dal carcere stanno ora coloro che per tutto l'anno vi stanno invece richiusi e per una volta si sentono liberi di esprimersi, di sentirsi accettati per le loro passioni... è il "diverso" che si riprende il mondo, il proprio mondo auspicato, per una volta all'anno almeno. Mentre subito oltre la stazione e il casello autostr&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;adale di Lucca, la gente discute di maggioranze parlamentari, d&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;i eurobond e di fiumi in piena che si portano via comunità intere come se non fossero passati quarant'anni dalla volta precedente, come se sia plausibile morire nella stessa maniera dopo quarant'anni di "progresso". Ma il "progresso" non esiste, esiste solo il "processo"; il processo dell'evoluzione naturale delle cose, che non riesce a fare punti a capo o produrre colpi di spugna, ma che altresì si porta sempre dietro tutto il bene e il male passato; é inoltre il processo (vero stavolta) continuo a tutti e chiunque, lavandosi sempre un pò le mani dalle responsabilità anche proprie e che è sempre facile attribuire invece a destra e sinistra. Processiamo l'uomo in quanto umanità... ma si può processare se stessi con obiettività? Assoluzione completa e tragedia continua. A Lucca, durante una conferenza sul ruolo del fumetto indipendente, molti dicono la loro, richiamando il ruolo dell'importanza della proprietà autoriale. Mi sov&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;viene una frase letta moltissimi anni fa, all'Università, in un testo di scenografia: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;l'individuo ha senso, ma la collettività ha significato&lt;/span&gt;. E' una lettura applicabile a molte cose... nel fumetto non è un caso che l'indipendenza sia appartenuta a collettivi di autori e viceversa essa sia scomparsa quando il collettivo è venuto meno: l'indipendenza non è individualismo. Mi pi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;acerebbe che si potessero oggi affrontare i problemi riscoprendo il ruolo collettivo finalizzato ad una indipendenza culturale e mentale... e che si potesse affrontare i problemi insieme e non rinchiusi nelle case... e soprattutto che si potesse per una volta scendere in piazza senza doversi per forza portare sulle spalle una bandiera o farsi accompag&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;nare da un inno (anche se storico). Vorrei parlarvi anche di cucina, ora, ma sono stanco di scrivere... vi lascio quindi un'immagine... un disegno di Guido Buzzelli (realizzato per Amnesty International), esposto nella mostra dedicata al grande autore romano scomparso nel 1992 al Museo della città di Lucca, nel palazzo Guinigi (quello con la torre con gli alberi sopra)... una mostra che nella&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; cinque giorni del Festival dei Comics... con le le sue 150.000 presenze... avremmo visto forse in cento (forse)...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pSzMn00qXsU/TraTkmwIYKI/AAAAAAAAAZU/9nwzmo7F_6o/s1600/DSCF6415.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671883037806715042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-pSzMn00qXsU/TraTkmwIYKI/AAAAAAAAAZU/9nwzmo7F_6o/s400/DSCF6415.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1714605687812682896?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1714605687812682896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/11/lucca-comics-games-grazie-dio-ovvero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1714605687812682896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1714605687812682896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/11/lucca-comics-games-grazie-dio-ovvero.html' title='Lucca Comics &amp; Games, grazie a dio! Ovvero: l&apos;oblio ristoratore'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-IlNseKLNEwo/TraS6vWsPtI/AAAAAAAAAZI/fVlF8sBZLro/s72-c/DSCF6302.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-555029440399340986</id><published>2011-10-23T22:08:00.006+02:00</published><updated>2011-10-23T22:47:53.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incontri'/><title type='text'>Una bella serata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-myv89_05bvk/TqR8U1KT9fI/AAAAAAAAAYg/ZFn7EvpRJZA/s1600/CIMG1034.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-myv89_05bvk/TqR8U1KT9fI/AAAAAAAAAYg/ZFn7EvpRJZA/s400/CIMG1034.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666790928448484850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ieri ho avuto la fortuna di presentare alla libreria Lovat di Trieste l'autrice/disegnatrice Silvia Ziche, in occasione dell'uscita del suo nuovo libro "E' tutto sotto controllo" (un nuovo capitolo della saga del suo personaggio simbolo Lucrezia). E' stata una cosa improvvisata, dove mi è stato chiesto di sostituire lo scrittore Matteo Strukul, e che ha invece garantito a me, e credo anche all'autrice, di offrire ai presenti un interessante sguardo sul fumetto, permettendo a molti di capire che quando si parla di arte sequenziale si possono promuovere discussioni importanti, che vanno oltre il lato curioso della cosa. E' stato negli anni questo un obiettivo primario per l'associazione ARTeFUMETTO che rappresento, e che credo questa possa ancora affrontare in futuro. La serata di ieri mi ha riconciliato con il mondo del fumetto parlato e promosso e dato nuovi stimoli. Merito va a Silvia, la "cattivissima Zia Ziche" come diceva Stefano Benni in presentazione ad un suo libro, che è in realtà è una persona professionale, ma al contempo di una simpatia e cordialità veramente uniche. Nel sederci al tavolo per iniziare l'incontro abbiamo notato una confezione con una rosa bianca. Abbiamo pensato ad un omaggio della libreria ospite; poi  finito l'incontro, nel guardare meglio, ci siamo resi conto essere un omaggio di una fan, che ringraziava Silvia per le sue storie, una fan che ha lasciato la rosa e non si è poi presentata o fatta riconoscere. A seguire l'incontro c'era veramente tanta gente, che ha fatto domande (cosa rara!) e che si è poi messa ordinatamente in fila per una dedicaces. Che dire, aldilà del bel ricordo, mi è tornata la voglia di fare! E tra pochi giorni c'è Lucca Comics per prendere nuovi contatti e metterla alla prova!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-O1snJ_0LVt0/TqR8FiqfOUI/AAAAAAAAAYU/gBlBIMOpAYI/s1600/DSCF6081.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-O1snJ_0LVt0/TqR8FiqfOUI/AAAAAAAAAYU/gBlBIMOpAYI/s400/DSCF6081.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666790665785129282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-555029440399340986?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/555029440399340986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/10/una-belle-serata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/555029440399340986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/555029440399340986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/10/una-belle-serata.html' title='Una bella serata'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-myv89_05bvk/TqR8U1KT9fI/AAAAAAAAAYg/ZFn7EvpRJZA/s72-c/CIMG1034.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5849677973624830770</id><published>2011-10-20T21:51:00.006+02:00</published><updated>2011-10-23T23:00:00.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Visionari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-9qS5qCNHBKg/TqCIe4LC0II/AAAAAAAAAX8/luse3qtAp8w/s1600/DSCF5397.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9qS5qCNHBKg/TqCIe4LC0II/AAAAAAAAAX8/luse3qtAp8w/s400/DSCF5397.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665678395288244354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Il giorno 05 ottobre è morto Steve Jobs. Amen! Mi verrebbe da dire, ma no, non si può. Mi ricordo che quando nel 2005 morì Giovanni Paolo II, il giorno stesso, dovevamo fare uno spettacolo teatrale (su Andrea Pazienza) e ci fu un gran telefonare per capire se era meglio procedere o non procedere, per questioni etico/morali si diceva. Poi si fece, e mentre il Papa moriva, sul palco un attore si esprimeva con modi volgari e poco forbiti, trasponendo alcune vignette del defunto Paz. Il giorno dopo fu tutto un cosa si è fatto, era giusto farlo, tra pareri a posteriori, discordanti sull'opportunità o meno di uscire dal comune senso del pensare. Bene. Niente in confronto all'avanzare dei dubbi sulla santità del buon Steve. Io ho usato un Apple per scrivere la mia tesi nel 1994. Ho poi usato un Power Mac per disegnare i miei primi progetti digitalizzati; infine a malincuore mi sono venduto al nemico per sopravvivere e uscire dalla setta della Mela (P.S. ho un iPod regalatomi e mai usato; nessun iPhone e nessun iPad. Che scarso!!!). Ma da qui a santificare il Jobs ce ne passa. Così sono rimasto alquanto allibito quando ho visto gente portare dei fiori e deporre delle mele morsicate fuori da qualche negozio rivenditore della Apple. (ripeto, dei fiori ad un negozio della  Apple!). Ancora più perplesso che tutto il movimento mediatico stia da settimane a scassare con l'idolatria verso, come gli piace a tutti chiamarlo, "il visionario numero uno della Apple". Sono da vari giorni che penso di scrivere qualcosa su questo, poi ecco che infine apro dal dentista il numero della rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panorama&lt;/span&gt; uscito ieri 19 ottobre. Dentro il servizio di Guido Castellano che dice: "Dopo Steve Jobs. Ecco 10 uomini che cambieranno il mondo". E poi ecco presentati uno di seguito all'altro coloro che "riescono ad immaginare il futuro e a realizzarlo, modificando la vita di milioni di persone", ecco insomma i "visionari" più grandi della terra: Jeff Bezos di Amazon che vuole trasformare il concetto di tablet; Brett Martin di Sonar che vuole trovare le connessioni nascoste che ciascuno di noi ha con le pesone nei dintorni (oltre il social network!); Jonathan Ive di Apple che continuerà la filosofia Apple sviluppando l'eredità di Jobs; Andrew Mason di Groupon, che vuole "condividere lo shopping fra sconosciuti per strappare sconti e prezzi più bassi"; Henri Seydoux di Parrot, che vuole "interagire e comandare con la voce gli apparecchi elettronici, specie in auto"; Jack Dorsey di SquareUp, che vuole abolire il denaro contante (con lo smartphone); Riccardo Spinelli (wow, anche in Italia abbiamo le visioni!!) di FastCap, che immagina una batteria che si può ricaricare all'istante (per le auto elettriche); Paul Wicks di PatientsLikeMe, che vuole creare un social network medico per garantirsi supporto reciproco; Andy Rubin di Google Android, che immagina un software gratuito per far funzionare gli Smartphone; e infine Jack Ma di Alibaba, che vuole rendere l'e-commerce cinese accessibile e semplice a livello internazionale. Cavolo, sono veramente colpito da tutte ste visioni che mi cambieranno la vita! Colpitissimo. Sembra di stare al tavolo con gli X-Men e invece è gente che alla mattina si alza, si gratta le palle, mangia i biscotti, si veste, ecc., proprio come me. Visionari, loro, e pirla, io! E poi le visioni sono tutte elettronico, fighetto, commerciali. Che strano! Cielo, ti prego, fa in modo che domani possa ancora mettere le ciabatte e scendere al mare a nuotare; fa in modo che possa raccogliere le castagne da terra, in autunno, quando cadono; fa in modo che la torta al cioccolato sappia ancora di sè. Ti prego, non lasciarci soli con tutte queste visioni, che così, a priori, per partito preso, mi fanno un sacco terrore. Così me ne sto, solitario e orso balengo, mentre ricordo com'era quando andavi in treno e i ragazzi parlavano tra loro invece di tenersi le cuffiette sempre nelle orecchie a isolarsi tra le note dell'iPod, e mentre ricordo come quando aprivi Topolino (sì, la rivista settimanale della Disney) leggevi di cazzate varie, oltre le storie, e non eri costretto a verificare che tra poco tutto sarebbe stato pensato e predisposto per qualche "tablet", mentre  i professionisti architetti attorno a me disperdono la loro attenzione nei mille programmini di interconnessione che gli garantisce il loro iPhone. Ecco, mentre ricordo tutto questo, penso: "E' morto Steve Jobs! Amen!". Buone visioni a tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;P.S. Con Panorama esce anche il volume "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pensare come Steve Jobs&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;", ovvero un "manuale per sbloccare il proprio potenziale creativo". Per essere visionari basta comprare Panorama, alla faccia di Thomas More!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5849677973624830770?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5849677973624830770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/10/visionari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5849677973624830770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5849677973624830770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/10/visionari.html' title='Visionari'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9qS5qCNHBKg/TqCIe4LC0II/AAAAAAAAAX8/luse3qtAp8w/s72-c/DSCF5397.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3223589797393932840</id><published>2011-09-24T17:31:00.006+02:00</published><updated>2011-09-25T09:06:36.091+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: leggere'/><title type='text'>Il dire e il fare (e in mezzo il mare)</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il giorno 19 settembre scorso alla recente Festa del Libro di Pordenone (pordenonelegge.it) ho avuto occasione di assistere ad una conversazione tra Andrea Cavalletti e Giorgio Agamben (docente di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Filosofia teoretica&lt;/span&gt; all'Università di Venezia) attorno al testo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Cultura di destra&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, oggi ripubblicato da Nottetempo di Roma, del critico e studioso germanista Furio Jesi, scomparso nel 1980. Il testo del 1979 raccoglie due saggi sviluppati attorno ad uno studio iniziato nel 1964 sulla "macchina mitologica," sul "mito" e sulla "tecnicizzazione del mito". Jesi parte da un concetto: chi si occupa di "mitologia" deve occuparsi anche di "cultura di destra"; ovvero l'uso del "mito" per fini politici, l'uso tecnicizzato del "mito" a fini politici; l'uso della "macchina mitologica" (da parte della cultura di destra) che al tempo stesso è fuori dal tempo quotidiano, ma che comunque sa nutrire la vita quotidiana. Il mito offre un linguaggio; la sua manipolazione (del mito) è riduzione di un vocabolario (di un linguaggio) a tramite. Si crea quindi, suggerisce Jesi e riprende Cavalletti durante l'incontro, quella "pappa omogeneizzata" che gli autori usano, componendo mitologie che hanno la funzione di fabbricare precisi assetti sia del presente che del futuro, assetti di tipo conservativo. Ecco che l'eredità culturale di destra, il suo linguaggio, è qualcosa di cui siamo perfettamente all'interno, che inevitabilmente viviamo. La macchina mitologica, suggerisce Cavalletti (così banalmente lo parafraso per quanto mi consente la memoria), oscilla e si muove; quella "pappa omogeneizzata" si adegua e muta, sfuma nel patriottismo, nella spiritualizzazione del lusso (la pubblicità) che inevitabilmente è anche materialismo. Ecco che le parole usate (Jesi ricorda i testi, le parole della scrittrice di romanzi rosa Liala), "non vogliono essere capite, sono fatte per non essere capite, ma lette e basta" (De Amicis era per Jesi esempio della "macchina mitologica" al lavoro). Fin qui il pensiero di Jesi esposto da Cavalletti. Giorgio Agamben trasfigura durante l'incontro quel pensiero e avanza un'importante riflessione, importante secondo me per guardarsi attorno e capire il "mare culturale" in cui abbiamo e stiamo nuotando (annegando?). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cultura di destra&lt;/span&gt;, il libro di Jesi, dice Agamben è l'ultima configurazione di un itinerario di ricerca condotto dall'autore, è "l'ultima pagina di un romanzo che Jesi non ha mai cessato di scrivere". Un libro da leggere tra le righe, e infatti così fa Agamben. A Jesi, suggerisce, interessa il "residuo culturale di destra", ciò che è anche in chi di destra non è. E aggiunge: quali esempi di sinistra citare se la destra è quella che si dice? Ed ecco l'assioma, non dubitativo, affermativo, assoluto, da prendersi per come viene detto e all'interno del quale sta già scritto tutto. Un concetto che non pone piani metaforici, che non sottende, che vale di per se stesso. Propone Agamben interpretando Jesi: "Tutta la cultura è cultura di destra. La sola cultura di sinistra è quella che considera che la sola cultura che esiste è quella di destra". E' questa, suggerisce (e qui, secondo me, con molta intelligenza e lungimiranza) Agamben, una riflessione che attraversa il pensiero di Jesi, prendendo però a caposaldo le riflessioni di Walter Benjamin. In particolare quando quest'ultimo sottolinea che: ogni opera è documento della barbarie che l'ha resa possibile. Non ci sono dunque due culture, come tutti pretendono e vorrebbero, alla faccia di Bobbio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Destra e sinistra&lt;/span&gt;, nel 1994) e a chi ha proposto il tema di maturità di ambito storico-politico di quest'anno, riprendendo ancora Bobbio e Veneziani e Carocci, ma probabilmente una sola, e "l'altro" è contenuto nel primo anche se non propriamente coincidente con esso. E' un paradosso che però, dice ancora Agamben, ci libera di tutte le banalità dette e da dire su cultura di destra e di sinistra, e che porta la cosidetta cultura di sinistra a poter accettare infine che anche gli scritti di Céline o Ezra Pound abbiano una grandezza poetica e filosofica maggiore di molti retorici e inutili scritti di "sinistra". Esiste quindi, dice Agamben, solo la cultura degli uomini e il suo ruolo è nel documentare le barbarie che l'ha resa possibile (di nuovo Benjamin). Questa consapevolezza però non è cultura di destra, bensì cultura di sinistra. La cultura di sinistra è quindi  proprio la presa di coscienza che tutta la cultura è di destra. La tradizione culturale è sempre quella dei vincitori (affermazione di Agamben, ancora). La lucidità, che permette di leggere un'opera con la consapevolezza del dove questa è nata, è ciò che forse possiamo chiamare cultura di sinistra. Dire che tutta la cultura è cultura di destra non è un giudizio di valore: non c'è disprezzo. E' presa di coscienza, è un'affermazione: è nell'enunciato stesso (l'averlo detto!) che si nasconde la lucidità, la cultura altra, che potremo appunto chiamare di sinistra. Ritornando alla "macchina mitologica" di Jesi, Cavalletti suggerisce ancora: la cultura con la "maiuscola" è "mito", perché elude le contraddizioni; è ancora la pappa omogeneizzata che crea al suo interno le parole d'ordine: Tradizione, Cultura, Giustizia, Libertà Rivoluzione. Ecco quindi ancora l'affermazione: la cultura è tutta cultura di destra perchè le sue parole sono parole con la maiuscola. Minoritario (ancora Agamben), ovvero "dalla parte della minorità" è anche Autoritario; così come l'Autorità è anche non autoritaria. Io credo che questi pensieri, che ho molto apprezzato (e che in questo racconto parafrasato forse  in parte svilisco), consentano grandi sviluppi e riflessioni per la lettura del nostro tempo, e garantiscano alla fine due importanti insegnamenti pratici: il primo è che la contraddizione, il dubbio è un bene non trascurabile (sempre Agamben rilegge una frase di Bertolt Brecht: "in tempi oscuri non ci sono pensieri buoni"). Il secondo è che la lucidità è consentita solo guardando la barbarie da vicino, comprendendo che solo stando dentro le cose risulta possibile muoversi. La fatica è immane (il mare), ma è la sola che conduca a risultati. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3223589797393932840?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3223589797393932840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/il-dire-e-il-fare-e-in-mezzo-il-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3223589797393932840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3223589797393932840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/il-dire-e-il-fare-e-in-mezzo-il-mare.html' title='Il dire e il fare (e in mezzo il mare)'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2017857728338514826</id><published>2011-09-15T22:01:00.004+02:00</published><updated>2011-09-16T12:48:43.370+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Residenze</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Ajj3V6i4qGg/TnJbjs44_-I/AAAAAAAAAX0/WQafY8MixZg/s1600/DSCF5382.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652681151206719458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ajj3V6i4qGg/TnJbjs44_-I/AAAAAAAAAX0/WQafY8MixZg/s400/DSCF5382.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho letto di recente un'affermazione di Frank Lloyd Wright, maestro dell'architettura internazionale. Dice: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;La morale è una convenzione, mentre l'etica è un principio&lt;/span&gt;. Su queste pagine ho spesso usato questo termine, etica, richiamandolo come una mancanza, un vuoto che questi tempi non riescono a colmare. Tempi, appunto, privi di principi e ricchi di convenzioni. Ebbene, non tutto è perduto. Incredibile!!! L'ho trovata, l'etica intendo, e altrettanto incredibilmente vi svelo dove sta di casa: a Forlì, in Italia. Non tutto è perduto...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2017857728338514826?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2017857728338514826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/residenze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2017857728338514826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2017857728338514826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/residenze.html' title='Residenze'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Ajj3V6i4qGg/TnJbjs44_-I/AAAAAAAAAX0/WQafY8MixZg/s72-c/DSCF5382.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7817171259905797620</id><published>2011-09-11T08:11:00.008+02:00</published><updated>2011-09-13T10:27:26.070+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: arti'/><title type='text'>Gian Alfonso Pacinotti in arte Gipi</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DS345CRaD6o/TmxmgIOUZAI/AAAAAAAAAXs/0QIoMQ3RKFE/s1600/gipi%2Bred%2Bcarpet.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651004334592517122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 282px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-DS345CRaD6o/TmxmgIOUZAI/AAAAAAAAAXs/0QIoMQ3RKFE/s400/gipi%2Bred%2Bcarpet.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sapevo che ci sarei cascato. Non sapevo quando, ma prima o poi sapevo sarebbe successo. Di dedicare un post a GIPI, al suo lavoro, a ricordare l'innamoramento che provai e provo per il suo lavoro. Anzi, forse ancora di più l'invidia che mi provoca la sua capacità di raccontare storie. E' questa la sua dote maggiore, unita ad una tenacia nel proseguire le proprie iniziative artistiche, che lo porta a volte a cadere in vicoli retorici, ma anche a manifestazioni assolute della propria capacità. Gianni porta con sé il "genio"; è uno dei pochi che mi sia dato conoscere ad averlo in dote. E' una dote naturale certo, ma anche la conclusione di percorsi di ricerca inarrestabili, condotti nel segno del "fare". Gianni prima di tutto "fa", la sua innata curiosità lo porta a mettersi in gioco, a sacrificare il proprio fisico (gracile) e a dedicarsi alla propria arte, malgrado tutto. E' questa "fatica" che mi affascina di lui e che mi fa essere un suo fan, un estimatore; che mi fa e che mi farà guardare al suo lavoro sempre con benevolenza e difenderlo malgrado "tutto". Oggi Gianni ha finito un suo film, dal titolo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;L'ultimo terrestre&lt;/span&gt;; naturalmente l'ha presentato alla 68. Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, in concorso, e non al cinemino provinciale di Pisa. Gianni fa così. Igor Tuveri, responsabile della Coconino Press ha ad un certo punto creduto in lui come fumettista (era il 2002, mi pare?); ha saputo consigliarlo o semplicemente mostrargli delle strade; l'ha aiutato ad elevarsi dalla "fuffa" dei tanti artistoidi dell'underground fumettistico nazionale e internazionale. Gipi ha saputo volare quindi da solo, guardare oltre. Dalla Coconino alla Fandango, a Procacci, che da produttore di "razza", ha capito di dovergli dare fiducia. Gianni ha vinto dopo la presentazione del suo film a Venezia, il P&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;remio Fondazione Mimmo Rotella&lt;/span&gt;; è stato segnalato al &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Premio Pasinetti&lt;/span&gt;, come migliore opera prima; ha vinto il premio &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Arca Cinema Giovani&lt;/span&gt;. Il film è stato presentato solo tre giorni fa, l'8 settembre. Oggi che è l'anniversario dell'11 settembre, un evento che ha sconvolto il mondo, mi viene voglia di parlare di GIPI che ha scosso in meno di un decennio il piccolo mondo dell'arte italiana. E il buffo è che molti in Italia non lo sanno, molti se ne stanno là a fare finta che non sia vero. Cavoli loro. Amari per giunta. Io, che continuo a guardare fuori, ho visto per la prima volta il lavoro di Gianni in mostra a Treviso. Erano le tavole di quello che sarebbe stato &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Esterno notte&lt;/span&gt;. Non le capivo nel disegno, da tanto incredibili erano. Da lì, la voglia di presentare con ARTeFUMETTO, al tempo appena nata, il suo lavoro in zona Monfalcone. Lo facemmo a Cormòns, ad una fiera del libro, nel dicembre del 2003. C'erano lui e Marco Corona. A quell'incontro disegnarono praticamente solo per noi: non se li filava nessuno. Gianni disegnava sulle tovagliette dei tavoli al ristorante, su quelle della fiera, disegnava con tutto e di tutto. Diceva che l'aiutava a mantenersi sveglio durante la digestione. Allora presentava &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Esterno notte&lt;/span&gt;, e poi niente fu come prima. Grazie a quell'incontro, dopo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Appunti per una storia di guerra&lt;/span&gt; (che vinse ad Angouléme), e dopo i premi a &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;S.&lt;/span&gt; (una delle storie più fantastiche che ho letto, dopo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Pompeo&lt;/span&gt; di Andrea Pazienza, e lo dico senza problemi, avendolo anche scritto più tardi su di un catalogo), riuscimmo a portare ancora Gianni a Monfalcone, nel 2007 (una nota: la inaugurammo l'8 settembre!), in occasione di una mostra dal titolo "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Gipi. La vita tra le pagine&lt;/span&gt;", organizzata ancora da ARTeFUMETTO presso la Galleria d'Arte Contemporanea della città. In quell'occasione pubblicammo un libretto, che resta ad oggi il primo e unico (incredibile a dirsi, vista la quantità di materiale disegnato dall'autore) catalogo ufficiale dell'arte di Gianni (chi lo desidera può scrivermi, ne abbiamo ancora delle copie). Per allestire la mostra mi arrivarono via posta, da Parigi, da Barcellona, da Milano, a casa circa ducento delle sue tavole e disegni. Le avevo tutte sul pavimento della mia stanza, distese per sceglierle e mi pareva una cosa da brivido, per la responsabilità nel averle sotto tutela specialmente. Gianni arrivò a Monfalcone da Parigi, dove viveva allora, stanchissimo e sfinito dal suo giro infinito, dietro le presentazioni dei suoi libri. Alessia lo portò a comprare una maglietta nuova; io un telefonino nuovo. Mangiammo dei calamari fritti a Sistiana, di fronte al mare, e ancora oggi deve venire a prendersi il dolce. Fu per tutti noi, e credo anche per lui, quell'occasione una specie di situazione "fantasma", che ancora oggi non mi rendo conto bene di avere fatto. Durante un'intervista in diretta a RadioRAI, per presentare la mostra, feci a Gianni una domanda, in collegamento telefonico, mentre lui, allora, stava al Lido ,alla mostra del cinema di Venezia, dove un produttore voleva trasporre in film &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Appunti per una storia di guerra&lt;/span&gt;, cosa che poi non si fece. Domandai: "Ma ora che sei a Parigi, come puoi disegnare la tua campagna toscana, i "colori" della provincia?" Mi confidò poi a margine che se lo stava chiedendo e che quei paesaggi gli mancavano. Lasciò più tardi Parigi e tornò in Toscana. Lì naque LMVDM e a seguire poi l'intervista a &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Le invasioni barbariche&lt;/span&gt; di Daria Bignardi (con tutta la bagarre mediatica che ne seguì), le performance musicali/teatrali de &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;La mia vita disegnata male&lt;/span&gt;; la trasposizione di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;S.&lt;/span&gt; con il gruppo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;I sacchi di sabbia&lt;/span&gt; (che ho anche tentato di portare a Monfalcone); la musica prodotta in casa; il fumetto sempre più lontano e infine il film. Un film tratto da un fumetto non suo (sembra incredibile, per uno che racconta benissimo), ma di Giacomo Monti. Gianni scelse quel fumetto bellissimo. A Gorizia, nel 2010, durante un incontro, ci confidò che ne aveva comprato i diritti, che ci stava lavorando. Oggi credo di aver capito quella scelta. La scelta di mantenere le distanze, di non mettersi a nudo dinanzi ad un pubblico più vasto (quello del cinema) di quello ridotto (e anche asfittico) del fumetto: lui che mette sempre tanto di sé nel suo lavoro, lui che probabilmente ora starà pensando a qualche film, tratto magari da una storia nuova, che andrà a sceneggiare, disegnare, musicare, portare a teatro, ecc. E non perché è commercialmente utile (non solo almeno), ma perché ciò gli consentirà di praticare strade nuove, tragitti inesplorati di una ricerca infinita. Vi regalo ora una foto di Gianni sul red carpet di Venezia. Mi scorge (credo) con la coda dell'occhio, mentre sto nel corridoio che porta all'interno della Sala Grande del Lido, dietro i fotografi ufficiali, mentre gli scatto una foto anch'io, verso le 17.30 dell'8 settembre, prima della "prima" del suo film e dell'applauso infinito che ne è seguito in sala (un film, il suo, forse non completo, ma di certo sociologicamente utile e significativo e un'altro esempio di come si possa raccontare bene indipendentemente dal linguaggio usato). Gianni dal red carpet sembra farmi una smorfia che è anche un sorriso. Io, Alessia e Fabio eravamo là per goderci la sua emozione, che infatti era grandissima.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7817171259905797620?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7817171259905797620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/gian-alfonso-pacinotti-in-arte-gipi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7817171259905797620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7817171259905797620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/gian-alfonso-pacinotti-in-arte-gipi.html' title='Gian Alfonso Pacinotti in arte Gipi'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DS345CRaD6o/TmxmgIOUZAI/AAAAAAAAAXs/0QIoMQ3RKFE/s72-c/gipi%2Bred%2Bcarpet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1924747158937388523</id><published>2011-09-01T21:57:00.015+02:00</published><updated>2011-09-03T18:49:02.769+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: cinema'/><title type='text'>Transiti e certezze</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-uB4g39PBP_o/Tl_z6-HF76I/AAAAAAAAAXk/sjmpLfLp7_g/s1600/DSCF5711.JPG"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647500652176600994" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-uB4g39PBP_o/Tl_z6-HF76I/AAAAAAAAAXk/sjmpLfLp7_g/s400/DSCF5711.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;Il 31 agosto sono in visita alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. L'edizione numero 68 della sua storia. Quando vieni qui sai già che inseguirai le ombre di qualcuno. Chi ti passerà da lì a poco dinanzi non è che l'ombra di qualcuno, che sai nella vita forse non essere come ti appare o essere semplicemente la rappresentazione momentanea e pubblica di se stesso. Capita a tutti però di cercare di vendersi al meglio, di voler apparire oltre la propria essenza. In questo gioco di accettazioni reciproche decido di immergermi ancora. Inseguo le "star" e qui di certo, stavolta, non mancano. A margine del red carpet, nel solito casino infernale che lo contraddistingue, faccio la mia parte, ricerco l'autografo, scatto delle foto. Però non riesco a non guardare oltre la cosa. Scorgo così chi finge, chi si diverte, chi maschera tristezze o frustrazioni vere. Così prima di regalarvi alcune foto, vi dico solo che potrei raccontarvi di George Clooney che non riesce più a uscire dal suo personaggio, dal personaggio che tutti si aspettano intendo (nella foto sopra lo vedete mentre mi firma l'autografo, zittendo al posto mio un ragazzo tedesco che stava andando un pò in escandescenza da fan); potrei dirvi la sensazione di malinconia che mi trasmette il volto di Cindy Crawford, quel volto che è sostato così tanto nei miei calendari di studente e che ha perso ora qualcosa del fascino androgino immortalato dall'arte di Helmut Newton; potrei sottolinearvi l'algida bellezza della bionda Evan Rachel Wood, che decide di scansare la foto che gli porgo, per sceglierne un'altra da autografare; Philip Seymour Hoffman sa di non poter giocare la carta della bellezza, ma è consapevole della sua bravura d'attore e firma i suoi autografi con distacco calcolato: è l'amico che fa sempre la battuta, e tu a quella ridi solo per accontentarlo.&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647500268071540850" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-jpK5HNLrtpw/Tl_zknNT2HI/AAAAAAAAAXc/OJ9npievu9A/s400/DSCF5717.JPG" border="0" /&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647499934449620130" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-p7zaWkn6vKw/Tl_zRMXpVKI/AAAAAAAAAXU/P9NcOuOszjM/s400/DSCF5727.JPG" border="0" /&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647499546467153730" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-9hID8xkfsJc/Tl_y6nBat0I/AAAAAAAAAXM/eSW2HQS2jOA/s400/DSCF5719.JPG" border="0" /&gt;Vi narro quindi di quella che è una grandissima attrice, quella che è destinata a restare soltanto e per tutti l'attrice non-protagonista per eccellenza: lei lo sa e, quando la gente la chiama, evita compiaciuta di concedersi; infine lo fa (per poco), ma solo perché non può sottrarsi. Lei è Marisa Tomei, mio idolo di sempre per il suo ruolo di fidanzata di Joe Pesci in &lt;em&gt;Mio cugino Vincenzo&lt;/em&gt;, del 1992. E', ancora oggi, con i suoi 47 anni, la più bella di tutte, e, nonostante la sua superba ritrosia, non ce ne sta per nessuna. &lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 282px; display: block; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647498992207258530" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-_7m6a5GQePY/Tl_yaWPj46I/AAAAAAAAAXE/m-DvTpVDlFs/s400/tomei.jpg" border="0" /&gt;Infine vi racconto, come già vi dissi un anno fa, che ciò che poi ti toglie il fiato non è il tacco dell'attrice bionda o il sorriso di quella mora, nè la verve dell'attore di turno. Tutto ciò passa. Ma la laguna di notte, poco prima che tramonti definitivamente il sole, e quella sua sublime pacatezza, invece, resta perfetta ed eterna. &lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5647498650454896546" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/--gHVSV2VFfc/Tl_yGdHcr6I/AAAAAAAAAW8/mtXn4o94w4E/s400/DSCF5739.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1924747158937388523?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1924747158937388523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/transiti-e-certezze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1924747158937388523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1924747158937388523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/09/transiti-e-certezze.html' title='Transiti e certezze'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-uB4g39PBP_o/Tl_z6-HF76I/AAAAAAAAAXk/sjmpLfLp7_g/s72-c/DSCF5711.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7368071175735671430</id><published>2011-08-25T22:22:00.005+02:00</published><updated>2011-08-26T18:12:57.544+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: arti'/><title type='text'>Scelte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Wk71ghPmJGg/Tla-Bhs5NVI/AAAAAAAAAWs/BWJGJZgn1Q4/s1600/DSCF5429.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644908116391310674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Wk71ghPmJGg/Tla-Bhs5NVI/AAAAAAAAAWs/BWJGJZgn1Q4/s400/DSCF5429.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Duecento grandi intellettuali (?) italiani hanno scelto per il Padiglione Italia (&lt;em&gt;L'Arte non è cosa nostra&lt;/em&gt;) gli artisti (più di 200) che stanno esponendo alla 54. Biennale Arte 2011 a Venezia. Chi ha scelto gli intellettuali ci sarebbe da chiedersi? Ovvio, il curatore, Sgarbi, che ammira (ovvio) gli intellettuali chiamati a scegliere, che a loro volta ammirano gli artisti scelti (o magari tra una rosa proposta (sempre da Sgarbi) preferiscono questo piuttosto che quello), scatenando così un processo a caduta. Sgarbi si dice "contrario alla qualità della vita e favorevole alla quantità della vita"; "la selezione non è detto significhi qualità" e quindi meglio "tanto" che "scelto". Insomma, tutte queste cose qui, che poi, secondo me, finiscono per ben rappresentare ciò che realmente l'Italia è: un paese dove ognuno si fa i fatti propri (nel senso di interessi), dove chiunque raccomanda qualcun altro e così all'infinito a formare una marmellata, densa e che ci finisce per trovare tutti invischiati e soprattutto sporchi. Se la Biennale di sinistra è una Biennale di "tesserati", questa di destra è una Biennale di "imparentati". Ecco il Padiglione Italia, ecco il gesto artistico più grande, e il più grande merito di Sgarbi: parlare di noi italiani e, nel farlo, non riuscire, anche inconsapevolmente, a parlarne bene. Detto questo, io mi sono visto in quel dell'Arsenale tutte le opere degli artisti proposti dagli intellettuali scelti e ho potuto valutare in toto chi ha scelto chi o cosa. E infine, dopo aver visto tutto, considerato che ognuno ha potuto e saputo scegliere, anch'io ho scelto e ora vi metto, qui di seguito, i nomi degli artisti che ho scelto, tra quelli scelti dagli intellettuali, che a loro volta Sgarbi ha scelto. Insomma, l'apoteosi del figo, ciò che non può mancare, fermo che anch'io sono stato scelto da me stesso per scegliere tra le scelte dei scelti. Ecco qui, il meglio secondo me: Roberta Fossati; Greta Frau; Olivo Barbieri, Lucianella Cafagna; Bernardo Siciliano; Lucio Trizzino, Luciano Ventrone; Sergio Zanni; Paolo Bozzato; Mario Fallani; Theo Eshettu; Tullio Pericoli (per metterne anche uno di quelli conosciuti ai più). E poi se volete anche "the best is": Lucianella Cafagna su tutti. Cercatela nel marasma delle proposte. Non vi piace, peggio per voi. Infine una nota di colore nel Padiglione di Sgarbi. Su di una parete, una cornice-quadro incornicia un piccolo quadro di arte sacra. La nota recita: &lt;em&gt;Piero della Francesca&lt;/em&gt; (ha scelto) &lt;em&gt;Franco Fedeli&lt;/em&gt;. Bene io alla fine di tutto forse sceglierei sempre Piero. E infine infatti mi chiedo: io che ho visto cinque volte la Flagellazione di Urbino e quattro il ciclo della Croce di Arezzo di Piero della Francesca, senza peraltro esserne ancora stanco, dopo tutto questo vagare per l'Arsenale e per i Giardini, c'è qualcosa che mi faccia venir voglia di ripagare di nuovo il biglietto e quindi ritornare? Ebbene qualcosa c'é. Mentre una signora fa la strada dell'esposizione con me, senza conoscermi e facendomi per questo sorridere, e spesso dice: &lt;em&gt;Sta' cosa non la trovo per niente bella! E tu intellettuale dirai: "Vuole però dire qualcosa!" Bhè, però la dice veramente male!"&lt;/em&gt;; ecco mentre la signora mi distrae, scopro alle Corderie l'opera di Gerard Byrne, con i suoi video in Super 8 e le sue foto, in un lavoro che evoca il mostro di Loch Ness. E' il suo un gioco sulla memoria collettiva, che approfitta della nostra conoscenza del mito del mistero del lago e gioca con esso creando suggestioni, piccole ansie e angoscie nella frenesia del vedere e cercare qualcosa che l'artista non vuole e non può, né potrebbe mostrare. Molto interessante. Assieme a questo, alle Artiglierie trovo il padiglione più affascinante: dove si gioca con la sedimentazione della memoria e della materia. Il padiglione è quello dell'America Latina, dove vedo queste tre piccole boccette di essenza , dove ogni essenza non è che l'evocazione di un attimo della vicenda di un uomo, di un eroe, di un fatto del popolo, prima che ancora della storia tutta: nelle bottigliette giace l'essenza delle storie di Antonio Maceo, di Ignazio Agramonte e di José Marti. L'artista è Reyner Leyva Novo e l'opera si intitola &lt;em&gt;Los Olores de la Guera&lt;/em&gt;, 2009. Il mio l'ho fatto. Ho vinto qualche cosa? Buona scelta a tutti! &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(in foto, la&lt;em&gt; Maddalena&lt;/em&gt; di Piero nel Duomo di Arezzo)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7368071175735671430?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7368071175735671430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/08/scelte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7368071175735671430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7368071175735671430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/08/scelte.html' title='Scelte'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Wk71ghPmJGg/Tla-Bhs5NVI/AAAAAAAAAWs/BWJGJZgn1Q4/s72-c/DSCF5429.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-138543323849742525</id><published>2011-08-04T21:37:00.008+02:00</published><updated>2011-08-04T22:31:52.291+02:00</updated><title type='text'>Un' ultima canzone per l'estate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YYCwD06gjzk/Tjr-8C7TzII/AAAAAAAAAWk/HSnEFCCX8-A/s1600/DSCF5468.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637098191138835586" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-YYCwD06gjzk/Tjr-8C7TzII/AAAAAAAAAWk/HSnEFCCX8-A/s400/DSCF5468.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Come ogni estate si cerca di sfruttare alcune delle mille (oramai) occasioni offerte dagli organizzatori di eventi musicali in Italia. Andare in tour: anche per i cantanti più affermati è quasi un obbligo per guadagnare bene, visto che di dischi (opps! CD, MP3, ecc., insomma quelle cose impronunciabili lì...) se ne vendono sempre meno. Alcuni scaricano, altri duplicano, certi comprano in edicola; insomma un casino! Poveri cantanti, costretti a farsi un mazzo tanto, in cambio di due lirette (euri, pardon!). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Comunque vada, io i miei quattro (magari!) soldi ai nostri prodi musicanti li concedo sempre. E q&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;uest'estate ho scelto così. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Prima tappa ad inizio luglio (06/07/2011), toccata e fuga a Ferrara per il concerto di PJ Harvey (poteva mancare?). Lei è come sempre un portento, con quella voce incredibile che si ritrova e quel suo fare lunare e distaccato. Alle sue spalle i soliti John Parish, Mick Harvey, oltre al bravissimo batterista Jean Marc Butty. Sembrano in dieci. Il suono non è calibrato benissimo, esageratamente elevato, ma in alcuni pezzi l'emozione sale alle stelle; fino a quando Polly si mette a ballare da sola sul palco e la piazza sembra svanire, tanta è la concentrazione della gente sulla sua figura: una dea. Nel tardo pomeriggio, durante il sound-check, nell'ascoltarla da lontano, tutti si chiedevano se non fosse già il concerto; da oltre le transenne molti fans applaudono la sua esibizione e lei saluta con la mano. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno 20 luglio sono a Sesto al Reghena; suona Anna Calvi. Nome italiano, ma lei è inglese. Si presenta sul palco in trio (chitarra, batteria e...strumenti vari, suonati da una ragazza bravissima). Ero curioso. Il disco omonimo è interessante e volevo saperne di più. Bene, lei è stratosferica. Intervalla canzoni alla Jeff Buckley, intonandole con una progressione molto particolare, molto anni 'Sessanta, che mi ha ricordato (non solo per le distorsioni alla chitarra), l'atteggiamento degli Experience di Jimi Hendrix. Presenta alcune canzoni con una vocina minuta, per poi sfogare un vocione maturo e soul mentre canta. Cinquanta minuti secchi di concerto. Tutti delusi: perché cinquanta minuti sono troppo pochi; il concerto troppo breve; lei non ha repertorio, ecc.. Cinquanta minuti bastano, perché lei ti stende. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637097791083344978" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-0ini7UgRZRY/Tjr-kwmpdFI/AAAAAAAAAWc/wYciBGKPQuQ/s400/DSCF5599.JPG" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il 22 luglio c'è il concerto di Franco Battiato in Piazza Unità a Trieste. La serata è un greatest hits, non c'è canzone fuori posto; lui, ultrasessantenne, si concede, balla con le sue scarpe da ginnastica su completo da anziano siculo; si diverte, passando in rassegna un repertorio infinito. Ha cantato tutto quello che vorresti sentire, tranne &lt;em&gt;Bandiera Bianca&lt;/em&gt;. Un ragazzo ogni tanto si alza tra il pubblico seduto in platea e cerca di convincere tutti ad alzarsi: prova una volta, due, tre, infine non si trattiene più; finisce tutti sotto il palco a cantare, come in una sagra di paese per presunti intellettuali andati a male. Dopo due ore di concerto il cantante riesce sul palco per l'ultimo bis; mette a tacere tutti con la frase: "Patti chiari e amicizia lunga: the last song" e parte con &lt;em&gt;Centro di gravità permanente&lt;/em&gt;. Uno spasso. Stop, aspettando &lt;em&gt;un'ultima canzone per l'estate&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-138543323849742525?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/138543323849742525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/08/un-ultima-canzone-per-lestate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/138543323849742525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/138543323849742525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/08/un-ultima-canzone-per-lestate.html' title='Un&apos; ultima canzone per l&apos;estate'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-YYCwD06gjzk/Tjr-8C7TzII/AAAAAAAAAWk/HSnEFCCX8-A/s72-c/DSCF5468.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7648541946792585060</id><published>2011-07-24T09:39:00.004+02:00</published><updated>2011-07-24T10:09:45.652+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Con  questo peso sullo stomaco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-P7Q4GmGEenQ/TivTJ5ACCFI/AAAAAAAAAWU/tCM7eRPfFJE/s1600/DSCF5570.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632827925830174802" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-P7Q4GmGEenQ/TivTJ5ACCFI/AAAAAAAAAWU/tCM7eRPfFJE/s400/DSCF5570.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Non riesco a rinunciare ad agganciarmi al post precedente: le immagini di Genova 2001 sono state presentate in questi giorni sui media un pò in sordina, a notte tarda perlopiù, o su internet ovviamente. Gli articoli sono stati molti, ma condotti nel segno del ricordo, del folclore e non della presa di coscienza. Non è un buon segno. La cosa testimonia di un paese che non riesce mai a mettersi in pace con il proprio trascorso. Deve sempre almeno in parte balbettare o insabbiare e quindi lasciare ad altri il compito di passare la spugna, di svelare. Non viviamo in questo senso in una condizione onesta verso noi stessi e nemmeno verso chi abbiamo il dovere di educare. Falliamo di continuo e ci portiamo un fardello che trasciniamo a fatica, molto più grande di noi, con cui rimandiamo però alle generazioni future il compito "del farsi realmente carico"; le stesse generazioni a cui evitiamo di parlare chiaro e quindi di formare: le stesse generazioni che quindi non avranno mai gli strumenti per dipanare le ombre. Insegniamo così a navigare a vista, educhiamo all'indifferenza chiassosa. Scusate, ma oggi ho questo tono qui, un tono qualunquista; il fare di chi dice ovvietà, perché crede che bisogna ritornare a dirle, smarcarsi dagli intellettuali e dalle menate, per dire "nero" se è "nero" e non sviolinare sempre in "grigio scuro", più scuro, meno scuro, meno meno scuro, più, meno... Erri De Luca scrive nel libro "&lt;em&gt;Per sempre ragazzo&lt;/em&gt;", edito di recente da Marco Tropea Editore, riprendendo (come dice lui stesso) per il suo omaggio a Carlo Giuliani un proverbio persiano: "&lt;em&gt;Se vuoi farti un nome, viaggia o muori&lt;/em&gt;". E' un paese strano il nostro, tradizionalmente "di viaggiatori, poeti, santi e di eroi", dove, oggi, per farti un nome, non ti resta invece che morire: fisicamente, moralmente, eticamente, culturalmente, ma pur sempre morire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7648541946792585060?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7648541946792585060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/con-questo-peso-sullo-stomaco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7648541946792585060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7648541946792585060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/con-questo-peso-sullo-stomaco.html' title='Con  questo peso sullo stomaco'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-P7Q4GmGEenQ/TivTJ5ACCFI/AAAAAAAAAWU/tCM7eRPfFJE/s72-c/DSCF5570.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4737671949211499116</id><published>2011-07-17T14:41:00.008+02:00</published><updated>2011-07-17T23:35:56.284+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Di uomini e delle loro ambiziose virtù</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-g7jPW8Fj7Ys/TiLpk47Bi2I/AAAAAAAAAWM/eAvA6OHWYSI/s1600/DSCF5411.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630319304131054434" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-g7jPW8Fj7Ys/TiLpk47Bi2I/AAAAAAAAAWM/eAvA6OHWYSI/s400/DSCF5411.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ne parlo oggi, in anticipo sull'anniversario corretto, sui telegiornali, sui quotidiani, perché è un ricordo molto vivo, che mi porta alla mente emozioni forti e non voglio ricordarmene nella foga delle immagini che ci verranno riproposte tra poco. Che spero verranno riproposte tra poco e che spero possano oggi essere riguardate con quella distanza che solo il tempo e l'archiviazione storica consente. Nei giorni tra il 19 e il 22 luglio 2001 si sono svolti i fatti arcinoti del G8 di Genova. Sono passati dieci anni e sembra che alcune situazioni di fondo siano rimaste pressoché inalterate. Riconosco in questi giorni gli stessi politici, riconosco molte posizioni revisioniste, riconosco climi non cambiati. Vi giuro, la mia cultura moderata è stata messa molte volte alla prova in quel periodo da quanto &lt;em&gt;ci&lt;/em&gt; stava accadendo intorno: in Italia, in un paese democratico, dove la democrazia, il buonsenso, la tolleranza è venuta per un attimo meno. Io ricordo quei fatti come un "buco nero", una voragine che resta incolma. Furono giorni sensa senso, gestiti con pochezza mentale da tutti e con barbarie dai più. Nel 2001 (era un fine settimana) non riuscivo in quei giorni ad andare al mare, ad uscire; ero calamitato dalla televisione, dalle immagini: mi pareva fantascienza. Io oggi credo che quei fatti, in quel contesto, senza la tragedia dell'11 settembre 2011 a New York, avrebbero potuto avere in Italia dei riscontri sociali ben diversi. Il secondo fatto storico ha invece ridimensionato il primo, lo ha "contenuto": mentre lo sguardo si apriva sul mondo, lo stesso sguardo riusciva a sorvolare sulla provincia. Non sono capace di giudicare ciò, oggi, nè come un bene, nè come un male: è successo, punto. E' storia. Personalmente di quei giorni ricordo il 12 luglio a Tarvisio il concerto di Manu Chao con la polizia sugli spalti, con i controlli esagerati in funzione no global ai confini. La sensazione non fu piacevolissima. Ricordo poi i ragazzi di Monfalcone che partivano per manifestare a Genova e ricordo alcuni racconti al loro ritorno. Ricordo alcune manifestazioni che seguirono poi, dopo quei giorni genovesi, per le strade della mia città. Parliamoci chiaro, oggi ripensiamo a quelle cose come alle sequenze di un film: l'allestimento della "zona rossa", piazza Alimonda con la morte di un ragazzo, Carlo Giuliani, freddato con quel suo stramaledetto estintore in mano, freddato da un altro ragazzo impaurito, il carabiniere Mario Placanica con quella sua stramaledetta pistola in mano; e poi le "perquisizioni" alle scuole Diaz e Pascoli, gli interrogatori nella caserma di Bolzaneto. Giovani contro giovani; mentre poco più in là gli intellettuali facevano gli intellettuali, i politici i politici, scambiandosi concetti e parole, che oggi appaiono vuote come poche. Giovani contro giovani, ideologie o ideali (a volte si confondono) contro ideologie e ideali, senza uno Stato. Mi ritorna alla mente oggi un film poco amato da critica e pubblico, ma molto amato dal regista: &lt;em&gt;I compagni&lt;/em&gt;, di Mario Monicelli, del 1963. Agli albori delle lotte sindacali, nella Torino di fine Ottocento, delle manifestazioni finiscono in tragedia. Ne fa le spese un ragazzo Omero, dai forti ideali, colpito a morte durante la manifestazione che il professore Mastroianni-Senigaglia ha incitato, fermo nel portare avanti le proprie convinzioni. A ucciderlo un colpo di fucile, forse quello di un altro ragazzo della cavalleria in stanza locale. Un ragazzo che corre poi in soccorso al primo, ormai a terra, ma viene bloccato dai compagni. Un ragazzo che con un altro milite (anch'egli ragazzo), poco prima si scambia, mentre sono schierati ad aspettare al varco i manifestanti, di nascosto dei biscotti (?), inconsapevoli del proprio destino di carnefici: lì per caso e per dovere. Mi sopravvengono due scene: nella prima Renato Salvatori, che interpreta il manifestante Raul, chiede a Mastroianni-Senigaglia, mentre dividono un letto: "&lt;em&gt;Ma chi ve lo fa fare?"&lt;/em&gt; E l'altro risponde: "&lt;em&gt;Sono le idee balorde&lt;/em&gt;". Nel finale poi una manifestante, nel salutare Raul che parte e lascia Torino, risponde a questo, che le chiede del destino del professore Senigaglia ormai arrestato: &lt;em&gt;"Il professore è dentro! Ma pensiamo di candidarlo alle elezioni, così se viene eletto..."&lt;/em&gt; I tempi cambiano, passano, ma le storie si ripetono. Si crea indiscusso un irrisolto scontro/confronto tra idee e realtà quotidiana, dimenticandosi purtroppo come sempre dell'uomo, della sua "animalità". Se qualcuno di voi visitasse il Monastero di Camaldoli in provincia di Arezzo, nel Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, si rechi nell'antica Farmacia dei monaci. In una stanza dove vengono conservati gli antichi strumenti per la preparazione storica dei farmaci, scoprirete una piccola lezione sull'uomo. In una teca di vetro e legno viene conservato, "in piedi", uno scheletro del XVII secolo, di una (si crede) donna di circa 25 anni, trovato nel cimitero di Camaldoli. Sopra la teca sta una targa in legno con inciso quanto segue: "&lt;em&gt;Questo è lo specchio in cui mirar ti dei folle mortal, ogni altro specchio inganna, questo dimostra ben quel che tu sei&lt;/em&gt;". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4737671949211499116?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4737671949211499116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/di-uomini-e-delle-loro-ambiziose-virtu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4737671949211499116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4737671949211499116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/di-uomini-e-delle-loro-ambiziose-virtu.html' title='Di uomini e delle loro ambiziose virtù'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-g7jPW8Fj7Ys/TiLpk47Bi2I/AAAAAAAAAWM/eAvA6OHWYSI/s72-c/DSCF5411.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1239523924679364833</id><published>2011-07-12T23:11:00.015+02:00</published><updated>2011-07-13T21:52:41.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.8</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-689a2bb5cc3410ab" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v18.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D689a2bb5cc3410ab%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331419620%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6378D8EA50CEF1A4E7F3AC8BE7C568F78C26293B.63B7AD243534B592F3B21D6E8BD8C89B566DE60C%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D689a2bb5cc3410ab%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DuforuxJ8vRc9HoJyR7Ukm7kUS24&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v18.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D689a2bb5cc3410ab%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331419620%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D6378D8EA50CEF1A4E7F3AC8BE7C568F78C26293B.63B7AD243534B592F3B21D6E8BD8C89B566DE60C%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D689a2bb5cc3410ab%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DuforuxJ8vRc9HoJyR7Ukm7kUS24&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il rumore atmosferico del vento che scuote le foglie dei lecci nei boschi dell'Eremo delle Carceri sul Monte Subasio ad Assisi. Qui Francesco d'Assisi si ritirava con i suoi compagni, in contemplazione e solitudine a pregare Dio. Qui si trova l'albero dove si dice il futuro santo fosse solito benedire gli uccelli. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' un'esperienza emotivamente possente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Si crea un &lt;em&gt;transfer&lt;/em&gt; involontario tra storia e religione, tra vicenda umana, leggenda o fatto cristiano (a seconda di come ognuno la viva). E' nel ricordo del momento che mi torna in testa un pensiero di Michela Murgia, giovane scrittrice sarda, che, nel settembre 2010, alcuni giorni prima di vincere il premio Campiello con il suo bellissimo &lt;em&gt;Accabadora&lt;/em&gt; (edito da Einaudi), invitata da una rivista (di cui mi sfugge il nome) a dare dei consigli ad un bambino non ancora nato, scriveva: "&lt;em&gt;Impara a ridere di quello che fa inginocchiare gli altri. Che siano troni, fedi, portafogli o perfezioni, in ogni superlativo c'è un baratro&lt;/em&gt;." &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1239523924679364833?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1239523924679364833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/piccole-scatole-emozionali-n8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1239523924679364833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1239523924679364833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/piccole-scatole-emozionali-n8.html' title='Piccole scatole emozionali n.8'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5169067701231134246</id><published>2011-07-03T17:55:00.006+02:00</published><updated>2011-07-11T10:41:02.487+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Ragazze</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La casa parigina di Rue de Beautreillis, nel Marais, ha ospitato, quarant'anni fa, il 3 luglio 1971, per l'ultima volta Jim Douglas Morrison. La sua vita, si dice, sia finita in una vasca da bagno. Lo scoprì, ormai morto, si dice, la sua compagna Pamela Courson, che morirà tre anni dopo il 25 aprile 1974. La storia del cantante di The Doors è rappresentata dalla sua musica (ormai eterna) e in questo breve fatto di cronaca, che ne ha definito il mito. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625178938292999618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-9PIYoYBdwe4/ThCmcN72lcI/AAAAAAAAAV8/P-8FXc540mM/s400/PICT2413.JPG" border="0" /&gt;Solo la morte in giovane età e il mistero che l'avvolge è in grado di qualificare un mito; perché l'uomo ha bisogno di un confronto continuo con il mistero della morte per dispiegare la propria mente e i propri sentimenti. Se verifichiamo questi misteri, la maggior parte della volte, essi trovano una loro equivoca risposta nell'assunzione letale di droga. Ma ciò rende troppo debole e umano il mito e una morte banale non permette di riconoscersi nelle vicende retoriche. Ho visitato la prima volta il cimitero del Père Lachaise all'inizio degli anni '90, creo nel 1992, in agosto. Ero con un amico e abbiamo in quell'occasione giocato alla ricerca del mito. Jim Morrison, è sepolto lì. La sua tomba non è semplice da trovare, almeno in quell'epoca era poco segnalata, ma non sufficientemente da impedire, allora, un pellegrinaggio continuo. Io porto il ricordo di una ragazza dai capelli rosso-arancio, completamente vestita di nero con una specie di sottoveste a ricoprire i vestiti, nonostante il caldo afoso d'estate. Accendeva dei ceri e guarniva con piccoli fiori e con fare attento la tomba del cantante (una cordonata di pietra, cava al centro dove era piantato un piccolo arbusto, limitata su di un lato da un parallelepipedo di pietra con ancorata la targa commemorativa in bronzo). Guardai a lungo quella ragazza, che infine si voltò per permettermi di notare le lacrime che rovinavano un trucco pesante. Gli scattai una foto con una macchinetta a pellicola usa e getta. E' una foto che amo molto, che ripenso ogni volta sento qualcuno prendersi gioco dell'affetto di un fan per il proprio cantante preferito, per un proprio "mito", qualunque esso sia. Nel 2005, durante l'allestimento di una nostra mostra dedicata ad Andrea Pazienza a Monfalcone, in una sala veniva proiettato in continuo un filmato con le immagini del disegnatore, che parlava o raccontava il suo rapporto con il mondo di allora. Mi ricordo che mentre facevo da custode alla mostra, una ragazza si era seduta, da sola, dinanzi al video; lo guardò per un bel pezzo, poi la sentii singhiozzare, con il rumore amplificato dalle stanze in quel momento vuote e risonanti, e la sentii rivolgersi al Paz, che stava parlando dal video delle sue storie di droga, con un sentito e ripetuto: "Stupido! Stupido!". La cosa mi toccò molto. Avevo conosciuto alcuni anni priva della mia visita parigina un'altra ragazza, giocando con lei e altri amici a pallavolo in spiaggia a Monfalcone. Una sera, seduti al bar lei mi aveva confessato di non riuscire a dormire dei sonni tranquilli. Faceva dei sogni ripetuti e in particolare sognava Jim Morrison ancora vivo: che il suo spirito vagante (non uno spettro, badate, ma la sua immagine reale trasportata nell'etere!!) gli svelava ogni tanto, di notte, delle vicende raccapriccianti, che la ragazza non voleva raccontare nei particolari, per non spaventarmi, diceva. Una volta, nel parlarne, mi capitò di vederla piangere e ne fui alquanto impressionato. Aveva un'amica che, in quel finale degli anni '80, si incideva le braccia con una lametta, a prodursi dei tatuaggi primordiali. Interessanti quegli anni. Sono tornato ancora al Père Lachaise anni dopo nel 2004, per visitare altre tombe, perché gli interessi cambiano; ho scattato ancora qualche foto a quella di Jim Morrison (più disadorna, più abbandonata e meno frequentata di come la ricordavo) e non vi nascondo che mi piacerebbe visitarla ora, nella data del quarantennale della sua morte, per comprendere come cambino i sentimenti della gente, come si modifichino i loro atteggiamenti verso le cose che ci circondano. Della visita del 2004 ricordo in particolare, oltre alla tomba di Oscar Wilde, quella di un'altra ragazza, le cui vicende mi hanno da sempre molto colpito. Ripenso ora come fosse anche lei vittima di un amore e dei tempi, e noto dei parallelismi con la storia di Morrison e la sua Pamela. La tomba era quella di Jeanne Hébuterne, compagna di Amedeo Modigliani. Modigliani muore il 24 gennaio 1920. Jeanne, incinta, si suicida, lanciandosi dalla finestra di un appartamento al quinto piano, morendo sul colpo. Mi piacque molto allora quell'epitaffio, scritto sulla sua tomba (le sue spoglie furono trasferite lì, accanto al suo compagno di sempre, solo nel 1930, poiché la sua famiglia prima di allora non lo aveva concesso):"&lt;em&gt;Di Amedeo Modigliani compagna devota fino all'estremo sacrificio&lt;/em&gt;". Le passioni umane scrivono quotidianamente nuove storie. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625178298680405730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-RYG-MKJR79c/ThCl2_MU7uI/AAAAAAAAAV0/KweTCqg3SY4/s400/PICT2417.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5169067701231134246?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5169067701231134246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/ragazze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5169067701231134246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5169067701231134246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/07/ragazze.html' title='Ragazze'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9PIYoYBdwe4/ThCmcN72lcI/AAAAAAAAAV8/P-8FXc540mM/s72-c/PICT2413.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4412908659985932994</id><published>2011-06-26T17:11:00.005+02:00</published><updated>2011-06-27T10:08:19.412+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.7</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-uvTjvBO_YuI/TgdO5U15dCI/AAAAAAAAAVk/BgXiOhla0Mc/s1600/DSCF5375.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622549406549636130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-uvTjvBO_YuI/TgdO5U15dCI/AAAAAAAAAVk/BgXiOhla0Mc/s400/DSCF5375.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;I riflessi del sole pomeridiano d'estate sul mare increspato dal vento, nel molo tra l'Acquario e la Stazione Marittima di Trieste. Un cono gelato stracciatella e nocciola seduto su una bitta, mentre altre persone stanno aspettando e invece tu vuoi prenderti dieci minuti per te e decidi che in fondo poi queste altre persone possono anche aspettare e forse volerti bene lo stesso. Anzi. E poi scoprire che è proprio così.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4412908659985932994?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4412908659985932994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/piccole-scatole-emozionali-n7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4412908659985932994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4412908659985932994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/piccole-scatole-emozionali-n7.html' title='Piccole scatole emozionali n.7'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-uvTjvBO_YuI/TgdO5U15dCI/AAAAAAAAAVk/BgXiOhla0Mc/s72-c/DSCF5375.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5881861943602535458</id><published>2011-06-20T17:00:00.004+02:00</published><updated>2011-06-20T17:48:17.711+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Addii mentali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-50786ouDcEw/Tf9rko5gh3I/AAAAAAAAAVc/DP2obU5rtJ4/s1600/DSCF0405.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620329137179756402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-50786ouDcEw/Tf9rko5gh3I/AAAAAAAAAVc/DP2obU5rtJ4/s400/DSCF0405.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La storia della E-Street band finisce in questi giorni con la morte di Clarence Clemons, avvenuta il giorno 18 giugno (la stampa ne riporta notizia oggi). Sul sito ufficiale di Bruce Springsteen il cantautore americano fa scrivere queste sue parole:"&lt;em&gt;Clarence lived a wonderful life. He carried within him a love of people that made them love him. He created a wondrous and extended family. He loved the saxophone, loved our fans and gave everything he had every night he stepped on stage. His loss is immeasurable and we are honored and thankful to have known him and had the opportunity to stand beside him for nearly forty years. He was my great friend, my partner, and with Clarence at my side, my band and I were able to tell a story far deeper than those simply contained in our music. His life, his memory, and his love will live on in that story and in our band." &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Come sempre, quando muore un nostro piccolo o grande idolo (e noi umani, per sopravvivenza credo, siamo bravissimi a crearne di continuo), ci sembra la cosa porti con sè un vuoto profondo. Ma a noi, estimatori distanti, mancherà solo la superficie, mentre per qualcun'altro si tratterà di una prova ben più greve. Springsteen canterà ancora e dai solchi dei suoi dischi Clemons suonerà per sempre, ma nella vita del cantautore qualcosa non sarà veramente più uguale a se stessa. Rispetto questo dolore che sporca appena, di un languore nostalgico, il ricordo della mia giovinezza e dei giorni quando anch'io urlavo: "&lt;em&gt;But till then tramps like us baby we were born to run..."!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5881861943602535458?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5881861943602535458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/addii-mentali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5881861943602535458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5881861943602535458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/addii-mentali.html' title='Addii mentali'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-50786ouDcEw/Tf9rko5gh3I/AAAAAAAAAVc/DP2obU5rtJ4/s72-c/DSCF0405.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4626243703798818586</id><published>2011-06-13T16:26:00.005+02:00</published><updated>2011-06-13T16:37:52.525+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Quorum!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-72-BCwmOqdY/TfYfVhPzpsI/AAAAAAAAAVU/pgLkejpbZsk/s1600/DSCF0082.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617712039753656002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-72-BCwmOqdY/TfYfVhPzpsI/AAAAAAAAAVU/pgLkejpbZsk/s400/DSCF0082.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Olè, il pranzo è servito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Lo so, sarà infantile...ma sono contento!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;(la foto è di Keiko Ichiguchi, e questa scelta non è casuale. Ciao Keiko!)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4626243703798818586?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4626243703798818586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/quorum.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4626243703798818586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4626243703798818586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/quorum.html' title='Quorum!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-72-BCwmOqdY/TfYfVhPzpsI/AAAAAAAAAVU/pgLkejpbZsk/s72-c/DSCF0082.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6592488520421487271</id><published>2011-06-08T19:27:00.006+02:00</published><updated>2011-06-12T09:02:39.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Restiamo sul "pezzo"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho letto da qualche parte (e non riesco veramente a ricordare dove, lo giuro!, forse era un graffito) una frase, che diceva: "&lt;em&gt;Sono già contro la prossima guerra&lt;/em&gt;". E' questo grido preventivo, a sembrarmi oggi l'arma migliore. Non mi pare il caso di affrontare sempre le cose quando ormai l'onda ci sommerge e noi stiamo annaspando a fatica. Per questo andrò a votare e voterò &lt;strong&gt;Sì, Sì, Sì&lt;/strong&gt; a questo referendum, sui tre quesiti inerenti &lt;strong&gt;il nucleare&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;l'acqua&lt;/strong&gt;, sperando che il quorum venga raggiunto. Per il quarto quesito, sul legittimo impedimento, voterò comunque, ma senza dirvi come, poiché ognuno è corretto possa rimettersi al proprio sentire culturale e politico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il discorso sul nucleare non è una questione prettamente italiana: in un'Europa senza confini, non possiamo limitarci al votare per dire no alle centrali in Italia. Non possiamo fare una riflessione limitata al "quartiere". Il nostro rifiuto al nucleare in Italia è un atto che deve valere indirettamente a tutela di tutti i paesi europei (e non solo), anche di quei paesi dove magari, al momento dell'adozione di una politica nucleare, un'opportunità referendaria forse non era stata concessa. Inoltre, se oggi a due passi da noi, in Slovenia, ci troviamo una centrale nucleare di vecchia generazione, senza che qualcuno si sia preoccupato di valutarne le conseguenze anche per Trieste, anche per Venezia, ecc., a me non sembra che questo costituisca una scusa per ricambiare il fardello. Nel sentirci fortunati per questa nostra democrazia, che a volte traballa, nel sentirci però anche europei e vicini al nostro prossimo d'oltreconfine (indipendentemente dal confine), vi prego andiamo a votare: siamo già contro la prossima guerra!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sull'acqua: non so se sia meglio un gestore pubblico o uno privato. Di certo la legge di riferimento è lacunosa e poco chiara (quindi una riflessione comunque lo merita), e so per certo che già un ragionamento economico (di profitto specialmente) attorno a questo bene insostituibile, mi crea un disagio profondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6592488520421487271?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6592488520421487271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/restiamo-sul-pezzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6592488520421487271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6592488520421487271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/restiamo-sul-pezzo.html' title='Restiamo sul &quot;pezzo&quot;'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7010824823974272108</id><published>2011-06-05T10:02:00.007+02:00</published><updated>2011-06-05T11:19:26.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>...l'arte s'è desta?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MdMYburNUpo/TetJqoOLZVI/AAAAAAAAAVM/CLzxtDMdjV8/s1600/casa.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614662357147673938" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-MdMYburNUpo/TetJqoOLZVI/AAAAAAAAAVM/CLzxtDMdjV8/s400/casa.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Che Vittorio Sgarbi sia un provocatore di mestiere penso sia chiaro a tutti. Se però riuscisse a dimenticarsene e facesse solo il critico d'arte, io credo potrebbe dare molti contributi al mondo dell'arte contemporanea. Il suo lavoro curatoriale per il Padiglione Italia ("L'arte non è cosa nostra") all'interno della 54. Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia (la Biennale) è uno di questi contributi importanti. Non perché abbia centrato appieno il proprio lavoro, ma perché ha creato un dibattito attorno ad esso: e il confronto dissonante è di certo matrice di crescita. Sgarbi ha proposto un "magazzino d'arte" fatto di opere affiancate e sovrapposte (un "caos" l'ha chiamato Gillo Dorfles, pur apprezzandone l'idea di fondo), mettendo fianco a fianco un numero impensabile di artisti rispetto le scelte curatoriali tipiche per una Biennale. Ha preferito far venire meno il pensiero forte, l'indirizzo diremo, a favore dell'oggetto, che in questo caso è davvero molteplice. Ha chiesto a molti, da lui considerati intellettuali, italiani di proporre un'artista e poi grazie all'allestimento di Benedetta Tagliabue li ha "mostrati". Insomma non ha scelto, non ha fatto il critico. Io diffido di questa "non scelta" e condivido quando Robert Storr dichiara di preferire "la riaffermazione della centralità della critica" (lui, d'altra parte, era direttore alla Biennale nel 2007 e non può oggi che affermare la bontà delle sue scelte di allora). Inoltre è ancora Dorfles a suggerire (cito queste note dall'articolo apparso sul Corriere della Sera a nome di Vincenzo Trione il giorno 04 giugno): "Mi sembra interessante l'idea di proporre un numero tanto elevato di voci: a Venezia non era mai accaduto. Eppure, non si è riusciti a rappresentare un clima. Non si sono suggerite tendenze, stili". In effetti, credo anch'io che questo sia il rischio, quello di non consegnare niente a chi guarda, al pubblico cioé. Non scegliere è in fondo non consegnare nulla alla tutela futura, non mettere sul piedistallo. Non affrontare il problema del ruolo della storia. Oggi, se guardiamo con interesse qualcosa che proviene dal passato, ovvero se diamo un "valore storico" a qualcosa, è perché qualcuno (la critica artistica ad esempio) ha saputo individuarvi un merito all'epoca e quindi successivamente, ovvero quando si è quindi scelto di proteggere quel qualcosa, oppure di "museizzarlo". Come Dorfles, anch'io resto perplesso. Poi Sgarbi non può tralasciare di essere Sgarbi, il provocatore, e quindi alla presentazione ufficiale del Padiglione ha sparato a zero sulle Soprintendenze che hanno concesso alcuni spazi (ad esempio la Basilica palladiana di San Giorgio ad Anish Kapoor, con il tramite del mecenate di turno, ovvero "Vogue Italia" e la sua direttrice Franca Sozzani; o una nicchia del Sansovino a Julian Schnabel al Correr) e soprattutto sul mondo della Moda: "La moda parla di maestri, ma se non hanno una K o una H nel nome, meglio se in fondo, non li espongono nemmeno". Sgarbi ce l'ha con questo mecenatismo fatto di interessi, fatto di profitti, così poco vicino alla cultura e forse più legato al "glamour" pubblicitario che ne consegue. Francesco Bonami spara a zero contro Sgarbi (sono due mondi della critica, i loro, che si muovono paralleli e che non si toccano, alla pari di quelli di Philippe Daverio e dello stesso Bonami, ecc.; ognuno di loro ha un orgoglio ferito e una lingua "ferente" e posizioni da curare, rapporti da sostenere). Lo fa anche Beatrice Trussardi, una delle "mecenati" chiamate in causa, che sottolinea come le fondazioni private siano riuscite a Milano, laddove le istituzioni pubbliche hanno fallito per decenni. E infatti i soldi corrono a Milano attorno al solito glamour, al raffinato che si sposa con il stucchevole, al "vuoto" che sostituisce "i pieni" del passato, dei padri della cultura artistica italiana: "Milano da bere", un tempo, "Milano da allestire", oggi. Attenzione, tutto questo va detto nella consapevolezza che senza i soldi non si fa nulla e i soldi pubblici, che magari ci sono, per la cultura sono sempre un pò più nascosti. Non spaventa il parere di Sgarbi sul ruolo invadente delle Fondazioni, nè il ruolo delle Fondazioni in sè: spiace che si possa e debba fare giusta dietrologia a fronte dei profitti e dei ritorni economici messi in campo, e soprattutto che questi non siano ritorni che avvantaggiano realmente l'ente pubblico, la collettività diremo, sancendo invece un'egemonia del denaro sulle scelte artistiche, svuotando spesso tali scelte di contenuti a favore della forma. Dispiace che l'ente pubblico sia costretto ad affidarsi obbligatoriamente al privato e non possa, per carenza di capacità, volontà o possibilità contrattuale, svolgere indirizzi autonomi. Spiace poi che il privato scelga e ribadisca il ruolo di ulteriori privati, i vari curatori o direttori, che specie in un mondo autoreferenziale qual'è quello dell'arte, approffittano del potere indiretto che hanno per incrementare il proprio orgoglio e la propria ambizione, che è spesso paritetica ad una pochezza etica proprio verso la "cosa pubblica". Si crea una specie di matrioska, tante scatole vuote che proteggono forme vuote, sino a ridursi nel nucleo all'oggetto di per se stesso, trascurando il fine vero, che è la crescita di un popolo, della sua consapevolezza. E così: Sgarbi accusa, Bonami accusa, Trussardi accusa e noi paghiamo. E non solo in termini monetari, bensì formativi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;(nella foto un'opera d'arte concettuale firmata dai miei muratori, idraulici ed elettricisti, dal titolo: &lt;em&gt;Angolo cottura&lt;/em&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7010824823974272108?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7010824823974272108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/larte-se-desta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7010824823974272108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7010824823974272108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/larte-se-desta.html' title='...l&apos;arte s&apos;è desta?'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MdMYburNUpo/TetJqoOLZVI/AAAAAAAAAVM/CLzxtDMdjV8/s72-c/casa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4759022910395970730</id><published>2011-06-03T19:53:00.014+02:00</published><updated>2011-06-09T11:42:41.990+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Cose che non mi piacciono</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-QeNc5iSKI2Q/TekgmAwkazI/AAAAAAAAAVE/Gkqbn1IF7_A/s1600/ando.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614054247904865074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-QeNc5iSKI2Q/TekgmAwkazI/AAAAAAAAAVE/Gkqbn1IF7_A/s400/ando.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;1° cosa: Venezia, 31 maggio 2011. A Punta della Dogana, nel museo d'arte contemporanea, gli studenti dello IUAV possono incontrare l'architetto giapponese Tadao Ando, uno dei maestri contemporanei, che proprio gli spazi della Dogana ha restaurato alcuni anni orsono. Partecipo a questo incontro, nella speranza che vi sia uno scambio di comunicazioni tra il professionista Ando e gli studenti, che di esperienze formative oggi più che mai hanno bisogno. L'incontro si tradurrà nella semplice dedica da parte dell'architetto giapponese delle monografie pubblicate in Italia sulla sua opera. Nessuno degli studenti (parecchi in realtà) accenna nemmeno l'interesse a fare delle domande all'autore, assiepandosi invece alla cassa per acquistare volumi costosissimi da farsi autografare (che poi io alla loro età tutti sti denari che ora gli studenti tranquillamente ostentano mica li avevo). Anch'io infine compro un volumetto da 10,00 euro e mi faccio fare lo schizzo autografo. Ando è sempre stato un architetto che ho stimato molto, un vero punto di riferimento. Ho sempre adorato la spiritualità che traspare dietro quei suoi muri in cemento lisciato, dietro l'uso della luce naturale che penetra negli spazi e li definisce. Ho sempre adorato quest'uso del muro costruito come atto di separazione netta tra edificato e paesaggio e al contempo come elemento di unione per il rimando del tutto mentale a ciò che nasconde e con il quale cerca un'ideale continuità. Ando fa architettura vera e lo fa con strumenti fisici possenti, ma completamente depotenziati nella loro collocazione nel paesaggio. Mentre alcune ragazze lo fotografano come fosse un &lt;em&gt;cosplayer&lt;/em&gt;, dicendo "che carino!!!", l'autore sviluppa le sue dediche quasi fossero il frutto di una catena di montaggio, consegnando a ciascuno abbia dinanzi un volume accompagnandolo con un sonoro "&lt;em&gt;HI&lt;/em&gt;!". Molto scenografico, molto samurai, molto teatrale. Provo a rompere il ghiaccio e a dare un senso all'incontro. Chiedo al suo assistente e traduttore (austero, quanto simpatico) se posso fare una domanda al "maestro". Mi risponde in inglese con un secco: "Non penso proprio!". Mi arrendo e mi metto nelle retrovie del gruppo dei fans. Guardo Tadao Ando, che chiede all'assistente del bookshop di scartare tutti i volumi a disposizione nel punto vendita, perché vuole dedicarli tutti, indipendentemente se qualcuno li compri o meno. Penso al ritorno commerciale di quell'operazione, a come autografare quei volumi significhi renderne impossibile la resa al distributore, portare all'esaurimento una tiratura. Ando è lì con la sua spiritualità e la sua cultura a fare il venditore porta a porta. Nel guardarlo ancora, un attimo prima di uscire dalla sala e abbandonare il museo, penso che non voglio diventare così. Non sono un grande progettista e nemmeno sarò mai un'archistar, ma ho rispetto per il significato di una professione. Sento infine una ragazza dire: "Che figo! Fare soldi solo per fare degli scarabocchi!". Ecco, appunto!&lt;br /&gt;2° cosa: Aprono nel centro cittadino della mia città, in pieno centro storico una sala da gioco (slot machine e simili), un piccolo casinò, come viene presentato. Per pubblicizzarne l'inaugurazione, i titolari mandano in strada una quindicina di ragazze in divisa blu attillata, minigonna e calze a rete; tutte ragazze slovene, giovanissime, che solo in parte conoscono l'italiano, che si muovono in gruppo, si fanno apostrofare dai passanti, ridono beate dell'atteggiamento dei ragazzi più giovani e dei vecchi bavosi (ma travestiti da signori borghesi, cordiali, che si danno nell'occasione al baciamano o alla battuta sopraffina). Se volete chiamarmi moralista, bene lo accetto, ma a me che queste ragazze godano di questa loro situazione e che ciò costituisca pure un motivo di lavoro, a pubblicizzare poi quello che niente è se non una pericolosa mania (il gioco), a me, da buon moralista non va giù. E che la gente ne provi consapevole entusiasmo, mi fa terrore.&lt;br /&gt;3° cosa: Al TG1 di oggi (03 giugno) delle 13.30, una giornalista (donna), ha commentato, durante un servizio la possibile fuoriuscita dalla direzione de l'Unità di Concita de Gregorio, conseguentemente a dei presunti cali di vendita che il servizio sottolinea, richiamando anche alcune fonti. Nel farlo ha sottolineato che probabilmente saranno alcuni colleghi (uomini) a succederle, interrogandosi quindi: "Chi si accollerà ora l'onere di rimettere i pantaloni al l'Unità?". Ecco, le "quote rosa" appunto!&lt;br /&gt;4° cosa: Non mi piace che tutte le parole, oggi, appaiano come parole al vento!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;P.S. La foto di Ando me l'ha mandata uno studente, si chiama Antonio e, pur non conoscendolo per nulla, lo ringrazio. Inoltre. Oggi non avrei voluto parlare di tutto questo, ma ieri (2 giugno) era anche il trentesimo anniversario dalla morte in un incidente stradale di Rino Gaetano. Mi ricordo la tristezza immensa che provai da ragazzo, nel sentire la notizia, mentre in auto con i miei, tornando da Ravenna, ascoltavamo l'autoradio, all'altezza del ponte lagunare di Chioggia. Adoravo Rino Gaetano e lo ascolto ancora di continuo. Le sue sembravano parole al vento, surreali, inutili, e invece non lo erano per nulla. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4759022910395970730?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4759022910395970730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/cose-che-non-mi-piacciono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4759022910395970730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4759022910395970730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/06/cose-che-non-mi-piacciono.html' title='Cose che non mi piacciono'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-QeNc5iSKI2Q/TekgmAwkazI/AAAAAAAAAVE/Gkqbn1IF7_A/s72-c/ando.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-8333614304045434032</id><published>2011-05-24T20:30:00.003+02:00</published><updated>2011-05-24T21:00:37.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Bob Dylan</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il 24 maggio 1941 nasceva a Duluth, Minnesota, Robert Allen Zimmerman, per tutti semplicemente Bob Dylan. Oggi Dylan compie 70 anni e io, che ho imparato ad apprezzarlo negli anni, sino a divenirne un fan, mentre anche i miei di anni, assieme ai suoi, incrementavano prima a 20, poi a 30, e quindi a 40, volevo oggi ricordarlo in queste pagine con una strofa di quella sua canzone che adoro, &lt;em&gt;Ballad Of A Thin Man&lt;/em&gt;, scritta nel 1965 e ispirata non si sa bene a chi. Molti hanno individuato tra quelle righe un giornalista e quindi uso strumentalmente questi versi per ricordare, in questi giorni mediaticamente assurdi, alcuni dei giornalisti di oggi, dell'inutilità di quelli, allorché sono asserviti al potere, allorché si beano del parlare di cose in cui spesso non credono, senza uno spessore critico vero, senza alcun valore etico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Because something is happening here&lt;br /&gt;But you don’t know what it is&lt;br /&gt;Do you, Mister Jones?&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-8333614304045434032?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/8333614304045434032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/bob-dylan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8333614304045434032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8333614304045434032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/bob-dylan.html' title='Bob Dylan'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-80372183570633091</id><published>2011-05-23T21:10:00.004+02:00</published><updated>2011-05-23T22:19:28.166+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incontri'/><title type='text'>Dario Fo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TSxzFz13wpw/Tdq_2_sk77I/AAAAAAAAAU4/Awy2m1N4cS4/s1600/DSCF5302.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610007237375618994" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-TSxzFz13wpw/Tdq_2_sk77I/AAAAAAAAAU4/Awy2m1N4cS4/s400/DSCF5302.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Domenica 22 maggio ho avuto la fortuna di assistere all'incontro teatrale (non troverei termine migliore) che Dario Fo ha tenuto a Gorizia a chiusura del programma di &lt;em&gt;e'Storia&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Festival Internazionale della Storia&lt;/em&gt;). E' stato un incontro magnifico, per la grandezza dell'attore e dell'uomo. L'uomo Fo ha trasmesso, a fronte di posizioni che inevitabilmente possono apparire come estremiste ad alcuni, ma che tradotte nel linguaggio dell'allegoria del quotidiano riescono a farsi accettare con benevolenza, un messaggio etico e di speranza, che mi ha veramente commosso. Mi ha colpito come ha parlato dei giovani, del loro compito, della loro esigenza di comunicare, di trovare forme di espressione. Massimo Cirri, noto conduttore radiofonico, ha perso di fronte a Fo il suo ruolo di moderatore. Fo ha fatto tutto da solo: dopo un intervento bellissimo sul significato di "pace" espresso da Chiara Frugoni, ha rappresentato due sue messinscene, la prima sulla predominanza dell'uomo di cultura rispetto quella dell'eroe, raffrontando Atene e Sparta, l'una restata nella memoria della storia per il suo lascito artistico, l'altra persa nell'oblio del tempo nella sua costante ricerca dello scontro; la seconda nel racconto de "Il tumulto di Bologna" (dal "Fabulazzo osceno"). Poi ha chiamato i giovani sul palco e ha portato la sua riflessione che vi dicevo; infine ha chiesto a tutti di riflettere su quanto era stato sino a quell'istante espresso e quindi terminare lì. Quella conclusione, così poco scontata, così inadatta al momento, mi è sembrato un lascito da portar caro, che ha testimoniato la levatura di un premio Nobel. Nè gli organizzatori, nè Cirri hanno voluto proferire parola ulteriore. Il pubblico è esploso in una vera ovazione. Prima dell'inizio dell'incontro, Dario Fo, nell'aspettare che un altro ospite del festival completasse il proprio spazio, gironzola, con le sue gambe ormai fatte deboli dall'età (85 anni) nel giardino che ospita la rassegna goriziana. Seguito da lontano dalla gente che lo aspetta e lo riconosce, avvicinato da alcuni, si siede infine su di una panchina. E' su quella panchina che riesco a scambiare alcune battute con l'attore, sulle elezioni di questi giorni a Milano, a chiedergli un autografo. Lui è gentile a voler concedersi per una foto comune. Non avevo ancora assitito in quel momento all'incontro che seguirà, l'attore non mi aveva ancora divertito e l'uomo non mi aveva ancora fatto pensare. Nel rivedere a posteriori la foto che mi ritrae con lui, comprendo che resterà, a fronte di quanto ho visto e ascoltato, un ricordo importante. Mi sembra di capire meglio quella frase di Jorge Luis Borges quando nel riconoscere all'"individuo" una priorità tra le cose tangibili e intelleggibili, ricorda: "&lt;em&gt;Sì, un individuo è più o meno reale, benché tutto questo sia ancora da verificare, ma in ogni caso è più reale delle generazioni, più reale delle nazioni, più reale di tutti gli&lt;/em&gt; &lt;em&gt;"ismi"&lt;/em&gt;". E' per me questa una lezione etica superiore, con la quale filtrare il presente, le sue intolleranze e le sue idiosincrasie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-80372183570633091?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/80372183570633091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/dario-fo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/80372183570633091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/80372183570633091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/dario-fo.html' title='Dario Fo'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-TSxzFz13wpw/Tdq_2_sk77I/AAAAAAAAAU4/Awy2m1N4cS4/s72-c/DSCF5302.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6062769954636847761</id><published>2011-05-15T09:54:00.007+02:00</published><updated>2011-05-22T08:31:12.628+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Carte di identità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-V3m_P8T-1Os/Tc-PvvO-VVI/AAAAAAAAAUw/SDvrOe2mYbU/s1600/nebbia.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5606858111395452242" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-V3m_P8T-1Os/Tc-PvvO-VVI/AAAAAAAAAUw/SDvrOe2mYbU/s400/nebbia.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Giornata elettorale. Credo di voler votare e voterò per colui/colei a cui non ho sentito o non sentirò pronunciare nei propri "annunci" elettorali la parola "identità". Il "mantra" a cui sono stato costretto (e temo che lo sarò ancora per un pò, considerati i possibili ballottaggi) dice, più o meno: "Bisogna ritrovare l'identità perduta", oppure "Il cittadino è consapevole di aver perduto la propria identità". Non trovo molti documenti di identità sparsi nelle strade delle città che vado visitando o frequentando abitualmente. Riscontro situazioni edificanti, altre difficili da interpretare (diciamo ancora una volta "complesse", non nel senso di "problematiche", ma di sedimentate, ricche di giustapposizioni o sovrapposizioni), ma casi espliciti di carenza di identità, no! Anzi, al contrario, direi. Riscontro degli eccessi di radicamento, invece. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho sentito dire a qualcuno che l'affiancamento ad un marciapiede di una pista ciclabile può determinare una perdita di identità urbana; la perdita di una riconoscibilità morfologica della città e quindi di un conseguente senso di appartenenza. Mi sono chiesto, nel sentire ciò, immediatamente l'età dell'oratore. Supponiamo che l'identità di un candidato sindaco medio possa andare dai 30 ai 70 anni. Consideriamo poi che un'identità perduta implichi che la stessa ci sia un tempo stata e che un soggetto pensante l'abbia quindi verificata e riconosciuta; riflettiamo, infine, sul fatto che una persona possa maturare una propria coscienza civile (non un'educazione aprioristica, intendo, ma una presa di coscienza) e conseguentemente anche un senso di identità attorno ai 10-15 anni (sono approssimativamente ottimista) e che quindi esso sia andato sedimentandosi tra il 1955 e il 1995. Ovvio, che un sindaco che ha 30 anni fa riferimento ad una cultura civile e ad una riconoscibilità urbana diversa rispetto a chi ne ha 70. Ci si chiede, quindi: Quali sono i fattori che determinano l'identità in senso oggettivo? Quale identità è andata perduta? Ne esiste una migliore all'altra? Bho! E poi è possibile definire tutto ciò in maniera analitica? Bho! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Io credo che ciascun candidato abbia il dovere di esprimere una propria visione della città, di creare egli per primo degli indirizzi di processualità urbana ("sviluppo" è una parola che mi sta stretta, esattamente come "progresso") e quindi "civile", "sociale". Io credo che ognuno, desiderandolo, possa radicare dei sentimenti in un luogo, determinando un'identità nuova, o accrescendo il senso di una identità già presente dentro di sé, o dentro una collettività che potrebbe quindi ben rappresentare. E poi ci sono i valori, soggettivi, oggettivi, in cui ognuno crede o che insegnare o alimentare è necessariamente un dovere. Sono i valori etici, culturali, ecc.. E' un'identità nuova in cui un ragazzo potrebbe, crescendo, riconoscersi e che finirà per fare forse propria. La terrà come un dono, voltandosi un giorno, da adulto, e dicendo: "Dov'è andata?" E allora, forse, con maggiore consapevolezza di quanta ne abbiamo noi, dirà tra sé, alzando le spalle: "Bhé, avanti il prossimo! Sul marciapiede c'è ancora posto!" Potrebbe essere una strada meno animata da individualismi (anche quando nuove false "crociate" saranno annunciate in nome della collettività) e più propensa alla tolleranza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' una visione ottimistica, lo so, che alcuni non si sentiranno forse di condividere. E' però la solita storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Un signore, all'università, mi ha suggerito: Diffida della storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno! In natura il bicchiere esiste sempre e soltanto vuoto: quando ci vedi dentro qualcosa, allora vuol dire che è, oggettivamente, mezzo pieno! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Buon voto a tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6062769954636847761?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6062769954636847761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/carte-di-identita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6062769954636847761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6062769954636847761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/05/carte-di-identita.html' title='Carte di identità'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-V3m_P8T-1Os/Tc-PvvO-VVI/AAAAAAAAAUw/SDvrOe2mYbU/s72-c/nebbia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3338221328748917414</id><published>2011-04-23T09:43:00.007+02:00</published><updated>2011-04-23T17:21:16.373+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: musica'/><title type='text'>E' sempre la storia dell'orecchio assoluto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' sempre la storia dell'orecchio assoluto: vi sono persone che percepiscono l'altezza, la frequenza, il colore di una nota, che la individuano con certezza e al primo ascolto e che costituiscono quindi una potenzialità nel mondo dell'accordatura degli strumenti e similari. Ci sono altre persone che dicono di averlo (o magari lo credono): tanto poi chi va a controllare! E' come la storia dell'odontoiatra che si spaccia dentista, come quello che si mette impropriamente il titolo di dottore davanti al nome o il rinomato h.c. (&lt;em&gt;honoris causa&lt;/em&gt;) comprato chissà come. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La sera del 22 aprile, ieri sera, ci eravamo organizzati per andare ad ascoltare il concerto di Elisa (la cantante di Monfalcone, la mia città) al Teatro Rossetti di Trieste. Un amico ci aveva messo da parte alcuni biglietti omaggio. Siamo pronti per partire e uno salta fuori che la sera stessa ci sarebbe stato il concerto di Cristina Donà al Deposito Giordani di Pordenone. Ma porca miseria, sempre sto casino delle sovrapposizioni, della gente che organizza le cose all'interno del piccolo orticello di casa. E' il leitmotiv della nostra Regione. Bene, meglio "aggratis" o meglio Cristina? Meglio Cristina. Arriviamo a Pordenone verso le 20.45. Il concerto deve iniziare alle nove. Non c'è nessuno. Alla cassa ci dicono che tra poco avrebbero aperto le porte, ma che difficilmente il concerto sarebbe iniziato prima delle dieci. Succede quasi sempre al Deposito e non facciamo una piega al sentire la cosa. Compriamo il biglietto, poi butto lì un'idea: facciamoci un giro in centro a Pordenone. Ci spostiamo in auto verso il centro con l'idea di andare a curiosare al CinemaZero, tempio del cinema pordenonese e nazionale: siamo al cazzeggio e quindi una cosa vale l'altra. Fuori dal cinema c'è un assembramento; pubblico delle grandi occasioni; gente che esce dalla sala e una fila semi-ordinata per entrarvi. Buttiamo la macchina in un angolo, tanto non abbiamo molto tempo, e ci avviciniamo. Stanno entrando per la proiezione di &lt;em&gt;Habemus Papam&lt;/em&gt;, il nuovo film di Nanni Moretti, che ha fatto un pò parlare per questa sua visione molto umana di un pontefice in crisi di identità, o meglio di responsabilità. Il film l'ho già visto la scorsa settimana. Mi è piaciuto. E' un film minore? Forse anche no! Mi pare un film riuscito. &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598713765723350546" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-rOMP4zmIVGQ/TbKggbUHphI/AAAAAAAAAUo/pzOuQGW8tKw/s400/dicembre2002%2B064.jpg" /&gt;Devo dire, prima di scrivere il resto, che io sono un grande appassionato del cinema di Moretti. Conosco bene la sua filmografia, ho rivisto molte volte il suo lavoro. Anche la persona Moretti mi incuriosisce. In alcuni crea un senso di disagio e distanza, ma a me incuriosisce. E' una di quelle serate del tour di presentazione a cui ormai anche i registi più noti si devono sottoporre per garantire che i loro film restino in programmazione un pò più del solito (ovvero, nel caso di film italiani, salvo poche eccezioni di cassetta, più di un fine settimana). Moretti incontra il pubblico prima della proiezione, una manciata di minuti, ma sufficiente a garantire il pienone in sala. Mentre la fila finisce di entrare (e la fila è lunga e ci si mette un bel pò a smaltirla) senti dalla sala il fragoroso applauso che fa capire come l'incontro sia ormai al termine. Alcuni sono ancora sulle scale, mentre Moretti sta probabilmente rispondendo a qualche veloce domanda finale. Noi ci mettiamo comodamente seduti sul muretto che sta appena fuori dell'ingresso al cinema. Con noi ci sono due o tre gruppetti di persone. Saremo restati una decina di persone in tutto. Tra queste alcuni critici o pseudo-intellettuali che stanno discutendo sul taglio registico del film, sul significato di alcune battute. E' il mondo morettiano che parla di se stesso. Passano cinque minuti (sono le 21 e 20) e Moretti esce allegro e trionfante dall'ingresso principale. Lo trovo un pò ingrassato, un pò invecchiato: lo siamo anche noi. Si muove, riempiendo l'aria con parole e gesti, è un grande narcisista e si aspetta che qualcosa continui a succedere anche lì all'uscita. Lo accontento; è stato uno dei miei miti giovanili e quindi qualcosa gli devo. "Ciao Nanni! Ottimo film!"; "Grazie." Ci oltrepassa come fosse atteso da qualche altra parte. Poi si accorge che, oltrepassati noi, non ci sta pressoché nessuno. Gli corro in aiuto. "Posso farti una domanda?" Lui guarda altrove come se avesse delle cose da fare, poi si appende al mio amo, semivoltandosi. "Come?"; "Posso farti una domanda?"; "Eh, sì però...!" Si avvicina e io faccio lo stesso. Avevamo parlato poco prima tra di noi di questa lunga parte del film dove i cardinali in attesa del Papa, scomparso nella sua fuga di libertà e riflessione dal Vaticano, accettano di partecipare ad un torneo di pallavolo intercontinentale nel chiostro del Vaticano. Ognuno gioca come può. I campi sono preparati con maestria, ordinati come piccoli giardini all'italiana di stampo rinascimentale. I più scarsi nel gioco sono la componente dell'Oceania, la cui rappresentanza è di soli tre cardinali. Faranno un punto solo, suscitando una grande sorpresa e ovazione generale. Noi ci chiedevamo il significato di quella parte, se vi fosse un'allusione a qualcosa. Chiedo: "Senti Nanni, ma questa lunga scena delle partite a pallavolo, come si colloca nel contesto del film? Ha un significato "altro"?". Risponde più o meno (ne riprendo il senso): "Il film, non è un cruciverba! Sono scene che danno dimensione alle altre, senza un senso nascosto. Sono un respiro per il film.". Lo incalzo: "E quell'unico punto degli "Oceanici"? Nicchia con quel suo solito sorriso di chi sa la risposta: "Esiste una scena tagliata, dove uno dice (si riferisce alla povertà di mezzi della squadra dell'Oceania, e quindi alla sorpresa di quella segnatura), "..è la prova dell'esistenza di Dio!". Lo ringrazio, gli stringo la mano che intanto aveva tolto una penna dalla tasca, mentre il dito faceva schioccare nervosamente "l'aperto-chiuso" della stessa. Io però non gli chiederò l'autografo, come lui si aspetta. Lui si volta allora come per darsi alla folla restante, che consiste nell'occasione di tre signore sulla cinquantina, attempate nel fisico alquanto prosperoso, ma finto-giovani nell'abbigliamento. Una ha questi capelli colorati di rosso. E' quella che appella Moretti dicendogli "bravo di qui", bravo di là". Poi lancia una frase che ci stende tutti: "Sei stato il leitmotiv della nostra vita!". Moretti, che le ha già abbandonate con lo sguardo (ha questi occhi con queste pupille quasi scavate, profondissime, quasi da cieco, strane), fissa ora, con una smorfia riflessiva, lo spazio interplanetario e vuoto che sta tra noi e il gruppo delle fans-matrone. Cogli che dentro di sè sta ripensando a queste parole, che le sta immagazzinando per quello che sono, che lo spaventano, che significano tanto e forse anche troppo. Cogli una voragine in quell'istante. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Lo salva una voce alle sue spalle, un amico-collaboratore che lo appella flebilmente, ma abbastanza perché lui approfitti della cosa. Si scusa con noi che ormai tutti stavamo pensando ad altro, dicendo: "Scusate, scusate! Devo andare a cena!" Si scusa con il vuoto, mentre ormai la poca gente presente vive altrove. E va! Sono le 21 e 35. Anche noi andiamo, commentando quanto si era vissuto. Arriviamo al Deposito Giordani alle 21 e 55. Vi è ancora pochissima gente per Cristina. Gli organizzatori guardano ogni tanto fuori dall'ingresso, cercando di capire se sta arrivando ancora qualcuno. La cosa porta ad una ulteriore attesa, nella speranza che il pubblico aumenti, che si crei l'atmosfera del pre-concerto. Si fanno le 22 e 30. Chi c'è ormai è sotto il palco e, nonostante i pochi, Cristina esce. Sarà un concerto bellissimo. Le canzoni sono splendide e lei dal vivo è unica: teatrale, perfetta, con questo sguardo magnetico, con questa voce potentissima nel salire improvvisa. Il gruppo di sei musicisti è ottimo. Regala due ore di concerto con una versione di &lt;em&gt;Stelle buone&lt;/em&gt; splendida. E' una delle mie autrici preferite e chi è lì, tra i pochi, la conosce bene, conosce le parole, conosce il rito. E' una messa diversa, cantata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Che c'entra tutto questo con l'orecchio assoluto? Chi lo possiede veramente, e non lo millanta, probabilmente lo ha già percepito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;(nella foto Nanni Moretti a Pordenone nel 2002)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3338221328748917414?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3338221328748917414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/e-sempre-la-storia-dellorecchio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3338221328748917414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3338221328748917414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/e-sempre-la-storia-dellorecchio.html' title='E&apos; sempre la storia dell&apos;orecchio assoluto'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rOMP4zmIVGQ/TbKggbUHphI/AAAAAAAAAUo/pzOuQGW8tKw/s72-c/dicembre2002%2B064.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6388324536127967032</id><published>2011-04-13T21:49:00.008+02:00</published><updated>2011-04-13T22:32:11.515+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: leggere'/><title type='text'>Dodici comandamenti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Zom5AUCvgY8/TaYGzT5RvXI/AAAAAAAAAUg/nqZLxRU4f2s/s1600/DSCF4719.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595167065638026610" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-Zom5AUCvgY8/TaYGzT5RvXI/AAAAAAAAAUg/nqZLxRU4f2s/s400/DSCF4719.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Questo è il 100° post di questo blog. Un piccolo traguardo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Lo festeggio con un elenco di libri di narrativa (più o meno), che mi hanno "accompagnato" e anche formato linguisticamente. Li ho scelti perché sono quelli che considero importanti, imprescindibili in alcuni casi, e perché sono gli unici libri che ho riletto almeno una volta: e vista la montagna di pubblicazioni che quotidianamente ereditiamo dalla storia letteraria italiana e internazionale, credo che ciò possa significare qualcosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dunque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Thomas Bernhard, &lt;em&gt;Perturbamento&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Raymond Carver, &lt;em&gt;Cattedrale&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Georges Simenon, &lt;em&gt;L'uomo che guardava passare i treni&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Pier Vittorio Tondelli, &lt;em&gt;Altri libertini&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Italo Calvino, &lt;em&gt;Marcovaldo&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Henry Miller, &lt;em&gt;Tropico del Cancro&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Achille Campanile, &lt;em&gt;Manuale di Conversazione&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Jorge Luis Borges, &lt;em&gt;Finzioni&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Albert Camus, &lt;em&gt;Lo straniero&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Bruce Chatwin, &lt;em&gt;In Patagonia&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Daniel Pennac, &lt;em&gt;La Fata Carabina&lt;/em&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E soprattutto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;J.D. Salinger, &lt;em&gt;Nove racconti&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E poi ci sono tutti gli altri, che un'onda del mare si è nella mia memoria portato temporaneamente via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6388324536127967032?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6388324536127967032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/festival-del-libro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6388324536127967032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6388324536127967032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/festival-del-libro.html' title='Dodici comandamenti'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Zom5AUCvgY8/TaYGzT5RvXI/AAAAAAAAAUg/nqZLxRU4f2s/s72-c/DSCF4719.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6553183034855855612</id><published>2011-04-09T08:53:00.010+02:00</published><updated>2011-04-09T09:42:13.558+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I discorsi degli italiani'/><title type='text'>I discorsi degli italiani n.1</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mlTGO-T7LT8/TaAKUUEcZPI/AAAAAAAAAUY/kPQTXFSqfeU/s1600/DSCF4699.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593482081295164658" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-mlTGO-T7LT8/TaAKUUEcZPI/AAAAAAAAAUY/kPQTXFSqfeU/s400/DSCF4699.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Alla stazione. Due sessantenni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il primo.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"Stanno lesinando l'informazione. Ti ricordi. Una volta c'erano quei cartelloni enormi, che ti elencavano tutte le fermate, persino degli interregionali, come si chiamavano &lt;em&gt;vecchiamente&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il secondo.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"Quando leggevo &lt;em&gt;Venezia S.L.&lt;/em&gt;, Credevo sempre intendessero &lt;em&gt;Stazione lagunare&lt;/em&gt;. Poi dall'autoparlante mi dissero &lt;em&gt;Santa Lucia&lt;/em&gt;, e allora pensai: AAAAHH...Meno male!"&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;(nella foto, due disegnatori underground, come si diceva "vecchiamente". Li riconoscete?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6553183034855855612?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6553183034855855612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/i-discorsi-della-gente-n1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6553183034855855612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6553183034855855612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/04/i-discorsi-della-gente-n1.html' title='I discorsi degli italiani n.1'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mlTGO-T7LT8/TaAKUUEcZPI/AAAAAAAAAUY/kPQTXFSqfeU/s72-c/DSCF4699.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6157630133135642932</id><published>2011-03-20T11:20:00.003+01:00</published><updated>2011-03-20T16:15:29.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: musica'/><title type='text'>New Entry</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SWNtr8NINaA/TYYZuusx-QI/AAAAAAAAAUQ/02PX_JM5azE/s1600/imagesCABYU9LC.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 225px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586180678400211202" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-SWNtr8NINaA/TYYZuusx-QI/AAAAAAAAAUQ/02PX_JM5azE/s400/imagesCABYU9LC.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Abbandoniamo per un pò i discorsi seri, tipo che abbiamo una guerra alle porte che sta bollendo come nel pentolone della minestra, spandendo umori a destra e sinistra, un dibattito referendario sul nucleare in corso, delle elezioni amministrative alle porte (qui da noi almeno), e occupiamoci di facezie varie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ritorna un must di questo blog: le classifiche. Quest'oggi la classifica musicale. Ecco dieci dischi di cui non riesco a liberarmi in queste settimane (si badi bene non necessariamente usciti in queste settimane, ma in senso assoluto; un consiglio all'ascolto, diciamo). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La TOP 10 musicale del primo trimestre 2011:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;10) Joan as The Police Woman, &lt;em&gt;The Deep Field&lt;/em&gt; (2011); &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;09) Adele, &lt;em&gt;21&lt;/em&gt;;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;due pezzi bomba, i primi due, poi resta la voce, anche se l'originalità si stempera (2011);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;08) Lorenzo Jovanotti, &lt;em&gt;Ora&lt;/em&gt; (versione normale); che dire: è bravo e il brano &lt;em&gt;La bella vita (la belle vie)&lt;/em&gt; è eccezionale; il disco è dance, un pò troppo, ma ci sta comunque (2011);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;07) Neil Young, &lt;em&gt;Le Noise&lt;/em&gt; (2010);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;06) Bruce Springsteen, &lt;em&gt;The Promise&lt;/em&gt;; dalle session di &lt;em&gt;Darkness on the Edge of Town&lt;/em&gt; una infilata di singoli incredibili (2010);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;05) Cat Power, &lt;em&gt;The Greatest&lt;/em&gt; (2006);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;04) John Grant, &lt;em&gt;Queen Of Denmark&lt;/em&gt;;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;intensissimo, con la canzone che da il titolo all'LP veramente magnifica (2010);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;03) Diane Birch, &lt;em&gt;Bible Belt&lt;/em&gt;; è un disco (a cui ora ne è seguito un altro di cover di pezzi anni '80) che sta sempre lì, da otto mesi, nell'autoradio della macchina, e non lo levo, non lo levo, non lo levo...&lt;em&gt;Fire Escape&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Rewind&lt;/em&gt; sono ormai un mantra (2009);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;02) PJ Harvey, &lt;em&gt;Let England Shake&lt;/em&gt;;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;(un LP incredibile, con la prima metà del disco che è forse la miglior cosa di sempre di PJ: &lt;em&gt;All And Everyone&lt;/em&gt; (capolavoro assoluto) e &lt;em&gt;The Glorious Land&lt;/em&gt; su tutte (2011);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;01) Cristina Donà, &lt;em&gt;Torno a casa a piedi&lt;/em&gt; (era da &lt;em&gt;Dove sei tu&lt;/em&gt;, che Cristina non faceva un disco di tale levatura. In questo caso i testi delle canzoni sono superbi, di grande spessore, pur affrontando tematiche a volte apparentemente retoriche. E' uno sguardo sul quotidiano svolto con grande profondità intellettuale. Lo adoro. Specialmente &lt;em&gt;Giapponese (l'arte di arrivare a fine mese)&lt;/em&gt; e su tutte &lt;em&gt;Lettera a mano&lt;/em&gt;, con quella frase in apertura che mi spezza ogni volta: "&lt;em&gt;Sulle pagine bianche cade inchiostro nero, è il sangue del mio pensiero&lt;/em&gt;" (2011). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ecco, finalmente ancora una classifica!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6157630133135642932?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6157630133135642932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/new-entry.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6157630133135642932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6157630133135642932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/new-entry.html' title='New Entry'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-SWNtr8NINaA/TYYZuusx-QI/AAAAAAAAAUQ/02PX_JM5azE/s72-c/imagesCABYU9LC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5832160035364840044</id><published>2011-03-17T15:38:00.006+01:00</published><updated>2011-03-18T19:00:42.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Opinioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2dg7NmQiePM/TYIl4crsAXI/AAAAAAAAAUI/Sqrbf82SPIo/s1600/IMG_1331.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585068139595170162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-2dg7NmQiePM/TYIl4crsAXI/AAAAAAAAAUI/Sqrbf82SPIo/s400/IMG_1331.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Un opinione per ogni argomento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;1) Siamo arrivati quindi a questo storico anniversario dei 150 anni dalla nascita del regno/stato italiano circa-unito; niente in contrario, mi sembra utile fare il punto sulle cose, riconoscere dei valori, una storia comune e collettiva, riflettere su di essa. E in effetti se guardo fuori dalla finestra e vedo i tricolori appesi ai balconi, se scorgo la gente che invade le piazze e ascolto le parole che da esse derivano, la sensazione è quella della partecipazione passionale. Sembra quasi che questo spirito collettivo, patriottico, fosse solo sopito in attesa di un'occasione. Se apro un quotidiano qualsiasi ho però la sensazione che tutta questa partecipata attività sia perlopiù la risposta ad un marketing, non convenzionale forse, ma frenetico: tricolore ovunque, anche le Superga, anche i TIC-TAC, anche lo stuoino del cesso. Mi cadono le braccia, ancora consumismo, ancora: "credevo fosse un inizio, era invece uno sprazzo!"* Sfiga! (*mi è venuta una citazione di Andrea Pazienza al contrario, sono proprio cambiati i tempi...);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;2) Io sono contro il nucleare. Lo sono da sempre. Non sono preso dall'emozione del momento come qualcuno dice (per le cose del Giappone intendo. P.S. Quella del terremoto+tsunami in Giappone è una tragedia enorme, che solo a percepirla nella sua totalità non ci si sta dentro con la testa. C'è anche chi critica i giapponesi per il loro operato in questa circostanza, ma credo sia ubriaco o cose simili). Credo che l'uomo non sia capace di governare certe cose. Nel dirlo mi viene da pensare a quando si ricorda che in fondo gli aerei sono un mezzo più sicuro delle automobili; che gli incidenti sulle strade sono di gran lunga maggiori. Sì, certo, può essere vero. Ma è che quando succede agli aerei l'incidente non si chiama "incidente", bensì "disastro"! Con il nucleare è uguale! E poi che ognuno abbia la sua opinione;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;3) I tagli alla cultura non credo siano sempre un male. Io odio andare a vedere una mostra, una serata teatrale, un concerto, quando scopro che l'ingresso è gratuito! Io credo che un biglietto vada sempre pagato. Io non penso che i soldi alla cultura vadano spesi per organizzare eventi gratuiti, perché sono solo un'occasione di speculazione intellettuale, e alla fine economica, da parte degli organizzatori, senza che ciò produca benefici reali. Sono contrario semmai che i biglietti (per i concerti ad esempio) costino decine di euro. Io non credo che il privilegio possa avere un costo. E' qui che i contributi devono intervenire; a fare sì che quando una persona vorrebbe vedere un concerto o uno spettacolo, o un incontro con un grande autore e non può farlo perché il privilegio ha consentito solo a certi di farlo (vuoi che il privilegio si chiami costo del biglietto eccessivo o numero limitato dei posti, ecc.), allora forse quella situazione va favorita o raddoppiata, affinché chi vuole possa parteciparvi. Certo ci saranno costi aggiuntivi, forse non si rientrerà completamente delle spese. Bene, è lì che il denaro pubblico deve intervenire. I fondi a tutti, per consentire di fare numeri solo grazie agli accessi gratuiti, non mi convince e non mi sembra etico. Io credo che la cultura abbia un costo e il pubblico debba pagare il giusto per avere qualcosa che sente come necessario. Per il resto, credo che la fame venga prima della cultura, come d'altronde dimostrano tutti coloro che fanno numero alle varie "cerimonie" culturali, in onore alla sola partecipazione al rinfresco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;(&lt;span style="font-size:78%;"&gt;l'immagine è la foto di uno dei conigli-antieroici dell'artista di Merano, Arnold Mario Dall'O, artista peraltro di grande interesse&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5832160035364840044?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5832160035364840044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/opinioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5832160035364840044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5832160035364840044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/opinioni.html' title='Opinioni'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2dg7NmQiePM/TYIl4crsAXI/AAAAAAAAAUI/Sqrbf82SPIo/s72-c/IMG_1331.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2431081209307007352</id><published>2011-03-13T10:01:00.006+01:00</published><updated>2011-03-13T10:14:59.756+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.6</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dZWROttDWYw/TXyJmpgyiuI/AAAAAAAAAUA/KfgtcWNeVEs/s1600/DSCF4625.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583488935103990498" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-dZWROttDWYw/TXyJmpgyiuI/AAAAAAAAAUA/KfgtcWNeVEs/s400/DSCF4625.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;I disegni di un architetto, quando sono fatti a mano. Ma si può realmente pensare di fare architettura senza sporcarsi le mani con la grafite di una matita "B"? Le idee che passano per il tramite di una sedimentazione materiale. Come avviene per la storia dell'uomo, come avviene per la storia delle cose. L'architettura è un processo di storicizzazione di un pensiero attraverso la permanenza di un segno. Che, se manuale, si carica di significato.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2431081209307007352?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2431081209307007352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/piccole-scatole-emozionali-n6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2431081209307007352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2431081209307007352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/piccole-scatole-emozionali-n6.html' title='Piccole scatole emozionali n.6'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dZWROttDWYw/TXyJmpgyiuI/AAAAAAAAAUA/KfgtcWNeVEs/s72-c/DSCF4625.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2148686372724503084</id><published>2011-03-08T22:45:00.004+01:00</published><updated>2011-03-08T23:39:15.932+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: fumetti'/><title type='text'>Historieta e Bande dessinée</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Al BILBOLBUL 2011, Festival Intenazionale di fumetto, tenutosi nei giorni scorsi a Bologna, mi è capitato di assistere ad alcuni incontri con autori internazionali. Mi sono sembrati degni di nota in particolare due incontri, quello con José Muñoz, autore argentino, creatore grafico del personaggio di Alack Sinner assieme a Carlos Sampayo e quello con Edmond Boudoin, autore francese, poco conosciuto in Italia e molto popolare invece in Francia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Difficile fare un resoconto di quanto detto da loro; molto interessanti i concetti espressi. Mi pare doveroso fare delle parole emerse un collage, che, seppure per giustapposizione, comunque ben rappresenta la levatura dei contenuti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;L'argentino: "Tollerare la vita e la storia..., perché sappiamo che la prima non è eterna. Se non la storia, allora l'historieta. E' un rifugio rispetto la coglioneria della storia.... Vivo una condizione di ultrasogno. Sono dotato per sorprendermi, vado in giro con la bocca aperta...entrano le mosche, ma qualche rischio bisogna pur prenderlo....Ho vissuto una pioggia di eccellenze (riferito ai suoi maestri). Sono un prodotto argentino, del miscuglio dei conglomerati etnici. E' una condizione del sentirsi sempre di passaggio. Una sindrome dell'albergo perpetuo....Non prendiamo più nulla, siamo imbambolati dall'abbondanza...Bisogna tollerare il talento delle persone... Il terrore, l'orrore, è depositato nella parte più profonda del cervello della gente...Significa "Aihmè peccatore"! L'esercizio della bontà è antieroico. Ecco Alack Sinner...La tolleranza della corruzione della materia della realtà...Militanza nella lucidità esasperata: è la storia. Questa lucidità va combattuta, non produce nulla, va combattuta. L'uomo non riesce a sopportarla...Il segno è giudice, segna appunto, partecipa della realtà dell'emozione...La Pampa: la vertigine orizzontale...Come non rifugiarsi nel sogno della vita degna per tutti."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il francese: "Faccio un sacco di libri e nel finirli so che non sono perfettamente completi e riusciti. Fra poco sarò alla fine della mia vita e non penso che sarà completamente riuscita. E' una questione ideologica contemporanea...Ho cominciato a disegnare perché ho deciso che non potevo morire senza disegnare. Non pensavo al fumetto, forse all'illustrazione per bambini. Sono un pioniere dell'autobiografia senza saperlo. Non sapevo di saper scrivere e il fumetto me l'ha insegnato. Ho scoperto, e l'ho scoperto per soldi, di saperlo fare. Ora se ho la possibilità di esprimermi è perché gli editori me lo permettono. Ho fatto dei libri per coloro che non sapevano farli: mia madre, mio padre, che, da analfabeti, dicevano sempre, che se avessero saputo farlo, avrebbero potuto scrivere chissà quanti libri. Io l'ho fatto per loro...Lavoro in piedi, perché così sento il mio corpo...(spiega la sua teoria sulla "musica del segno") La vita è un confronto tra suoni. Non c'è musica senza silenzi. Se facessimo l'amore senza musica faremo ginnastica. Faccio i testi dei miei libri allo stesso modo, pensando a come si girano le pagine, a come si fa calligrafia... La musica è matematica. Se io faccio un segno, gli dono un significato e allora tutto cambia...Oltre alla musica e alla matematica, c'è la "presenza". Io sono qui e voi là (ricorda a questo punto di aver seguito la danza contemporanea. Poi fa dei movimenti astratti con le braccia, mostrando come siano vuoti o pieni a seconda se vi introduce la "presenza"). La musica costituisce la presenza. Non si può riuscire nella vita senza la presenza. Posso fare gesti tutti uguali e al contempo tra loro diversi. Mi sfugge qual'è quello perfetto. Mi sfugge e allo stesso modo mi sfugge la vita".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Magari tutte queste frasi buttate lì da due autori ormai anziani (classe 1942 entrambi) vi annoiano, ma la mia passione per il fumetto passa anche da queste parole. In esse vi scorgo una riflessione sulla vita che il linguaggio del fumetto sa in maniera autonoma ben rappresentare: quest' "arte applicata" che chiamiamo in Italia "fumetto", che si compone di ampiezze e non solo dei limiti spaziali di alcune vignette messe in sequenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2148686372724503084?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2148686372724503084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/historieta-e-bande-dessinee.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2148686372724503084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2148686372724503084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/03/historieta-e-bande-dessinee.html' title='Historieta e Bande dessinée'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-8065699699898975198</id><published>2011-02-27T19:38:00.005+01:00</published><updated>2011-03-01T23:29:02.092+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Fuori-gioco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3ao_0UKUZtM/TW1zBZD2Z5I/AAAAAAAAAT4/dzupxQ2PDXI/s1600/DSCF5085.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5579241981126010770" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-3ao_0UKUZtM/TW1zBZD2Z5I/AAAAAAAAAT4/dzupxQ2PDXI/s400/DSCF5085.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' stato di recente pubblicato un libro interessante: &lt;em&gt;L'egemonia sottoculturale.&lt;/em&gt; Il sottotitolo è&lt;em&gt; L'Italia da Gramsci al Gossip.&lt;/em&gt; L'autore è Massimiliano Panarari. E' il tipico libro che sviluppa una riflessione sociologica, del tutto condotta "a sinistra", sulla perdita, dall'inizio degli anni '80, di una cultura significante, che è così scivolata in una sottocultura, che vuole essere ora sinonimo di mancanza, di vuoto. La causa ovviamente è la TV privata, le trasmissioni quali &lt;em&gt;Drive In&lt;/em&gt;, ecc.. Diciamo la verità, ormai ne abbiamo sentite molte, troppe e dinanzi a queste operazioni non si resta stupiti, ma annoiati. Però ci sono alcune sottoverità in questa lettura, che condivido pienamente. Emergono di più nell'intervista di Panarari a &lt;em&gt;Il Mucchio Selvaggio&lt;/em&gt;, nell'appena uscito numero di febbraio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;L'autore sviluppa i temi espressi nel volume: "&lt;em&gt;Quello in televisione è un lavoro politico, fatto attraverso trasmissioni che di politico hanno poco&lt;/em&gt;...". Sì credo anch'io che la televisione di questi ultimi trent'anni anni nasca da un operazione politica, inconsapevole all'inizio e poi invece sempre più rivolta a creare consensi. Era forse già così (ma senza la volgarità e l'amoralità eccessiva che questi anni ci consente di tollerare) con la televisione degli anni '50 e '60; forse le figure politicamente/economicamente interessate erano altre, in un certo senso anch'esse meno volgari (comunicativamente) e direttamente coinvolte (nelle cose televisive intendo); forse anche il modo di fare comunicazione era diverso, forse no! Interessante invece nell'intervista è la citazione del filosofo francese Cornelius Castoriadis, usata dal Panarari nel richiamare il linguaggio odierno: "non importa cosa si dice, vale tutto e il contrario di tutto" (è il cosidetto "regime dell'equivalenza"). Sì, oggi è così, si ascoltano soltanto "parole svuotate dal loro significato autentico", strumentalizzate infine, più o meno volontariamente. "Le parole sono importanti"-dice Panarari- "vanno ricondotte ai loro significati originali". Sì, le &lt;em&gt;parole sono pietre&lt;/em&gt; e vanno pensate nella loro valenza etimologica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il perché non è correlato ad una ricerca linguistica fine a se stessa e nemmeno quale dimostrazione di un pensiero intellettualmente marcato. No! L'uso ambiguo e strumentale della parola crea in chi la percepisce, la memorizza nel suo significato sbagliato, la usa quindi come propria, finendo per credere che non abbia altri significati che quello di cui si è ormai convinti abbia, la certezza di potere giocare con il linguaggio, per creare così un'autonomia dalla collettività, a favore di un individualismo sempre più marcato. Questo individualismo è quello che riscontro nei ragazzi, all'università o durante le iniziative che svolgo: è la convinzione di sapere, indipendentemente dal sapere. Di poter comunque cavarsela giocando con il linguaggio e quindi con la conoscenza. Di poter trasformare le situazioni invece che adeguarvisi. E' un gioco al rialzo, che porta in breve all'operare fuori dalle regole del gioco, fuori da un sentiero "etico". E' triste, ma i ragazzi sono così. Credono di poter giocare e giocarti con le parole e, nello spiazzarti continuamente, finiscono per spiazzare se stessi e rimanere &lt;em&gt;delusi&lt;/em&gt; di tutto, del proprio stato, del proprio percorso. Non è un caso, appunto, che (come mi ha suggerito involontariamente una persona di cultura) &lt;em&gt;de-ludere&lt;/em&gt;, etimologicamente, significhi "uscire dal gioco".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dico questo perché i ragazzi vanno riabituati al significato delle cose, è un dovere primario delle cose e della cultura in primis: la televisione in tal senso ha già da molto &lt;em&gt;de-luso&lt;/em&gt;, assieme a chi la fa, la dirige e la manipola. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-8065699699898975198?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/8065699699898975198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/fuori-gioco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8065699699898975198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8065699699898975198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/fuori-gioco.html' title='Fuori-gioco'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3ao_0UKUZtM/TW1zBZD2Z5I/AAAAAAAAAT4/dzupxQ2PDXI/s72-c/DSCF5085.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7219042464313741522</id><published>2011-02-14T22:49:00.002+01:00</published><updated>2011-02-14T23:21:13.216+01:00</updated><title type='text'>E il resto conta poco!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-k5SkAa15tqQ/TVmqqdIx3bI/AAAAAAAAATw/c5mN_75euhM/s1600/DSCF4901.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573673660200377778" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-k5SkAa15tqQ/TVmqqdIx3bI/AAAAAAAAATw/c5mN_75euhM/s400/DSCF4901.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho visto ieri, alla manifestazione di Roma, donne sfogare delle frustrazioni maturate attraverso giorni, settimane, mesi e anni; cantavano e ballavano sul palco di Piazza del Popolo, &lt;em&gt;People Have the Power&lt;/em&gt; di Patti Smith e qualcuna, le più giovani, piangeva nel sentire il momento. Dicevano di rivendicare una dignità calpestata, di farlo per prendere le distanze da un'idea di donna che non potevano condividere. Un'idea di donna-velina (che poi "velina" è per me prima di tutto la carta, quindi qualcosa di trasparente, che non copre completamente, che è inutile). Ho sentito e letto poi il pensiero di donne che dicevano che non sarebbero mai scese in piazza, perché quelle certe donne sono qualcosa d'altro da loro e non c'è il bisogno di rimarcarlo, che la dignità sussiste, che quelle esistano (come problema) o meno. Tutte d'accordo sulla dignità, indipendentemente dalla propria idea di voto, ma non sui modi di ribadirla e rivendicarla. E nel mezzo loro, questa minoranza, di donne, educate da donne (certo anche da uomini credo), coccolate da donne quando erano bambine e ora in parte strumentalizzate ancora una volta da donne (altre).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La questione femminile è una cosa complessa, quanto la politica; esistono entrambe da sempre. La questione femminile è cosa seria e la politica pure. E poi come sempre ci sono i diritti e come sempre, per fortuna, i doveri. Il problema è culturale e la sconfitta è in tal senso sempre dietro l'angolo. Giulia Bongiorno ha detto, dal palco di Roma, che bisogna stare attenti, è sempre un problema di linguaggio, di uso delle parole, del senso volutamente dato. Le parole sono pietre mi hanno insegnato persone che stimo o apprezzo e quando uso il termine "donna", ho consapevolezza del "fuori" e per quanto mi consenta la mia sensibilità anche del "dentro" implicito nel termine; ma sempre ad un &lt;strong&gt;essere umano&lt;/strong&gt; finisco per pensare, con tutto il bene, con tutto il male, con tutto il conosciuto e lo sconosciuto che tale condizione propone. E l'unica cosa che ad un essere umano (e non solo umano) va riconosciuto è il rispetto. E ogni appellativo, ogni sottolineatura, oltre a questo sono, in fondo, superflui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-7219042464313741522?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/7219042464313741522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/e-il-resto-conta-poco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7219042464313741522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/7219042464313741522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/e-il-resto-conta-poco.html' title='E il resto conta poco!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-k5SkAa15tqQ/TVmqqdIx3bI/AAAAAAAAATw/c5mN_75euhM/s72-c/DSCF4901.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4078591550745895887</id><published>2011-02-12T21:49:00.009+01:00</published><updated>2011-02-12T22:11:43.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Mm...mmm...mmma...mma brrr...ma bravi!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GVh3mJRBk5c/TVb2X-gslrI/AAAAAAAAATo/9-9tAJaCA6w/s1600/DSCF5007.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572912480695129778" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-GVh3mJRBk5c/TVb2X-gslrI/AAAAAAAAATo/9-9tAJaCA6w/s400/DSCF5007.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ma che cittadino è quello che considera ciò che è "pubblico" con indifferenza, e quindi in fondo non meritevole di cura e rispetto, solo perché è qualcosa di non "suo", di non proprio, di a-privato appunto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Semplice è il tipico cittadino italiano!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Buona fortuna italiani.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4078591550745895887?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4078591550745895887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/mmmmmmmmamma-brrrma-bravi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4078591550745895887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4078591550745895887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/02/mmmmmmmmamma-brrrma-bravi.html' title='Mm...mmm...mmma...mma brrr...ma bravi!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GVh3mJRBk5c/TVb2X-gslrI/AAAAAAAAATo/9-9tAJaCA6w/s72-c/DSCF5007.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5738168758872270872</id><published>2011-01-14T17:21:00.009+01:00</published><updated>2011-01-24T08:19:47.282+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>"asa nisi masa" persi dusa tasi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TTB-7tVF2fI/AAAAAAAAATc/vO2gjfUrb0Q/s1600/DSCF4900.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562085104048003570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TTB-7tVF2fI/AAAAAAAAATc/vO2gjfUrb0Q/s400/DSCF4900.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Voglio rompere le regole, anticipando per una volta i fatti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Tra non molte ore verranno resi noti gli esiti del Referendum indetto tra gli operai della FIAT Mirafiori sul nuovo accordo contrattuale. SI' o NO? Io sono figlio di un operaio metalmeccanico, che è stato per un periodo anche sindacalista. Mi ricordo come si vivevano in casa, in quei primi anni Settanta, queste vicende contrattuali, che oggi ci appaiono così "esterne" a noi tutti, come se appartenessero ad altri mondi o tempi. Il problema è che questa nostra società post-industriale è, oggi più che mai, ancora una società iper-industriale. Se contassimo, numericamente, le persone alle quali interessi realmente questo referendum contrattuale, in maniera diretta e indiretta, ne usciremmo veramente sconvolti. Non sono in grado di giudicare la bontà del contratto e nemmeno le motivazioni sindacali e politiche, ma di certo risulta chiaro che questo referendum crea un precedente di metodo, che purtroppo salta a piedi pari il dialogo, quello magari duro, dove forse fai anche a parole grosse e dai qualche scapellotto, per trasformare, invece, quest'uso della parola in un gesto esclusivamente "burocratico". L'aut-aut mi stupisce sempre, non mi sembra che sia mai lo strumento migliore, anche se, vista la pluralità di posizioni che a volte emergono attorno ad argomenti importanti, di certo l'unico rapidamente "risolutore". Sì, così si risolvono i contratti, ma il malessere? Ma la frustrazione? Mi ricordo come venivano vissute nei primi anni Settanta quelle battaglie per le 1000 lire in più in busta!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Oggi, da "architetto" e quindi persona "poco interessata dai fatti", mi sento solo di sentirmi vicino a questi operai della FIAT, a quelli che votano consapevoli e a quelli che votano esclusivamente "di pancia", a tutti, indistintamente. Ma oltre loro, anche a tutti i metalmeccanici in genere, che saranno messi in condizioni similari tra non molto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Oggi, da "architetto", ringrazio di essere "architetto", perché non vorrei essere per nulla al mondo con una scheda in mano a dover scegliere cosa votare. Mi sentirei come il Guido Anselmi dell'"8 1/2" di Federico Fellini, interpretato da Marcello Mastroianni, quando all'inizio del film, entra, appena sveglio e già provato dagli eventi, nel suo enorme bagno privato dotato di telefono e accende le luci al neon. Si fa per togliere la vestaglia; il telefono squilla e ad ogni squillo di richiamo, Guido piega un pò di più le gambe, dominato dalle responsabilità che l'aspettano, dominato dal "fuori". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5738168758872270872?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5738168758872270872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/01/asa-nisi-masa-persi-dusa-tasi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5738168758872270872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5738168758872270872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2011/01/asa-nisi-masa-persi-dusa-tasi.html' title='&quot;asa nisi masa&quot; persi dusa tasi'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TTB-7tVF2fI/AAAAAAAAATc/vO2gjfUrb0Q/s72-c/DSCF4900.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2978181373741218256</id><published>2010-12-31T21:30:00.006+01:00</published><updated>2011-01-24T08:20:31.798+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>E sarà un anno bellissimo!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TR5LSXBuFpI/AAAAAAAAATU/WYyQk7pjRPk/s1600/DSCF4932.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556961769012729490" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TR5LSXBuFpI/AAAAAAAAATU/WYyQk7pjRPk/s400/DSCF4932.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Si credo che sarà un nuovo anno bellissimo! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Non può essere altrimenti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho superato i quarant'anni e per antonomasia sto quindi nell'età baciata dalla fortuna. Inoltre sono un cittadino della Comunità Europea, cosa che per antonomasia offre una certezza in termine di aspettative socio-economiche, nonché di rispetto dei diritti umani e civili. Sono poi &lt;em&gt;italiano&lt;/em&gt; e tanto basta,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;in quanto è sinonimo di &lt;em&gt;savoir-faire&lt;/em&gt;, di simpatia geneticamente trasmessa, di consapevolezza storica, di alta cultura... e non parliamo della cucina! Sono poi del Friuli-Venezia Giulia, una regione &lt;em&gt;a statuto speciale&lt;/em&gt;, cari i miei lettori, e qui siamo in una tale posizione di favore da dar via a metà della galassia intera! Poi, personalmente, abito a Monfalcone, quindi tra Gorizia e Trieste, città, considerate culle della cultura mitteleuropea, fulcri della storia contemporanea. Inoltre Monfalcone è città di ampio respiro (specie culturale, appunto), trattenuta tra il Carso e il mare, sede della Fincantieri e quindi di una delle più grandi vicende della cantieristica navale mondiale. Inoltre, scusate, ma sono &lt;em&gt;un architetto&lt;/em&gt; (attenti, tenetevi forte, qui può venire giù tutto, al solo sentire la cosa), ovvero rappresentante di una categoria tra le più stimate e rispettate nel panorama professionale intero (specie se architetto di nascita italiana, avendo nel sangue i germi dei vari Leon Battista Alberti, Palladio, Michelangelo, Bernini e poi, per venire a tempi più recenti, Terragni, Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Renzo Piano e dulcis in fundo l'inarrivabile Massimiliano Fuksas); per non parlare poi delle garanzie economiche che l'appartenenza a tale si fatta categoria garantisce! Sono poi appassionato di fumetti e tenete conto che ora i soggetti per i fumetti li fa anche il fior fiore della cultura italiana, Alessandro Baricco ad esempio, altro che Hugo Pratt, Attilio Micheluzzi, Gianni De Luca, Andrea Pazienza e via così. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Insomma, potrei continuare all'infinito, essendo quest'anno baciato, realmente, da una tale serie di situazioni favorevoli che la sconfitta non potrebbe essere nemmeno contemplata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Bene. Qualcuno mi spieghi, quindi, per cortesia, perchè, giunto in prossimità del miglior anno che mi sarebbe potuto capitare, quello prossimo intendo, non riesco, in nessun modo a essere tranquillo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mando un augurio a coloro che quest'anno hanno saputo regalarmi qualcosa. Chi l'ha fatto non ha bisogno di essere nemmeno nominato. Lo sa e basta!&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(nella foto, Venezia, 31 dicembre 2010)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2978181373741218256?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2978181373741218256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/e-sara-un-anno-bellissimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2978181373741218256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2978181373741218256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/e-sara-un-anno-bellissimo.html' title='E sarà un anno bellissimo!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TR5LSXBuFpI/AAAAAAAAATU/WYyQk7pjRPk/s72-c/DSCF4932.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3065640313561330427</id><published>2010-12-19T16:29:00.005+01:00</published><updated>2011-01-09T22:12:10.372+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>News</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TQ4l77yXS0I/AAAAAAAAATI/eUqM60cZmcE/s1600/DSCF0068.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno 15 dicembre è nata Ambra. Un bel regalo di Natale per Giovanni e Ilaria. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Benvenuta!&lt;br /&gt;Lo zio Bob. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3065640313561330427?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3065640313561330427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/news.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3065640313561330427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3065640313561330427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/news.html' title='News'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4434032173038207320</id><published>2010-12-19T14:50:00.007+01:00</published><updated>2010-12-21T12:37:54.078+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Neve-rmind</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TQ4kfkGKtGI/AAAAAAAAATA/j1ciBMh3pTk/s1600/DSCF4898.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552415515278488674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TQ4kfkGKtGI/AAAAAAAAATA/j1ciBMh3pTk/s400/DSCF4898.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Venerdì 17 dicembre ero a Ravenna. In treno. I treni un caos. Nevermind! Con i biglietti in FrecciaArgento che costano il triplo del biglietto in Regionale, ma tanto sai che non puoi rinunciare a questo lusso per una questione di coincidenze: questione che si vanifica sul muro "glaciale" di una delle peggiori giornate metereologiche dell'anno. Nevermind! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A Ravenna ci arrivo. devo partecipare alla presentazione di un &lt;em&gt;Laboratorio di formazione e sperimentazione linguistica sulla città di Ravenna&lt;/em&gt;, che io e la mia amica Gioia abbiamo pensato e organizzato per gli studenti del &lt;em&gt;Liceo Artistico Statale "P.L.Nervi".&lt;/em&gt; Non volevo mancare e infatti esserci ne è valsa la pena. Ho conosciuto gente simpatica e tutta questa cosa mi sembra partire con il piede giusto. E' una scommessa che Gioia ha fatto e che io ho supportato e incredibilmente l'Amministrazione ci ha dato credito. Sonderemo con alcuni ragazzi della classe IV°, una ventina circa, il luogo urbano. Chiederemo a questi di darci la loro "immagine" della città, e chiameremo questa immagine "racconto". Giustapporremo questi racconti per capire se sia possibile mettere insieme un "romanzo" città. Useremo per questi racconti il linguaggio del fumetto, dell'arte sequenziale, della fotografia, del video, della parola scritta. Proveremo a fare "laboratorio", come sempre "a fare", "a fare"..."a fare".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nel tardo pomeriggio sono di ritorno in treno, dalle parti di Ferrara. Siedo vicino un ragazzo che tiene in mano un libretto che parla di vocazioni cristiane e davanti ho delle ragazze venete che schiamazzano dialettalmente la loro gioventù in piena tempesta ormonale. Io e il "seminarista" (lo penso tale!), sorridiamo per quello che si dicono. Entra nel nostro vagone, poco dopo Rovigo, una vecchietta, con la sua trapunta celeste, occhiali e un fazzoletto in testa, come si usava un tempo, come facevano le mie nonne. La vecchietta chiede nello scompartimento: "Scusate lor signori...è passata di qui una signora?" Non era passato nessuno e infatti tutti noi neghiamo. "Ma dove può essere andata!" Alziamo tutti mani e spalle. "Non potrà mica essere uno spirito!" -sentenzia la vecchia, girandosi verso una signora in testa alla carrozza. La prende di mira questa signora, cominciando un lungo discorso su sua figlia, sui suoi malanni, dei quali nel breve veniamo tutti coinvolti, chi più, chi meno. La vecchia ha lanciato l'amo e ci ha pescati tutti. Il "seminarista" si volta sorridendomi e dicendo: "Mi fanno un sacco tenerezza, quando fanno così!". Io mi strofino le mani alla faccia e mi sento di rispondergli: "Che si debba elemosinare anche la comunicazione, è un triste fatto!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' così, è triste: siamo tutti connessi, telefonati, videocorrelati e attorno resta tutta questa gente sola; sola, specie i vecchi che di tecnologie ne capiscono poco o che spesso non ne vogliono sapere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il 3 dicembre è partita l'era del digitale terrestre in Friuli- Venezia Giulia. Nel mio palazzo non vede più nulla nessuno, ma alla maggior parte delle famiglie in città va meglio. O peggio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Io vedo come sempre i telegiornali su Internet o leggo i giornali, ma mi rendo conto che la tragedia è grande. Sono apparsi una marea di canali nuovi, quasi uno dovesse vivere lì la propria giornata, davanti questo congegno malefico. Il risultato è che se prima non resistevo tre minuti dopo il rapido zapping da canale a canale, ora il zapping può diventare eterno, un'ora di zapping continuo. Abbiamo finalmente la possibilità di creare ognuno il proprio BLOB personale. Di frammentare all'infinito i nostri interessi e pensieri. Rifletto, mentre ripenso a quella vecchietta che si spende sui treni a cercare parole e a come nelle nostre stanze non vi sia invece più tempo per le parole; la televisione ha vinto, usando i nostri soldi e la nostra pazienza. Nevermind!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ha nevicato tanto ed ho visto adulti bambini sgomberare la neve ed essere sereni per quella fatica inutile. Ho ricordato quel detto inglese: "La differenza tra bambini e adulti sta solo nel costo dei giocattoli." Cavolo, la neve è gratis! mi ha detto un mio vicino. I commercianti non la pensano così. Sono incazzati neri, a spalare la neve davanti i negozi. E' il sabato (il 18 dicembre) prima del Natale e la gente ha bisogno di strade pulite, per arrivare e comprare, spendere, comprare. E se molti decidono che gli basta la neve? Che sconfitta di questo cazzo di modo pubblicitario tutto. Apri il giornale, lo paghi un euro da solo o un'euro e mezzo con l'inserto inutile del sabato e la pubblicità ti sovrasta dentro il giornale e dentro l'inserto: mezzo articolo e una pagina di pubblicità. Ti viene veramente voglia di scegliere la neve, di spalare tutta la città. Che così risparmi anche per la palestra e i corsi di presciistica! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La neve mi fa stare in casa e non in giro a comprare regali e cazzate varie, con i soldi che tra l'altro sono pochi! Nevermind! Grazie neve, grazie neve! Riscopro l'andare a piedi, con il freddo alle mani in tasca! Mi sento ragazzo! Grazie neve. E a quel paese i commercianti tutti! A me va bene così. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Alla fine cedo al consumismo e prendo un comics in fumetteria. Nevermind! La coerenza non è il mio forte. Prendo la ristampa cronologica di &lt;em&gt;The Peanuts&lt;/em&gt;, quella curata da Seth! Mi pare il fumetto giusto, perchè è il fumetto che prendevo già da bambino; sempre lo stesso, anche le strisce sono sempre quelle (quelle dei primi anni '70). Una striscia dice: "Fiocca, la neve fiocca!" &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sì, benedetta la neve! Che fa tremare i politici, crea disagi e dimostra quanto la natura ci può dominare in un attimo se volesse. Ma è neve, si scioglie, mentre i politici, i disagi, ecc. restano anche dopo. Nevermind!&lt;/span&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552413405293859458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 223px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TQ4ikvyoUoI/AAAAAAAAAS4/1btdkhB08jg/s400/imagesCA0KBTIS.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4434032173038207320?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4434032173038207320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/neve-rmind.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4434032173038207320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4434032173038207320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/12/neve-rmind.html' title='Neve-rmind'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TQ4kfkGKtGI/AAAAAAAAATA/j1ciBMh3pTk/s72-c/DSCF4898.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6782876012001613220</id><published>2010-11-30T22:42:00.006+01:00</published><updated>2010-11-30T23:18:36.596+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Ma quanto sa essere profondo il mare....</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TPV2_4TOlAI/AAAAAAAAASo/ypk3M0IgLAA/s1600/imagesCAX9V9Z0.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 275px; DISPLAY: block; HEIGHT: 183px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545469355993502722" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TPV2_4TOlAI/AAAAAAAAASo/ypk3M0IgLAA/s400/imagesCAX9V9Z0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' morto Mario Monicelli. E' morto suicida. In realtà mi importa di più il fatto che sia morto, piuttosto che il "come"! Cioè, la cosa mi provoca un grosso vuoto mentale. Un senso di perdita più grande di quanto potessi immaginare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nel scoprirlo a volte in televisione o a qualche incontro, in giro per l'Italia, lo ascoltavo sempre come si ascoltano le fiabe. Era una radice di quelle grosse e ben piantate, poco incline a far ondeggiare il fusto della pianta, anche quando il vento appariva forte. Non si è piegato nemmeno alla fine. La mente va a Pavese, a tutti i giganti perduti nello stesso modo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Di Monicelli mi ricordo soprattutto un incontro. Io avevo la mania di chiedere degli autografi e lui la mania di dedicarli, chiedendo sempre se l'interlocutore fosse a conoscenza dell'origine del proprio nome. Gli risposi, quella volta, giocando a mia volta con questo suo gioco. Volevo conoscere la sua reazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Gli raccontai che mio nonno era un estimatore fascista e che quando nacqui volle imporre a mia madre il nome del suo primo nipote: "Ro-Ber-To" fu la scelta, poiché richiamava in forma contratta l'asse Roma - Berlino -Tokio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Era una sciocchezza che mi era sovvenuta alcuni anni prima. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Monicelli mi guardò sornione, ma non disse nulla. Dedicò la sua firma al mio nome. Mi spiaceva però averlo raggirato e gli rivelai che il mio nome derivava in realtà da un cantante, tale Robertino, in voga negli anni Sessanta: quello sì che piaceva a mio nonno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Monicelli mi disse che ne era contento: che nel primo caso il fardello sarebbe stato veramente troppo grande!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Avrei altri aneddoti su Monicelli, ma questo è quello più personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi manca già, per la sua schiettezza infinita, per la sua lezione continua. Mi mancano i suoi ricordi, ormai perduti. Mi accorgo ora che non gli ho mai scattato una foto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6782876012001613220?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6782876012001613220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/11/ma-quanto-sa-essere-profondo-il-mare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6782876012001613220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6782876012001613220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/11/ma-quanto-sa-essere-profondo-il-mare.html' title='Ma quanto sa essere profondo il mare....'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TPV2_4TOlAI/AAAAAAAAASo/ypk3M0IgLAA/s72-c/imagesCAX9V9Z0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-581587631228787099</id><published>2010-11-06T16:48:00.010+01:00</published><updated>2010-11-06T18:31:49.438+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: arti'/><title type='text'>Foglie d'autunno e leoni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536488801278872482" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TNWPOy8ny6I/AAAAAAAAASg/3T73EVxYWWk/s400/DSCF4660.JPG" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il 16 ottobre sono a Venezia per la Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia. &lt;em&gt;People Meet in Architecture&lt;/em&gt;, sotto la direzione di Kazuyo Sejima. E' la 12° edizione e io mi ricordo la prima volta che vi andai all'inizio degli anni '90, se non ricordo male alla 2° edizione, per vedere i progetti del concorso per il "nuovo" Padiglione Italia, che oggi è ancora lì, "vecchio" come lo era allora. Ho visitato gli spazi dell'Arsenale. Non vi è più distanza tra installazione architettonica e performance artistica. Non capisco se sia un bene o un male, credo un male. La parola che percepisco di più nell'aria, dalla gente o rivolta alla gente, è sicuramente "idea": "bell'idea", "idea interessante". Il piano a cui tutto sembra fermarsi è questo, quello dell'idea. La speculazione intellettuale basta? Lo sguardo curioso ed elaborato sul mondo è sufficiente? Per fare architettura, intendo. &lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' forse al padiglione Italia allestito sempre all'Arsenale che trovo alcuni spunti interessanti. L'esposizione è di Luca Molinaro, dal titolo &lt;em&gt;Ailati. Riflessi dal futuro&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Italia&lt;/em&gt; scritta al contrario, ancora giochi, ancora autoreferenzialità intellettuale, uffa!). Qui i progetti esposti si lasciano guardare, proposti in forma complessa, affastellati uno vicino all'altro, gomito a gomito, diremo prosaicamente. Tra plastici e disegni, taccuini con schizzi a penna o colore, una voce registrata di ragazza declama senza interruzione decine di date e dati di tipo statistico: "in Italia, ci sono ...laureati ogni anno", "in Italia, il numero annuale di progetti autorizzati è...", "in Italia, la regione con il maggior numero di concessioni edilizie rilasciate è...", e così via. Ciò, come anche ben espresso nel foglio di presentazione all'esposizione che accompagna la visita, rappresenta con acutezza quel rumore di fondo che si sovrappone ale nostre vite di progettisti e di uomini e che disturba di continuo il "fare". Il notiziario continuo dei fatti ci distrae dai problemi e dalle soluzioni. E' una triste metafora mediatica e infine politica. E' la tristezza quotidiana di questi anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A proposito: non ho guardato per niente la televisione in queste settimane. Le notizie riescono ad arrivarti comunque, ti investono, ti coprono, anche se non le cerchi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A Palazzo Cavalli Franchetti, a Venezia, ho visitato la mostra &lt;em&gt;Stanley Kubrick fotografo 1945-1950&lt;/em&gt;. E' un'ottima occasione per vedere il magnifico scalone del palazzo e quindi le fotografie di un regista che usa gli scatti come fossero sequenze di tante storie da raccontare o solo in parte raccontate. &lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536488444107597010" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TNWO6AYWpNI/AAAAAAAAASY/fdDB9oL-4pU/s400/DSCF4662.JPG" /&gt;I grandi non si limitano mai alla sola immagine, all'icona fine a se stessa o allusiva, ma si sporcano le mani con il racconto, con le storie. Negli scatti dell'americano riscopro le facce dei personaggi dei film di Kubrick che saranno di lì a poco. Facce, modi espressivi che non esistono più, ormai cambiati dalle mode e dai costumi, ormai perse per sempre.&lt;br /&gt;Il giorno 30 ottobre sono a Lucca per la Fiera internazionale dei Comics. Sono con Alessia e Walter Chendi. E' serata di premiazioni. Praticamente dalla scorsa estate (2009) ho visto nascere il romanzo a fumetti di Walter, &lt;em&gt;La porta di Sion&lt;/em&gt;, edito poi da Edizioni BD nel gennaio 2010. Ne ho seguito a distanza il percorso. Restiamo in parte sorpresi (si badi non per la qualità del libro, ma per il fatto che ci sia stata gente capace di capirne la stessa qualità in questo sistema editoriale propenso a inseguire soltanto gli eventi, a seguire le mode e le etichette), quando Walter viene chiamato sul palco per ricevere il Premio &lt;em&gt;Gran Guinigi 2010&lt;/em&gt; per la &lt;em&gt;Miglior storia lunga&lt;/em&gt; (graphic novel si dice nel giro degli intellettuali!). La porta di Sion ha vinto, ne sono contento. Anche Walter lo è e questo mi rende ancora più contento. Sul palco Walter dedica la vittoria a Vittorio Giardino. &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536485497831801922" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TNWMOgpdxEI/AAAAAAAAASA/9U3szVNkBVk/s400/DSCF4790.JPG" /&gt;Mentre torno a sedermi in platea, dopo aver scattato alcune fotografie sotto il palco, durante la premiazione, vedo nella sala gente conosciuta con stampati in fronte gradi punti interrogativi. Credo faccia bene interrogarsi ogni tanto.&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536485925852396754" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TNWMnbJhvNI/AAAAAAAAASI/eo3Lql79nJQ/s400/DSCF4760.JPG" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nella settimana di Lucca Comics 2010 è uscito in edicola il primo di una collana di volumi che raccoglie alcune tappe del lavoro di Sergio Toppi , edita dai Periodici San Paolo di Milano (&lt;em&gt;Il Giornalino&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Famiglia Cristiana&lt;/em&gt;), in collaborazione con il &lt;em&gt;Museo Italiano del Fumetto e dell'Immagine&lt;/em&gt; di Lucca. La collana curata da Stefano Gorla e da Angelo Nencetti ristampa alcune storie e molte illustrazioni che il maestro Toppi ha editato nella sua carriera. Lo stampato è raccolto in volumi attorno a dei temi geografici: &lt;em&gt;Africane&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Mediterranee&lt;/em&gt;, ecc, riprendendo un progetto che già emerge nell'opera di Hugo Pratt. La cosa che più mi ha interessato di questa novità editoriale è che i curatori hanno voluto dare alle illustrazioni un filo conduttore che le accompagni, creando una sorta di metaracconto, di diario di viaggi possibili, sulle rotte dell'immaginario di un autore. Io credo che questo sforzo di abbandonare una rappresentazione esclusivamente fatta per immagini, il catalogo d'arte per intenderci, e riscoprire il senso della sequenzialità, del racconto appunto, sia un bene, in senso assoluto. E' forse un insegnamento riscoperto, a cui Toppi è abituato con il suo fumetto "etico", che tanto ho apprezzato negli anni e che oggi molti "giovani" autori, che si credono artisti e tanto adorano i "diritti" e così poco i "doveri" dell'essere autore (il lavoro duro, prima di tutto), farebbero bene a rileggersi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-581587631228787099?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/581587631228787099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/11/foglie-dautunno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/581587631228787099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/581587631228787099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/11/foglie-dautunno.html' title='Foglie d&apos;autunno e leoni'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TNWPOy8ny6I/AAAAAAAAASg/3T73EVxYWWk/s72-c/DSCF4660.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-9197321928557793973</id><published>2010-10-14T19:04:00.007+02:00</published><updated>2010-10-14T19:53:56.203+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Istruzioni per l&apos;uso'/><title type='text'>Cambio di prospettiva</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TLdB9QK1c5I/AAAAAAAAAR4/ORdMuUrQUEc/s1600/L1060333.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5527959588188812178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TLdB9QK1c5I/AAAAAAAAAR4/ORdMuUrQUEc/s400/L1060333.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno 14 settembre questo blog compiva un anno. La cosa, invece che costituire un momento di stimolo per fare crescere ulteriormente questa "sede" virtuale, si è rivelata un momento di riflessione contraddittoria. &lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Se c'è una cosa che mi da fastidio è la dipendenza. Qualsiasi forma di dipendenza. Quella diretta e quelle indirette a cui le situazioni della vita ci costringono (non parlo degli affetti, dei sentimenti e nemmeno degli interessi veri, che quelli sono altra cosa, parlo di sovrastrutture che consciamente o involontariamente finiamo per crearci, oppure alle quali parassitariamente finiamo per affezionarci: i vizi, anche). Avevo voglia così di capire se queste pagine a cui ho dedicato del tempo fossero diventate, un pò per alcuni commenti lusinghieri che esse hanno ricevuto, un pò perchè ho scoperto essere lette da molti, una piccola narcisistica dipendenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Dopo un mese esatto di "digiuno" ho capito che da un lato esse sono state positive per l'avermi fatto allacciare rapporti culturali con specifiche persone, oppure per avermi concesso di pensare "ad alta voce" su certi argomenti (e quindi indirettamente di rifletterci sopra). Dall'altro hanno però assorbito del tempo e un' pò della mia propensione verso "il fare".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho capito che ci sono anni del "dire" (del "pensare") e anni del "fare". Percepisco, come una dirompente esigenza, che l'anno che idealmente sta nascendo in queste settimane, sarà un anno del fare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A questo punto, inevitabilmente, dovrò assecondare tale stimolo, altrimenti sarei contraddittorio con la mia indole, e, altrettanto inevitabilmente, dovrò tralasciare "il dire".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Non farò però morire questi fogli. Dilaterò a cadenza, che spero perlomeno mensile (ma non mi pongo limiti veri o appunto sovrastrutture), gli aggiornamenti sulle situazioni, sui pensieri che accompagneranno "il fare". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Posso anticipare solo che dopo un anno di pensieri vari, alcuni punti si sono focalizzati come interessi veri, che saranno quindi affrontati in altra sede (nel mondo reale, quello delle persone, dei confronti e degli scontri necessari per concretizzare delle idee). Tra essi: la necessità del costruire, del raccontare, di ridefinire nuovamente qualcosa attraverso un atto narrante che possa superare l'ormai, a mio giudizio, fallimentare raggiungimento di decostruzione postmoderna. E inoltre: sondare ancor più a fondo il senso della memoria, non tanto nella sua rappresentazione poetica o mentale, ma in solido, nel confronto diretto e materico con le generazioni che ci hanno preceduto, nell'intento di scoprire cosa è andato perso rispetto loro, in particolare cosa facesse di quella generazione una generazione di inarrivabili "giganti", per noi, a confronto, teneri e decadenti lillipuziani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A presto con qualche nuovo sguardo interrogativo sul "fuori".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-9197321928557793973?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/9197321928557793973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/10/cambio-di-prospettiva.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9197321928557793973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9197321928557793973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/10/cambio-di-prospettiva.html' title='Cambio di prospettiva'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TLdB9QK1c5I/AAAAAAAAAR4/ORdMuUrQUEc/s72-c/L1060333.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5820124589528631026</id><published>2010-09-14T09:47:00.002+02:00</published><updated>2010-09-14T09:49:45.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Traguardi'/><title type='text'>Corsi e rincorse</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516672909195698882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TI8oyEahYsI/AAAAAAAAARw/W8k6-Mv4ioM/s400/roby1-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Oggi questo blog compie il suo primo compleanno.&lt;br /&gt;La cosa più allarmante sta nel fatto che è già passato un anno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sono contento di non aver lasciato queste pagine a se stesse. Spero che qualcuno leggendomi si sia interessato, non a me (sarebbe un scarso risultato), ma agli argomenti che mi hanno stimolato apparendomi importanti, tanto da volerne (doverne) parlare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A chi mi ha letto, grazie. A chi non mi ha letto, grazie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Per festeggiare riporto una frase che ho scovato in didascalia ad una foto di Henri Cartier Bresson, in mostra a Palazzo Morpurgo a Udine in questi giorni.&lt;br /&gt;Il commento è di Alain Jouffroy: &lt;em&gt;"...non si fotografano che fantasmi. La Storia è un incubo da cui bisogna risvegliarsi, per inventarne un altro."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5820124589528631026?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5820124589528631026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/corsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5820124589528631026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5820124589528631026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/corsi.html' title='Corsi e rincorse'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TI8oyEahYsI/AAAAAAAAARw/W8k6-Mv4ioM/s72-c/roby1-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1292906718020005553</id><published>2010-09-10T20:59:00.003+02:00</published><updated>2010-09-11T07:48:12.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: arti'/><title type='text'>Umanesimo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho visitato a Trieste una piccola mostra di pittura (alla Sala Comunale d'Arte di piazza dell'Unità d'Italia). Il pittore è una persona che conosco, per essermi confrontato con lui durante il mio lavoro come architetto. Il pittore è un architetto. Si chiama Ruggero de Calò, nato a Trieste, classe 1954. La mostra è molto interessante. E' sicuramente una delle più significative esposizioni di lavori pittorici, nati da un architetto contemporaneo, mi sia capitato di vedere. Sono i suoi dei paesaggi. Nelle didascalie alle opere l'autore unisce spesso la nota &lt;em&gt;Architectural &lt;/em&gt;a quella di &lt;em&gt;Landscape&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Architectural 2 landscape&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Architectural-Iceberg&lt;/em&gt; (se non ricordo male) sono le due opere che mi hanno colpito maggiormente. Quando vedi degli architetti dipingere, l'"oggetto" viene sempre definito tramite rimandi diretti alla rappresentazione o alla composizione: la realtà urbana o l'immaginato progettuale (surrealista a volte, come per Massimo Scolari o Cantafora, lo stesso Aldo Rossi) vengono sempre ricondotti ad un piano descrittivo. Nei quadri di de Calò esiste una libertà completa nella rappresentazione del contesto paesaggistico, dove l'"architettura" diviene solo richiamo, per appartenere contemporaneamente al mondo dell'esistenza e della creazione: è una rappresentazione emotiva che coglie il momento della fusione delle cose, dove l'architettura non è ancora tale; sussiste come nota in un paesaggio, che però al contempo è già violato. E' una scelta pittorica resa all'interno di una cultura dell'informale e a volte espressionista, che dimostra di aver digerito parte della ricerca di un altro triestino, quel Nino Perizi scomparso nel 1994, la cui opera pittorica è sparsa negli edifici pubblici e privati di Trieste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;De Calò ha lavorato molto come architetto sul paesaggio e su restauro architettonico e urbano e la fusione a cui mi riferivo rende bene questa sua ricerca a far sì che il costruito, la sua fisicità, possa integrarsi, coesistendo, in perfetta simbiosi evolutiva con il contesto, spesso naturale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ciò che mi premeva qui sottolineare è però una nota contenuta nella presentazione della mostra che Marianna Accerboni regala all'autore nel volantino di comunicazione dell'esposizione. Dice: "&lt;em&gt;...incarna&lt;/em&gt; (l'architetto-pittore) &lt;em&gt;le qualità dell'architetto umanista, la cui professione contribuisce ad ampliare i suoi interessi verso molteplici aspetti creativi e culturali."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' questa la condizione di architetto che apprezzo, a cui aspiro: la condizione di persona coinvolta e non estranea, viva e fremente e non frenata. Impegnata perché affascinata e di conseguenza capace di vedere e descrivere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Credo che questi tempi abbiano bisogno di "umanesimo", naturalmente oltre ad una non ipocrita "umanità". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1292906718020005553?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1292906718020005553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/umanesimo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1292906718020005553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1292906718020005553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/umanesimo.html' title='Umanesimo'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2133068516287494449</id><published>2010-09-04T08:38:00.010+02:00</published><updated>2010-09-05T09:09:25.347+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: cinema'/><title type='text'>Giochi e salvagenti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512965633137299218" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH9CM4VzxI/AAAAAAAAAQw/hit9LKVcVVg/s400/DSCF4486.JPG" /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512967697968171682" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH-6Y-YiqI/AAAAAAAAARQ/dqAPfxGtS5s/s400/DSCF4514.JPG" /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512966065587984146" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH9bX4nlxI/AAAAAAAAAQ4/EQrs3SFmbig/s400/DSCF4480.JPG" /&gt; &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512967312898691266" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH-j-eqkMI/AAAAAAAAARI/QBpzXEi7MXA/s400/DSCF4469.JPG" /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512966812417772242" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH-G2CtytI/AAAAAAAAARA/w0I6xq-SGz8/s400/DSCF4495.JPG" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il 1 settembre sono a Venezia perché ho un appuntamento in Università. Devo seguire una tesi di laurea, parlare con Nullo. E' una giornata strana dove sin dal mattino mi scontro con piccoli contrattempi, ritardi, ecc.. Mi rilasso solo quando sono in aula. Lascio però l'Università presto, già verso le tre di pomeriggio, perché in serata ho un appuntamento di lavoro. Sono in prossimità del ponte di Calatrava a Piazzale Roma e quindi alla stazione per riprendere il treno, quando dallo studio mi chiamano per dirmi che l'appuntamento è saltato. Mi incazzo un pò per le corse che ho dovuto fare, per non essermi potuto godere meglio la giornata universitaria. Poi mi spunta in testa un'idea, che in realtà credo fosse una remota speranza, considerato la prontezza con cui ho aderito alla possibilità soppravvenuta. Collego rapidamente: 1 settembre - Venezia - Lido - inaugurazione mostra del cinema -vado! La macchina fotografica è sempre con me! Sono già in Piazzale Roma, monto sul traghetto e verso le 16.30 sono già al Lido in prossimità dell'area del Festival. Non sono molto organizzato visto l'improvvisata, non so che film vedere, che cosa fare. E' la prima giornata e i biglietti per i film della giornata sono praticamente esauriti e cari. Decido per il cazzeggio, per godermi l'atmosfera: giro tra gli stand, vado fino all'Hotel Excelsior, faccio un giretto per il lungomare, mangio qualcosa, mi informo con qualche giornalista e fotografo su chi ci sarà in passerella, compro di conseguenza alcune foto, alcune riproduzioni di locandine cinematografiche. Poi verso le 18.00 mi sistemo tra una piccola folla di fotografi e giapponesi urlanti, essendo ormai prossima la passerella principale. Arriva di tutto sul gran tappeto rosso: i vip. Sembrano dei mostri in realtà. I tacchi esagerati, i vestiti bellissimi e improbabili. Certe donne sembrano delle fate, altre delle streghe. La gente urla. Io mi sposto un pò, mi metto dietro un vecchietto. E' alto la metà di me, e mi assicurerà ottima visione della passerella per tutta la serata: ogni tanto porta alla bocca una caramella, suda tantissimo; temo gli venga un infarto da un momento all'altro. Non dirà una parola per tutto il tempo: sereno spettatore. Mi sistemo lì, facendo quindi amicizia con due operatori di Fashion TV, mi pare di aver capito. La confusione è parecchia. Gli operatori, uno con la cinepresa su treppiede e una con il gelato/microfono in mano, vogliono intervistare direttamente i "divi" durante la passerella: sono curioso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Passa il mondo trash della TV, passa il mondo trash della bell'Italia nobile e politica. Fashion TV in parte funziona, non ci avrei mai scommesso; ogni tanto qualcuno si ferma e scambia alcune parole: passa Manuela Arcuri, quel mostro inguardabile di stucco e boriosità di Gabriel Garko, passa Lino Banfi (un comico vero, come si rivela, con quel giusto cocktail di estro e malinconia), passa Carlo Verdone (un impiegato delle poste, praticamente). Poi Carla Fracci (una mummia in carne e soprattutto ossa); Isabella Ragonese è straordinaria, fa la falsa vamp, atteggiandosi con humor davanti ai fotografi, ha il miglior sorriso che mi sia capitato di vedere in una persona. Passa Violante Placido: sembra una Madonna di Filippo Lippi, tanto è languida e solare al tempo stesso. Poi Margareth Madè, molto bella vista da vicino. Passa e si ferma qualla balena di Simona Ventura, troppo rifatta in volto per i miei gusti. Poi improvviso parte un coro da stadio: "Quentin! Quenti! Quentin!...". Sta passando Quentin Tarantino e la gente lo adora, non solo i ragazzi. Il regista è sorpreso dall'acclamazione e si getta a pesce verso gli spettatori, cioè noi. Fashion TV funziona. Tarantino si ferma, scambia alcune frasi con loro e con me, che non capisco niente di americano, (con tutti insomma, tranne che con il silente vecchietto): fa il gigione, l'estroso. Mi faccio autografare una foto della locandina di &lt;em&gt;Pulp Fiction&lt;/em&gt; (poco prima ci avevo visto giusto comprandola!). Poi succede il casino: arrivano Natalie Portman e Vincent Cassel. La gente esplode. Io a quel punto mi ero dato una missione da compiere: far autografare una locandina di &lt;em&gt;Ocean Twelve&lt;/em&gt; con l'immagine di Vincent Cassel. So che Alessia adora l'attore francese e quindi ci provo. Fashion TV non funziona. In compenso stavolta mi appoggio al vecchio, gli infilo un gomito in bocca (lui non dice nulla, sembra capire), mi estendo come un atleta di salto in alto, stile Fosbury, arrivando sino alla mano dell'attore, che prende la foto, la firma e me la restituisce. Incredibile ce l'avevo fatta! Scopro che mi sto divertento un sacco, con una buona dose di consapevole masochismo e di autoironia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La passerella sta scemando e riesco a guardarmi intorno meglio. Vedo le ragazzine, per le quali gli autografi sono una conquista della quale a loro importa in realtà molto poco, un gioco insomma. Vedo alcune persone che con ironia scherzano su quella situazione naif che è la caccia all'autografo; vedo anche delle persone sofferte e sofferenti, che si disperano veramente per non essere riusciti ad averlo quel sgorbietto sulla carta. Vedo persone che vivono la cosa veramente male. Vedo la gente nella sua diversità: la gente che si diverte con distacco, quella che per un attimo ha la sensazione di aver condiviso una parte della celebrità, della fama, del successo di coloro che gli sono passati davanti. Provo una certa malinconia nel pensare a come questo protagonismo sia innato in noi, come sia un modo privato per vivere le difficoltà di tutti i giorni, per trovare da esso una parziale via di fuga dal quotidiano. Riconsidero la cosa e capisco le ragioni di ognuno. Sono contento di essere lì con tutti loro, di condividere quella festa, quella messa sociale, quel palliativo per i giorni anche tristi che spesso ci si presentano: quel ricordo che sarà poi un piccolo raggio di sole nella memoria a fronte di momenti anche bui. Vi racconterò un'altra volta, forse, della passerella degli attori giapponesi, del putiferio dei loro fan. Vi basti sapere che poi ho preso il battello, quando ormai faceva buio. Mi sono messo a poppa, all'aperto e mi sono goduto il mare scuro e l'aria fresca della laguna di notte.&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512968431515017490" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH_lFplIRI/AAAAAAAAARY/v0yIH0bxGaU/s400/DSCF4551.JPG" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2133068516287494449?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2133068516287494449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/stile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2133068516287494449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2133068516287494449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/09/stile.html' title='Giochi e salvagenti'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TIH9CM4VzxI/AAAAAAAAAQw/hit9LKVcVVg/s72-c/DSCF4486.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-330949261648496564</id><published>2010-08-28T08:44:00.004+02:00</published><updated>2010-09-05T09:10:56.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: fumetti'/><title type='text'>Confronti e autoscatti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510376272302399714" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THjKBkFTYOI/AAAAAAAAAQo/NwnaKoz5Dkc/s400/DSCF4326.JPG" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Se c'è una persona che ha saputo con il suo disegno aprirmi la strada a quella che ancora oggi è una delle mie più grandi passioni, è certamente Giorgio Cavazzano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ebbi riscontro da un giornaletto trovato in soffitta che la prima lettura che feci delle sue storie sul settimanale Topolino risale al 1972. Lo testimonia un giornaletto dedicatomi in copertina a biro da mio nonno: è un ricordo nel ricordo, che tengo tra le cose più care. Per uno di quei strani casi della vita vi era all'interno la prima pubblicazione della storia di Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano, &lt;em&gt;Paperino e l'avventura sottomarina&lt;/em&gt;, con l'apparizione nel mondo Disney di Reginella. Probabilmente era destino che il fumetto e in particolare quell'autore si vincolassero a me, temo, per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho seguito con continuità, da allora, prima inconsciamente e poi consciamente l'attività dell'autore veneziano. Nel 1995 ho avuto l'occasione di conoscerlo per la prima volta: mi parve allora di vedere la Madonna! Nello stesso giorno conobbi Magnus e Moebius e fu quella forse la giornata più importante, fumettisticamente parlando, della mia vita. Nel 2003 a Giorgio dedicai con ARTeFUMETTO anche una mostra, a Monfalcone. Ho sempre collezionato e frequentato i suoi fumetti e le sue mostre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ieri, 27 agosto, si inaugurava, &lt;em&gt;Tutto Cavazzano&lt;/em&gt;, una mostra che Mirano, la sua città di adozione, gli dedica fino al 19 ottobre. Organizzata dal comune e curata tra gli altri anche dal figlio di Giorgio è sicuramente uno delle pù importanti mostre regalate all'arte dell'autore. Essa è allestita nel parco di Mirano, negli edifici di villa Giustinian Morosini, della Barchessa e del Castelletto. Sono 420 pezzi in mostra, con molte curiosità, anche per me che ho molto frequentato negli anni l'arte di Cavazzano. Non potevo mancare alla cosa; andare da Giorgio è rendere omaggio alla sua arte, ma anche alla mia infanzia e alle mie passioni. E' per me una scoperta continua nel flusso dei ricordi. Quando rivedo Giorgio, in queste occasioni, lo ritrovo inevitabilmente invecchiato e rivedo all'istante gli anni che passano anche per me. E' diventato il suo lavoro quasi uno specchio della mia crescita da bambino ad adulto e, quindi, se entrambi avremo fortuna, a vecchio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A presentare la serata era venuto, per l'occasione direttamente da Roma, anche Vincenzo Mollica, il giornalista che ha il merito di aver sostenuto da quasi tren'anni a questa parte l'arte del fumetto in Italia, dandogli anche una possibilità mediatica, attraverso le pubblicazioni e la televisione. Mollica l'avevo conosciuto già a Roma nel 2005. E' stato allora uno sfiorarsi in occasione di una mostra dedicata ad Andrea Pazienza. Con il beneficio dell'essere uno sconosciuto ho scambiato ieri con lui alcune chiacchiere. Nel parlargli così da vicino mi è passato un piccolo brivido lungo la schiena. Lo so è una cosa stupida, ma in quel frangente non riuscivo a dimenticare tutte le persone con il quale il giornalista aveva avuto modo di intrattenersi e di confrontarsi nella sua carriera. Mi sono reso conto, in quel momento, della sua, forse inconsapevole, responsabilità di chi si porta dietro un bagaglio testimoniale immenso, che difficilmente potrà, anche se ne troverà il tempo, riversare a terzi e che quindi sarà inevitabilmente in parte perduto. Per lunghi periodi Mollica ha frequentato e viaggiato con Federico Fellini, Hugo Pratt, Fabrizio De Andrè, Andrea Pazienza, Alda Merini: e credo possa bastare. Non per avergli garantito di diventare anche solo un decimo di quanto essi furono, ma, come dissi, per la memoria di quelli che si porta dietro. Queste cose ho avuto modo di dirle brevemente a Mollica. Poi mi è venuta la voglia di avere una foto con lui, quasi mi aspettassi apparissero nella foto anche le auree mitiche di quanti lui ha conosciuto. Un ragazzo mi ha chiesto se desideravo ci scattasse la foto. Gli ho risposto che preferivo farmi un autoscatto, per la sua genuinità, perchè mi pareva rendesse la cosa più personale. Mollica mi ha confidato: "Anch'io faccio sempre così!" Si è creato un attimo di simpatia tra di noi e un bel ricordo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510375045447923106" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THjI6JsZtaI/AAAAAAAAAQg/RE7p67zgkrE/s400/DSCF4323.JPG" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Poco dopo anche Giorgio mi ha riconosciuto; mi ha regalato una carezza vedendomi lì, venuto da lontano. Mi ha reso contento. Ci siamo fatti un autoscatto mentre si rideva delle cazzate che la gente e noi stessi si diceva in quel momento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho conosciuto più tardi anche Alessandro Zemolin, l'inchiostratore storico di Cavazzano e suo vero alter-ego. Ho scambiato con lui alcune considerazioni. Si è parlato di come il segno di Giorgio risultasse sempre più lineare, più pulito nel tempo, alla ricerca di una sintesi sempre più evidente. Zemolin mi ha risposto una cosa strana, che non era riferita a Giorgio, ma più generica e interessante. Più o meno: "E' un mondo che va verso la sparizione!" Mi ha portato a riflettere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Durante la presentazione della mostra Cavazzano era molto emozionato, la voce anche un pò rotta quando ha ringraziato e presentato il figlio. Mollica ha ricordato come avendogli Cavazzano regalato un alter-ego nel mondo Disney, Vincenzo Paperica, abbia lasciato detto di volere sulla propria lapide non una foto, ma quella di Paperica, con sotto scritto: "A Vincenzo Paperica, che tra gli umani fu Mollica". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Bene. Bella serata. Venata da alcuni momenti, come vi sarete resi conto, di nostalgia. Rivedo ora gli autoscatti fatti. Mi rivedo da fuori, in questi momenti di malinconica serenità. Mi serviranno, allorchè ne seguissero altri che forse potrebbero esserlo meno.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-330949261648496564?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/330949261648496564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/confronti-e-autoscatti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/330949261648496564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/330949261648496564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/confronti-e-autoscatti.html' title='Confronti e autoscatti'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THjKBkFTYOI/AAAAAAAAAQo/NwnaKoz5Dkc/s72-c/DSCF4326.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1523691247432210497</id><published>2010-08-26T10:09:00.002+02:00</published><updated>2010-08-26T10:20:01.618+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.5</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THYjba1ENYI/AAAAAAAAAQQ/ginAW6jP_Js/s1600/IMGP0061.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509630148099716482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THYjba1ENYI/AAAAAAAAAQQ/ginAW6jP_Js/s400/IMGP0061.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;L'appartamento della Grotta nel giardino di Palazzo Te di Giulio Romano a Mantova (1530): un esempio di decorazione parietale dell'intonaco. La grandezza artistica nella visione costruttiva dei nostri avi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1523691247432210497?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1523691247432210497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/piccole-scatole-emozionali-n5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1523691247432210497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1523691247432210497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/piccole-scatole-emozionali-n5.html' title='Piccole scatole emozionali n.5'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/THYjba1ENYI/AAAAAAAAAQQ/ginAW6jP_Js/s72-c/IMGP0061.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-728260440073440337</id><published>2010-08-18T18:59:00.003+02:00</published><updated>2010-08-18T19:08:46.559+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Distrazioni ingiustificate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGwTTJDVKiI/AAAAAAAAAQI/SuN36ld-tHs/s1600/PICT6111.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506797663935605282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGwTTJDVKiI/AAAAAAAAAQI/SuN36ld-tHs/s400/PICT6111.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Quanto Cossiga si legge e si ascolta da queste parti, quanto passato; mentre basta girarsi appena e si scorgono otto milioni di pakistani in pericolo di morte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ma il giardino del vicino è sempre un pò più verde soltanto quando è verde, mentre in tale caso ha il colore marrone dell'acqua alluvionale.&lt;/span&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Come sempre stiamo ad una finestra che diventa giorno dopo giorno sempre più esile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-728260440073440337?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/728260440073440337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/distrazioni-ingiustificate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/728260440073440337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/728260440073440337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/distrazioni-ingiustificate.html' title='Distrazioni ingiustificate'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGwTTJDVKiI/AAAAAAAAAQI/SuN36ld-tHs/s72-c/PICT6111.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3673643802128071222</id><published>2010-08-14T16:22:00.011+02:00</published><updated>2010-09-07T19:45:54.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Le vacanze</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Vi ho lasciato il giorno 3 agosto mentre facevo le valigie e mi ritrovo qui oggi a disfarle. Sono passati 11 giorni e mi pare al contempo uno spazio brevissimo e lunghissimo. Quest'anno sono stato in Svizzera, il cantone francese, Ginevra, il Vaud e poi fino a Basilea. Credo di aver accumulato una quantità di stimoli da poter occupare parecchi dei prossimi post. Vedremo se sarà così. Per ora voglio farvi una piccola sintesi del mio viaggio, come fosse una premessa per capire quanto scriverò prossimamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La sera del 3 agosto, valigie completate, decido di andare a sentire Patti Smith che canta a Grado. Già il fatto che il concerto sia qui a pochi chilometri da casa mi pare un buon motivo. Lo sarebbe anche solo per dare coraggio "economico" a chi organizza queste cose in queste terre sempre un pò ai margini delle cose. Il concerto comincia alle nove, c'è un temporale in arrivo e circa mezz'ora prima, mentre ascolto da lontano suonare un cantautore tarvisiano che ha il compito di aprire la serata, sto appollaiato sul muretto della diga, parlacchiando con Alessia del diluvio universale che credo sarebbe scoppiato fra poco. Vedo passarmi accanto Lenny Kay, il chitarrista storico di Patti Smith: lo riconosco dai cappelli lunghi e bianchi. Al suo fianco, con una maglietta con disegnato un teschio, la solita giacca lunga e abbondante e i soliti stivali, se ne sta Patti. Ci passa accanto, a circa due metri, si ferma a contemplare la spiaggia e il mare, a guardare il temporale che arriva. Si toglie gli stivali e anche Kay lo fa, poi scendono lungo l'arenile, camminano nell'acqua, si scattano delle foto tra loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505368333312705106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGb_VJjJwlI/AAAAAAAAAPo/puUMmuHOqiA/s400/DSCF3932.JPG" border="0" /&gt;Nessuno li riconosce e io e Alessia li guardiamo e decidiamo di continuare a fare gli spettatori e di non rovinare quel momento privato per chiedere una foto o un autografo come in realtà avrei la tentazione assoluta di fare. Scatto qualche foto al volo e mi piacciono così, per come sono venute, imperfette, sgranate, perché rendono bene la tenerezza di quel momento di due vecchi adulti bambini che giocano con amicizia tra loro (qui una foto in allegato).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Poi il concerto, imperfetto, con la pioggia che è lì per venire giù, ma non viene; con gli strumenti che non vanno e lei vecchia e scatenata e trascurata come sempre saluta e si sgola: un mito per me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505369699847352930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGcAksSZsmI/AAAAAAAAAPw/Bih08lirJVg/s400/DSCF3966.JPG" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Poi il giorno dopo si parte, presto. Si visita il castello di Fenis, poi si raggiunge Aosta. Si visita un pò il centro che non avevo mai visto. Il giorno dopo, prima di partire vado al chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso. Qui convinco un architetto della Soprintendenza della regione Valle d'Aosta a farmi visitare gli affreschi ottoniani dell'anno 1000 d.c., nascosti nel sottotetto della navata della chiesa. Poi il traforo del Monte Bianco, Courmayer e poi Ginevra. Si dorme a Gex, in Francia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno dopo siamo a Losanna: il centro, la mostra di Zep, il disegnatore di Titeuf (un pò di fumetto ci vuole sempre), Ouchy, il lago, il museo olimpico. Poi in macchina fino a Chexbres, lungo i vigneti del Lavaux. Quindi Vevey dove è sepolto Chaplin e dove non trovo la Villa de Lac di Le Courbusier. Poi di ritorno ci si ferma a Nyon e quindi di nuovo Gex. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno dopo è per Ginevra: il centro, la cattedrale, il palazzo dell'ONU, lo shopping. La sera, alle dieci, c'è la festa agostana di Ginevra, ci sono i fuochi d'artificio, bellissimi e lunghissimi sul lago, tra una folla immensa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno seguente siamo in viaggio, facciamo un casino per vedere la tomba di Audrey Hepburn a Tolochenaz. La troviamo per miracolo, grazie ad un ragazzo di Brescia. E' un luogo misero e al contempo bellissimo per l'umiltà che ne traspare (qui l'esterno del cimitero).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505372999729265682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGcDkxTjvBI/AAAAAAAAAP4/6eb6p32TI5o/s400/DSCF4264.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A mezzogiorno siamo a Yverdon-les-Bains visitiamo l'area che nel 2002 fu dell'Expo. Poi raggiungiamo l'area dei menhir: quasi una piccola Stonehenge. Poi ancora in viaggio fino a Neuchàtel, quindi fino a Basilea. Quando arrivo, parcheggio e attraverso, per raggiungere a piedi l'albergo, un piccolo parco vicino l'Università. E' domenica, sento un tango suonare e vedo quindi della gente imparare a ballare sotto un portico, così, in maniera privata, poetica. E' una scena di una pace assoluta. Penso, in quel momento, che passerò tutte le ore che dedicheremo a Basilea in quel parco, invece poi non ci tornerò più. La sera giriamo il centro con un silenzio irreale: è bellissimo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno dopo sconfiniamo in Germania, visitiamo il Vitra, con il museo di Frank Gehry, il padiglioncino di Tadao Ando e lo shop della Vitra di Herzog &amp;amp; de Meuron. Poi si va alla Fondation Beyeler, progettata da Renzo Piano, che ospita tra l'altro una mostra incredibile di Basquiat: qui vedo l'uomo che cammina di Giacometti e ne resto incantato. Poi si gira in centro con le viette, i negozietti, la bellissima cattedrale. La sera mangiamo in Francia, in una brasserie, costa molto meno ed è a cinque chilometri soltanto dall'albergo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno dopo visito il Kunstmuseum con l'impressionante carrellata di opere antiche e moderne: resto affascinato da un quadro di Lucas Cranach del 1500 e dall'&lt;em&gt;Isola dei morti&lt;/em&gt; di Arnold Bòcklin. Poi vado al museo Tinguely di Mario Botta e mi lascio impressionare dalle fantasie robotiche dell'artista svizzero. Il pomeriggio vado alla Shaulager, di Herzog &amp;amp; de Meuron dove c'è la personale di Mattew Barney: gli spazi sono impressionanti, il minimalismo si sposa ad un gusto per la materia e per il particolare che mi entusiasma. Poi si torna in centro, prima vado a Sant Alban e quindi mi metto a disegnare in un giardino davanti al Reno: della gente si lancia nelle acque con delle boe gonfiabili, sono dei pazzi, ma sono molti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La mattina riprendiamo l'autostrada verso Berna. Visitiamo il Centro Paul Klee di Renzo Piano. Qui c'è una mostra sull'evoluzione artistica di Picasso e Klee messe a confronto. Vedo quadri mai visti prima, specie di Klee e ne capisco solo in questa occasione la totale e assoluta grandezza. Scendiamo a Berna: il centro storico è splendido, saliamo sino al Kunstmuseum, che ospita anche il museo Albert Einstein. Scendiamo verso l'Italia, dormiamo in montagna a Panex, vicino a Villars, nella dependance di due vecchi sessantottini svizzero-italo-francesi, spannati come pochi. Si sta bene, è alta montagna, l'aria è freschissima: la sera alcuni cerbiatti ci tagliano la strada. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La mattina dopo andiamo a visitare il castello di Chillon e riviviamo un pò il mito romantico di Byron: è una visita lunghissima, ma molto didattica. Poi andiamo a mangiare a Montreux, visitiamo gli shop con le tracce passate di uno dei luoghi dedicati al jazz più famosi al mondo. E' strano, ma sul lungo lago capeggia solo la statua di Freddy Mercury dei Queen. Potrei comprare un cappellino autografato dal cantante per soli 1250 franchi svizzeri!! Le ore successive sono dedicate alla fine di un viaggio, al relax sul lago Lemano: Alessia legge un libro di Simenon e io disegno i passanti di fronte ad un the caldo. Poi verso pomeriggio tardo ci rimettiamo in auto e attraverso il traforo del Gran San Bernardo torniamo ad Aosta. E' sera tardi e decidiamo di dormire qui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno successivo ci rimettiamo in auto con calma fino a Monfalcone, ci fermiamo qua e là, ce la prendiamo comoda. La sera siamo a casa e si decide di andare a Trieste a vedere il concerto dei Morcheeba in Piazza Unità. Il concerto, dedicato perlopiù all'ultimo lavoro &lt;em&gt;Blood Like Limonade,&lt;/em&gt; è travolgente. Skye è bellissima con un vestito che non capisci se venuto fuori da un atelier italiano o da un mercato africano: molto optical-art direi. Dopo il concerto scambiamo alcune parole con Ross Godfrey, il chitarrista, più interessato a trovare da fumare che alla gente con cui parla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Basta, finisce qui, passate le ferie, come dicevo brevissime. Meno male, altrimenti sarei morto!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3673643802128071222?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3673643802128071222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/le-vacanze.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3673643802128071222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3673643802128071222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/le-vacanze.html' title='Le vacanze'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TGb_VJjJwlI/AAAAAAAAAPo/puUMmuHOqiA/s72-c/DSCF3932.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3574837486473759170</id><published>2010-08-03T18:04:00.004+02:00</published><updated>2010-08-14T16:22:13.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Democrazia intellettuale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Si vede subito quando uno Stato è garantito da editori lungimiranti e intelligenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Se sfogliate i giornali in questi giorni, vi trovate una simpatica pubblicità promossa dalla FIEG, &lt;em&gt;Federazione Italiana Editori Giornali&lt;/em&gt;, che capeggia a piene pagine e a colori. Lo slogan è: "&lt;em&gt;Giornali, quotidiani e periodici: il miglior modo per non rimanere senza parole: Se leggi puoi svagarti con quello che ti piace, arricchirti con quello che ti interessa e informarti con quello che non sai. Perché tutte le persone parlano di cose e saperle è meglio che non saperle&lt;/em&gt;". L'immagine presenta invece quattro belle signore e ragazze intente a farsi un aperitivo in qualche bar &lt;em&gt;cool &lt;/em&gt;della città, arredato con un design &lt;em&gt;fashion,&lt;/em&gt; e che probabilmente stanno pure ascoltando della simpatica &lt;em&gt;lounge music&lt;/em&gt;. Tre di loro sono vestite con abiti estivi, tacchi 11, pantaloni o veste lunga, e tutti i tessuti portano stampate scritte e parole in contrasto. Una quarta ragazza è vestita delle sole mutandine che portano stampate in nero la scritta: "Eh?". Tiene le braccia chiuse sul petto a coprirlo. E' scalza. Ed in evidente imbarazzo, mentre le altre tre ridono, sentendosi a perfetto loro agio. Sull'immagine capeggia la scritta: "&lt;em&gt;Chi legge, si vede&lt;/em&gt;.".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Fermo restando che chi legge si dovrebbe forse "ascoltare" o "leggere" a sua volta e non necessariamente "vedere", e fermo restando che non è vero che le cose è sempre meglio saperle che non saperle e che se proprio devo saperle sarebbe interessante che la cosa avesse senso a livello personale e non come pettegolezzo da spiaggia o, appunto, da bar; fermo restando ciò, credo che scelta pubblicitaria peggiore non si poteva fare per promuovere la lettura quale esperienza di formazione culturale. La cosa che secca è proprio la scelta di rappresentare un mondo di lettori (superficiali o no non ci è dato di sapere) o, potremmo forse osare, di presunti intellettuali (o, come è di moda oggi, spacciatisi tali), che beatamente se la ridono a scapito di chi, per vicende personali, per scelta o forse per problemi anche economici (che ne so magari perché lavora tutto il giorno) di leggere non solo non ha il tempo, ma nemmeno la voglia. Io credo che questa pubblicità "innocente" rappresenti bene l'&lt;em&gt;intellighenzia&lt;/em&gt; contemporanea e di certo la cultura della classe editoriale tutta. La rappresenta per snobbismo, per attaccamento all'immagine e a certi modelli di vita, per mancanza assoluta di visione pragmatica delle cose e soprattutto per mancanza assoluta di contenuti veri. La rappresenta, inoltre, per totale mancanza di senso democratico, specialmente a livello psicologico e naturalmente etico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Così mentre mi preparo a partire per le ferie estive (le classiche ferie agostane che il mondo del lavoro italiano ha deciso risultino essere l'unica forma e maniera possibile, garantendo speculazioni per le concentrazioni di richieste e movimenti che si producono in queste giornate e garantendo di fatto a tutti solo un mare di sbattimenti continui invece che un sano divertimento (a tale proposito ho finalmente capito che anche gli architetti fanno parte, involontariamente e di fatto, del contratto collettivo dei metalmeccanici e che quindi anche noi in ferie ad agosto o morte)), mentre butto alla rinfusa oggetti dentro una valigia, decido di non portarmi dietro nessun libro. Così facendo non leggerò nemmeno una riga e potrò rinunciare a sapere le cose, a parlare con le persone "per bene" di questo paese, a intrattenermi con i "migliori". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Buone vacanze a tutti! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;P.S. Non leggetemi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3574837486473759170?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3574837486473759170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/democrazia-intellettuale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3574837486473759170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3574837486473759170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/08/democrazia-intellettuale.html' title='Democrazia intellettuale'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-711470521334373183</id><published>2010-07-26T19:01:00.004+02:00</published><updated>2011-04-18T11:00:26.727+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Ripari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TE3BzSWt0II/AAAAAAAAAPY/x5o4wskgeag/s1600/ripari.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498263806933848194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TE3BzSWt0II/AAAAAAAAAPY/x5o4wskgeag/s400/ripari.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mai come oggi (inteso come periodo e non come giornata) mi sembra che non vi sia alcun riparo adeguato alla bufera che sta attorno. E' una sensazione generalizzata di smarrimento, come se mi trovassi in un vasto, illimitato campo di neve bianca. E non ci sono alberi, non ci sono riferimenti, non ci sono certezze e nevica (politica), nevica (cultura), nevica (economia)... e ti viene da chiederti:"ma si scioglierà poi mai questa coltre che si sta accumulando?" E ti viene da pensare: "In fondo non pare nemmeno così candida!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-711470521334373183?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/711470521334373183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/ripari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/711470521334373183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/711470521334373183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/ripari.html' title='Ripari'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TE3BzSWt0II/AAAAAAAAAPY/x5o4wskgeag/s72-c/ripari.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5306718914831861671</id><published>2010-07-24T14:27:00.007+02:00</published><updated>2011-04-18T11:07:32.190+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Slogan e "virgolette"...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;I miei "quattro lettori" sicuramente avranno notato delle coincidenze non taciute tra "dittatura dell'assenza" e "cultura del dovere". Chi mi conosce sa anche che non amo gli &lt;em&gt;slogan&lt;/em&gt;, ma in questo caso mi servono per sintetizzare dei filoni di pensiero. I due slogan potrebbero essere riassunti così in un terzo: "fare etico".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Si badi, non è questa che sto scrivendo una nuova "&lt;em&gt;Commedia&lt;/em&gt;" e di certo non sarà mai "&lt;em&gt;Divina&lt;/em&gt;". Non ambisco alla creazione di gironi danteschi dove incasellare i buoni e gli antagonisti, ma ciò non toglie che ci si debba anche guardare intorno e confrontare con il "vicino di casa". E non mi pare quest'oggi "che l'erba del vicino sia (in fondo) più verde"! Ciò va detto ed è importante. Purtroppo, una critica e un'interrogazione propositiva in merito &lt;em&gt;al fare cultura&lt;/em&gt;, sul &lt;em&gt;come farla&lt;/em&gt;, se l&lt;em&gt;a sua trasmissione corrisponda ad un modus operandi specifico&lt;/em&gt;, può infine portare a confronti, a comportamenti e parole a volte volgari, che potrebbero sembrare nascere o sfociare nell'invidia. Io ho già scritto in queste pagine dei miei vizi capitali (vedi post precedenti), li confermo e potrei amplificarne anche i contenuti, ma nel campo del "fare cultura", vi giuro, non provo invidia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Quando mi invitano ad un "evento" io ci vado. Il mio narcisismo sfocia di continuo nel presenzialismo: e sono due grandi mali. Ciò mi porta ad esserci, sempre e comunque, a volte per semplice curiosità. In quelle occasioni mi pento, mi pento delle mie debolezze, perché guardandomi attorno vedo sempre (in quelle occasioni) la sintesi delle bassezze umane. Mi vedo da prima forse allo specchio (narcisismo, e molto...!) e poi mi auto-convinco del disinteresse per le "cose", per "l'oggetto", per le motivazioni vere che ci dovrebbero essere. Così vorrei parlare delle "cose", appunto, e invece mi si ribatte di continuo "se voglio da bere". E poi bla! bla! bla! bla!...eventi forzati... distanze che si pongono (i pass, cordoncini al collo, gli inviti)... chi fuori e chi dentro. Alla gente piace così: mettere barriere, finte o vere, vivere incasellati. Sono sempre conflitti in fondo, anche in tempo di pace. E spesso chi li pone si propone quale intellettuale, come democratico (di sinistra o di destra non importa), spesso pone la sua predica sopraffina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"Cultura etica", dico io, e quindi priva di sovrastrutture imposte. Interesse vero, concentrazione sull'oggetto e non dispersione nei rivoli del "qualcosa d'altro". E' un lavoro portato sul nucleo delle cose; è una politica dell'anti-evento, dell'anti-economico, dell'anti-affollamento. Non è una prassi dell'isolamento, ma del confronto profondamente inteso, svolto per capire principalmente se stessi. E' attenzione al "sè", all'"io" e quindi all'altro: è atto di formazione ed è questo il primo "dovere".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5306718914831861671?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5306718914831861671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/slogan-e-virgolette.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5306718914831861671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5306718914831861671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/slogan-e-virgolette.html' title='Slogan e &quot;virgolette&quot;...'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-8148687104674475075</id><published>2010-07-22T12:34:00.007+02:00</published><updated>2011-04-18T11:04:02.937+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Cos'è cultura? (Parte 1 di 1000)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Stanno infuriando scambi mediatici di vasta portata intorno ai tagli operati alla "cultura" in Italia, praticamente per tutti i settori e diramazioni: circuito arte, cinema, spettacoli ecc..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Tutti gli operatori sono in tumulto, per i finanziamenti pubblici ridotti al lumicino, per la messa in discussione di molte iniziative che da quei finanziamenti dipendevano. C'è allarmismo, c'è molta paura, visto che da quei fondi dipende l'attività di molti operatori e di tutte quelle persone che vi gravitano attorno: molti volontari, ma anche molti che da tutto quel giro di denaro trovano anche la loro sacrosanta "pagnotta" giornaliera. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A destra e manca si parla della perdita (sul piano culturale) derivante da tali tagli, dell'importanza che questo o quell'evento aveva nel mantenimento di una corretta "politica culturale" in Italia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Scrissi già alcuni anni fa tra le righe di un mio racconto quanto poco credessi nel ruolo dei cosidetti "eventi", forse anche in quelli che io stesso a volte mi mettevo a progettare e organizzare. Io credo che, adesso che i soldi apparentemente sono minori di prima, andremo verso una concentrazione del denaro pubblico intorno a un numero minore di cose, di situazioni. Personalmente nè allora, nè adesso credo che questo possa essere considerato un male in senso assoluto. Io credo che il sovraffollamento di occasioni culturali avuto dal 2003 in poi, spesso mal gestite, mal comunicate o a volte volutamente nemmeno comunicate, tanto si ritenevano rivolte a "gruppi di ascolto" o "di interesse" ristretti, non costituissero e costituiscano in alcun modo una condizione ottima per la cultura. Anzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Credo però pariteticamente che la concentrazione di fondi su poche cose generi limitazioni inevitabili alla pluralità culturale. Mi viene da chiedere ad esempio: Caravaggio? Ma esiste solo Caravaggio? Ma se fino a qualche mese fa alla chiesa di S. Luigi dei&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Francesi a Roma (per ammirare il ciclo di S. Matteo) non ci andava nessuno! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Purtroppo in Italia esiste un'unica cultura accettata, che è la cosidetta "cultura di massa", quella che fa i numeri, che produce i denari. Quando noi con ARTeFUMETTO facevamo gli allestimenti nessuno ci chiedeva: "Ma la gente apprezza? Ma le persone sono contente di quello che hanno visto?". No. Ci chiedevano: "Quanti?" E con le logiche dei grandi numeri è inevitabile che la cultura passi per i grandi soldi. Quindi l'evento sempre e comunque. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;D'altra parte, come già sopra anticipato, sia ben chiaro che non apprezzo nemmeno chi si coltiva l'orticello a casa sua: si fa i propri interessi vendendo cultura ai margini, disperdendo in mille rivoli inutili soldi non propri, ma di tutti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Io penso che si debba partire da qui, chiedersi cos'è "cultura", cos'è che ci rende colti? Ecco il primo nodo. Cultura non è per me necessariamente ciò che ci rende colti. E' invece ciò che ci rende "sensibili" alle cose, che crea in noi (esseri, senza esclusioni di ceto e di classe, nati gretti, ma con delle propensioni innate) delle aspettative inconsapevoli, delle suggestioni che diventano poi epifaniche del nostro essere e del nostro agire. Cultura per me non è leggere un libro, non è vedere una mostra, non è andare a teatro, non è andare al cinema, non è ascoltare musica (rock, jazz, classica, ecc). Cultura è un percorso, una ricerca che passa anche per quelle attività sopra ricordate, ma che da sole, "di per se stesse" non appaiono sufficienti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Solo all'interno di quel percorso non rettilineo, ma fatto di scarti, di ritorni indietro, di prove sul campo si nasconde la prassi culturale. Ecco che tutto appare di nuovo utile, perché effettivamente tutto stimola, ed essendo noi tanti esseri diversi (anche, ancora oggi, anzi forse più oggi che ieri, in ceto e classe purtroppo) non può esistere lo stimolo migliore o ottimale. Ecco che ciò potrebbe riportare a rendere legittimo il sovraffollamento, il tutto per tutti, ecc. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ma attenzione vi è un limite, un confine. Esso sta nel ruolo che ha chi fa cultura. Non solo i cosidetti "attori", i "protagonisti" (chi va in scena cioé), ma chi opera dietro le quinte. Quelli che a quei fondi che oggi vengono meno stanno e starebbero aggrappati come le mosche alla lampadina (e sono gentile...). Mi chiedo se qualche volta questi si siano mai chiesti o si chiedano se stanno operando suggestioni, se stanno promuovendo ricerche personali o se stanno fungendo solo da attori economici. Un giorno Mario Monicelli alla presentazione di un libro di fumetto, avente come riferimento un suo soggetto mai realizzato, chiese all'autore: "Ma poi sta cosa si vende?" La pragmaticità dei nostri genitori. Con la loro logica del quotidiano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Oggi, per gli operatori a cui alludo non si tratta della logica del "pane", ma della logica del profitto. A loro oggi chiederei: "Ma per un momento solo avete mai veramente ragionato senza pensare al soldo? Non solo "durante la cosa", ma anche "prima della cosa". Prima di farla questa cosa. Una qualsiasi cosa. Perché, mi chiedo ancora, oggi, all'interno del nostro sacrosanto gridare ai tagli, ai soldi, alle cose, vi è ancora qualcuno, anche uno solo, uno piccolino, che guardi alla cultura non sempre e solo come ad un &lt;strong&gt;diritto&lt;/strong&gt;, ma anche come ad un &lt;strong&gt;dovere?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Perché, stiamo attenti, la società si rende migliore soltanto quando si ragiona a doveri e solo poi, &lt;strong&gt;solo poi&lt;/strong&gt;, a diritti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-8148687104674475075?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/8148687104674475075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/cose-cultura-parte-1-di-1000.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8148687104674475075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8148687104674475075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/cose-cultura-parte-1-di-1000.html' title='Cos&apos;è cultura? (Parte 1 di 1000)'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1606825008832316615</id><published>2010-07-18T11:47:00.011+02:00</published><updated>2011-01-09T22:13:40.776+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: musica'/><title type='text'>Ritorni a casa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sin da quando mi sono interessato alla musica rock, ho sempre cercato di fare chiarezza (mentale) sulle filiazioni che venivano formandosi negli anni rispetto certi artisti che consideravo dei capostipiti. Difficilmente è possibile in realtà ricondurre tutto a qualcosa d'altro, ma è un gioco a cui mi è sempre piaciuto dedicarmi. Se togliamo i padri fondatori, le "roots", e se isoliamo due casi che secondo me è difficile collocare realmente, il fenomeno The Beatles e il complementare fenomeno The Rolling Stone e se creiamo ancora una limitazione a questo pensiero, ovvero accettiamo di interessarci della musica dagli anni '60 in poi, mi pare che tutto quanto sia accaduto successivamente possa essere ricondotto a due realtà generanti, perlomeno in termini creativi, culturali e d'ispirazione: Bob Dylan da un lato e la Factory di Andy Wharol dall'altra. Sono due approcci al fare musica diversi, con sonorità, sensibilità e punti di vista diverse. E' questa relazione qualcosa che mi sembra superare persino le componenti geografiche, tipo America, Inghilterra, Italia stessa ecc. Ovviamente è un punto di vista e come tale nato per essere messo in discussione.&lt;br /&gt;Ogni anno scelgo qualche concerto da andare a vedere, ogni anno devo selezionare, anche perchè costa tutto tantissimo, economicamente, i biglietti, viaggiare, mangiare fuori, ecc., ma anche fisicamente, e il fisico, che non c'è mai stato di suo, mi sta peraltro abbandonando giorno dopo giorno. Quest'anno ho fatto un'operazione selettiva mirata: volevo tornare a casa. Volevo andare agli inizi dei percorsi, godermi il seme generante e non perdermi nei rivoli delle derivazioni, che peraltro ho negli anni abbondantemente frequentato. Così il 13 giugno sono stato a Lubiana a vedere Bob Dylan (ne ho già scritto) e il 16 luglio ero ad Azzano Decimo (vicino Pordenone) per il concerto di Iggy Pop and The Stooges. Nel 1969 esce il disco &lt;em&gt;The Stooges&lt;/em&gt; e lo produce John Cale fondatore di The Velvet Underground, a loro volta prodotti da Andy Wharol. E' un disco, con i due successivi (&lt;em&gt;Fun House&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Raw power&lt;/em&gt;) che influenzerà molti e creerà quel suono proto-punk che segnerà di lì a venire molte figure della scena musicale internazionale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ad Azzano, nello spazio della Festa della Musica, fa un caldo micidiale, sono le 22.30 e ci saranno ancora circa 35 gradi. Mi metto in posizione un pò appartata, lontano dal palco, perchè il luogo è un catino d'afa e non sopporterei lo schiacciamento delle circa 4500 persone presenti. La gente ha appena sentito finire l'esibizione di un gruppo supporto che ha decisamente fatto pena sul palco (Gang of Four, veramente perdibili) e respira come una cosa sola in attesa del concerto vero. Ma Iggy non arriva e l'attesa si fa pesante, la gente urla un pò, ma fa caldo e alla fine sembra accettare l'attesa. In quell'attimo di pausa il gruppo entra pressoché di corsa; nessuno capisce nulla, è come un tuono improvviso e Iggy è lì sul palco che urla "Raw power". Io guardo Alessia che mi sta accanto e la vedo sorridere, perchè il suono è incredibilmente punk e la voce è quella calda e pastosa di un epoca rock che sembrava non esistere più. Da lì in poi è un delirio. Sono contento di non essere sotto il palco perché oggi Iggy ha 63 anni, con la pelle e il volto di un sessantenne, ma la muscolatura e la verve di uno di vent'anni. Così a dovuta distanza sembra di assistere ad un concerto negli anni'70. Fabio mi dice, ridendo, che quelle quantità di droga che Iggy ha assunto tra il 1970 e il 1980 probabilmente ad oggi non è riuscito ancora a smaltirle. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il concerto è breve (ma è punk, non un'opera di Wagner) e quando un ora e un quarto più tardi parte "No fun", si capisce immediatamente che la festa sta per finire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Siamo sudati fradici. Attorno a noi ritroviamo amici, conoscenti che non vedevamo da tempo. Attorno a noi sono tutti contenti. Il ritorno a casa ha dato i suoi esiti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1606825008832316615?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1606825008832316615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/ritorni-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1606825008832316615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1606825008832316615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/ritorni-casa.html' title='Ritorni a casa'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5334191637077845017</id><published>2010-07-14T19:37:00.005+02:00</published><updated>2010-08-24T11:38:05.463+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Novecento che rimane</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TD37xb1LVwI/AAAAAAAAAPA/WytB_rv2pq8/s1600/roberto+franco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5493823947164833538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TD37xb1LVwI/AAAAAAAAAPA/WytB_rv2pq8/s400/roberto+franco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La notizia, in sintesi: "&lt;em&gt;Trieste, 13 luglio 2010. Stretta di mano storica tra i presidenti delle Repubbliche italiana, Giorgio Napolitano, slovena, Danilo Turk, e croata, Ivo Josipovic, nell’occasione del concerto “Le vie dell’amicizia”, promosso e diretto da Riccardo Muti in piazza Unità d’Italia quale evento conclusivo del Ravenna Festival 2010. Insieme i tre, prima del concerto, hanno deposto due corone d’alloro in due luoghi simbolo della memoria comune: l’edificio dell’ex hotel Balkan, oggi sede universitaria, che ospitava il Narodni Dom, la Casa del Popolo degli sloveni, assaltata e incendiata il 13 luglio 1920 dalle squadre di azione fascista e divenuta da allora emblema della persecuzione fascista contro gli sloveni; e ilmonumento all’Esodo eretto in piazza Libertà, in ricordo dei 350 mila esuli italiani costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia dopo la Seconda guerra mondiale, dopo l'assegnazione alla Repubblica Jugoslava&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Bene! Tutto giusto, tutto perfetto, tutto maestosamente storico!&lt;br /&gt;La storia contemporanea, che a queste latitudini passa ancora per la memoria. Una memoria che non trova pace, che passa dai nonni ai padri e dai padri ai figli. Una menoria che scava sempre negli angoli bui delle cose, incapace di vivere l'oggi senza pensare al ieri. Una memoria che a volte si ricorda del domani, ma preferisce girarsi velocemente per la paura di venirne cambiata, nell'accorgersi che il "domani" ormai parla poco la lingua del "ieri". E' una memoria che ha paura e che oggi posso dire ha proprio rotto le palle! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Conosco la storia, l'ho studiata e, vivendo qui al confine, l'ho indirettamente vissuta nelle vicende degli ultimi decenni. Capisco il dolore di tutti; capisco le ragioni di tutti, specie quelle dei nonni o forse dei padri. Capisco meno quelle dei figli. Conosco i torti subiti e le tragedie provate e condivido le accuse, condivido tutto. Di quei torti me ne faccio anche carico per la parte che mi compete, se per caso la storia crede mi debba considerare in qualche modo o forma colpevole. La storia non si cambia. Il problema è che non si cambiano nemmeno le menti, allorché queste sono fatte di piombo. Siamo, nel guardarci indietro, sempre pronti a scambiare piombo con il piombo. Ma se il piombo è qui nelle teste?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Credo che basti, che ognuno abbia dato (chi più chi meno certo, ma non possiamo farne sempre e solo un problema di principi, visto che "il solido" non sarà mai restituito, sia esso case, sia corpi, sia affetti, sia terra). Credo che la memoria e la storia e il ricordo e le paure e tutto quanto si riesca ancora ad elencare, possa essere messo da parte. Una pietra sopra, vi prego, a questo Novecento che non smette di torturarci, che ci sottrae la vita e la serenità, offrendoci in cambio solo parole già dette.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;(la foto l'ho scattata a Trieste nel gennaio 2007. E' una piazza Unità vuota, come lo è spesso, ma capace di riempirsi in passato per il passaggio della storia, oppure di riempirsi oggi per rimasticare le angosce del passato)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5334191637077845017?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5334191637077845017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/novecento-che-rimane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5334191637077845017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5334191637077845017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/novecento-che-rimane.html' title='Novecento che rimane'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TD37xb1LVwI/AAAAAAAAAPA/WytB_rv2pq8/s72-c/roberto+franco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-9180136590346346260</id><published>2010-07-08T18:50:00.005+02:00</published><updated>2010-07-08T19:13:21.900+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Novecento che scompare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TDYHEbxAi4I/AAAAAAAAAO4/VPl9bxIrb30/s1600/luttazzi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491584568379083650" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 251px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TDYHEbxAi4I/AAAAAAAAAO4/VPl9bxIrb30/s400/luttazzi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Stanotte è scomparso Lelio Luttazzi, nuovamente triestino da poco più di un anno e mezzo. Incredibile la sua carriera, incredibili le persone che ha visto e conosciuto. Si dice in questi casi: "E' scomparso uno degli ultimi veri gentiluomini della televisione..." Non mi sono mai interessato a Luttazzi, veramente intendo, ma quella "sua" televisione, quel suo mondo, mi interessava e mi interessa ancora, perchè li confronto con quelli di oggi.&lt;br /&gt;Questa nostalgia per qualcosa che infondo non ho mai avuto, mi preoccupa, ma anche mi fa pensare che sarò, anche se gli anni passano e passeranno (spero) sempre un uomo del Novecento e non di questo nuovo secolo, che mi fa sentire, da quando è cominciato alquanto a disagio. Sarà che ad un secolo nuovo, come per le scarpe, bisogna prima farci l'abitudine... sarà!&lt;br /&gt;Ciò che mi mancherà di Luttazzi per non averlo mai conosciuto è quella fetta del Novecento che non riuscirà più a testimoniare, un'altra ancora. Mi mancherà ciò che non ho conosciuto di lui, le emozioni che ha provato nel conoscere persone mitiche che non ci sono più, le sue esperienze che io non ho vissuto, ciò che stava nella sua testa insomma! Maledetto, così senza poter carpire più nulla. Maledetto, così senza preavviso..., cantando:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"...quel fiol de un can de un can&lt;br /&gt;el xe cussì beato&lt;br /&gt;adesso el me leca come un mato&lt;br /&gt;perché spuzo sempre più de vin&lt;br /&gt;e so che'l me vol ben che go un amico&lt;br /&gt;per la prima volta in vita mia&lt;br /&gt;a mi me basta un ano de sta bela vita&lt;br /&gt;e poi sarà quel che sarà..."&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-9180136590346346260?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/9180136590346346260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/novecento-che-scompare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9180136590346346260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9180136590346346260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/novecento-che-scompare.html' title='Novecento che scompare'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TDYHEbxAi4I/AAAAAAAAAO4/VPl9bxIrb30/s72-c/luttazzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2386428403045293294</id><published>2010-07-05T23:09:00.005+02:00</published><updated>2010-07-06T00:23:08.119+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: cinema'/><title type='text'>Una mattinata di luglio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sabato 3 luglio, tarda mattinata. Si sta svolgendo un incontro pubblico sulle opere prime del cinema italiano. Un critico a me sconosciuto fa domande sui generis ad alcuni registi, produttori e attori, pescando all'interno di un bagaglio a cui credo attinga di continuo. Il critico presenta poi alcuni altri ospiti che lo raggiungono al tavolo dei relatori. Uno di essi porta una maglietta con su scritto "mai dire opera prima". La ragazza un pò attardata rispetto gli altri li raggiunge mettendosi a sedere all'estremo del tavolo. Mentre tutti iniziano a conversare lei appare a disagio, continua a muoversi compulsivamente, nervosa o innervosita. Prima che la discussione entri nel vivo lei chiede ad alcuni del pubblico se può avere la sua borsa. Si alza per anticipare l'arrivo di coloro che prontamente gliela stanno portano. Noto solo ora che è in piedi come cammini tenendo le gambe lasciate scoperte dal vestito corto alquanto incurvate. Appare impacciata sui tacchi che porta, non ha decisamente una camminata da modella. Lei si siede, e mentre gli altri parlano inizia a frugare dentro la borsa con frenesia. Ne tira fuori poi una scatola per il fumo. La apre e ne estrae un filtrino che infila al lato della bocca. Inizia quindi a rollarsi una sigaretta con una maestria veramente notevole. Gli altri relatori appaiono alquanto sorpresi. Lei lecca e poi scalda con l'accendino il lembo della cartina, poi accende la sigaretta, cominciando ad aspirare fumo a boccate compulsive: una, due, tre (espira il fumo direttamente dalle narici), quattro e poi sembra in parte rilassarsi. Gli altri continuano a parlare anche se i più cominciano a essere alquanto invidiosi della fumatrice, aspirando anch'essi ad una sigaretta, ma cercano di trattenersi. Lei fuma rapida, finendo quindi la cicca, poi la spegne direttamente a terra sulle doghe del pavimento della terrazza dell'albergo che ospita la manifestazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La cosa mi è parsa divertente per il tono del tutto informale mantenuto dalla ragazza nel contesto. Siamo a Trieste durante la giornata conclusiva dell'undicesima edizione del Festival &lt;em&gt;Maremetraggio&lt;/em&gt;. Siamo in Piazza Unità alla terrazza dell'esclusivo Harry's Grill - Grand Hotel Duchi D'Aosta: sono le dodici circa. Io sono seduto tra le prime file del pubblico che sta seguendo l'incontro/carrellata con autori, registi e attori dei film partecipanti alla sezione &lt;em&gt;Ippocampo&lt;/em&gt; del festival. Io siedo con il regista romano Claudio Noce e il suo produttore. Dietro a me ci sono Sergio Rubini e un insieme variegato del miglior cinema italiano di nuova generazione (Michele Riondino, Valerio Mieli, Marco Luca Cattaneo, Edoardo Leo). Al tavolo Filippo Mazzarella (il critico) sta parlando con Alessandro Aronadio (il regista), Lorenzo Balducci (l'attore protagonista) e Rocco Papaleo (coprotagonista). &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 267px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490550773876661602" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TDJa1rIqHWI/AAAAAAAAAOw/L7GrdWBrpUA/s400/ragonese+ok.jpg" /&gt;Lei è Isabella Ragonese, nel cast del film "Due vite per caso". Lei ha uno sguardo veramente magnetico e una consapevolezza notevole. Lei è probabilmente una delle attrici più importanti tra quelle della sua generazione e probabilmente una di quelle che segnerà il cinema italiano dei prossimi anni. Alcuni titoli: &lt;em&gt;Nuovomondo&lt;/em&gt; di Crialese, &lt;em&gt;Tutta la vita davanti&lt;/em&gt; di Virzì, &lt;em&gt;Dieci inverni&lt;/em&gt; di Mieli, &lt;em&gt;Viola di mare&lt;/em&gt; di Donatella Maiorca, &lt;em&gt;La nostra vita&lt;/em&gt; di Lucchetti. A fine incontro, nello scambiarci alcune parole, mi sorprendo per questa siciliana, classe '81, carismatica oltremodo, moderata e incisiva nelle parole come poche mi sia capitato conoscere. Quello che mi ricorderò di lei è però quella sigaretta fumata con avidità, quella naturalezza dei modi che non è semplice trovare in giro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;P.S. &lt;em&gt;Due vite per caso&lt;/em&gt; è un bel film, ispirato, ma solo ispirato da &lt;em&gt;Sliding doors&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2386428403045293294?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2386428403045293294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/una-mattinata-di-luglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2386428403045293294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2386428403045293294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/07/una-mattinata-di-luglio.html' title='Una mattinata di luglio'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TDJa1rIqHWI/AAAAAAAAAOw/L7GrdWBrpUA/s72-c/ragonese+ok.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-430642224474988844</id><published>2010-06-28T22:51:00.004+02:00</published><updated>2010-06-29T10:09:41.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Inevitabile calcio!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' una sorpresa anche per me trovarmi a parlare di calcio. Chi mi conosce sa quanto ne sia estraneo sia per interesse che per pratica. Ma non mi ritengo un disfattista sul tema: mai pensato "il calcio che pena! Undici uomini in mutande a correre dietro ad un pallone!". Credo che sia un grande sport, uno dei più complessi sul piano agonistico e soprattutto tattico. I Mondiali di calcio li seguo da sempre: dal 1978 ne ho anche personale memoria. Ho sempre apprezzato lo spettacolo della concentrazione di speranze e delusioni perfettamente umane che una vittoria o una sconfitta in quel contesto offre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Da spettatore ho visto l'Italia perdere con la Slovacchia il 24 giugno scorso: 2 a 3. La cosa che mi ha colpito aldilà dell'evento sportivo è stata la vicenda dell'allenatore della nostra squadra, Marcello Lippi. La sua sottile arroganza dimostrata dai tempi della sua sostituzione a Donadoni è stata esemplare direi ed epifanica di certi sistemi. La cosa più interessante è stata la sua conferenza stampa a partita persa ed elimazione avvenuta. Ha detto, pressapoco: " Sono dispiaciuto e mi assumo tutte le colpe!" Le persone che dovrebbero darci degli esempi ci hanno ormai abituato in questo paese a formularsi da soli i giudizi e a non accettarne dagli altri. Lippi non è stato da meno, rivelando in tal senso quanto fosse fuori posto nel suo ruolo di guida e quindi di "educatore". Lippi è l'Italia, purtroppo. La rappresenta con tutte le sue contraddizioni, con la sua scarsa umiltà. Lippi rappresenta il "sistema Italia" e la sua classe politica tutta. Un mondo di persone "infoiate" dentro le proprie aspettative di successo personale ed economico. Persone alle quali di questo paese, realmente, importa poco. Loro stesse forse non se ne rendono conto. Vecchi, non anagraficamente, ma vecchi dentro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Andrea Pazienza riprendeva Boris Pasternak nei suoi pensieri a fumetti e recitava: "&lt;em&gt;La vecchiezza è una Roma/ senza burle e senza ciance/che non prove esige dall'attore/ma una completa autentica rovina&lt;/em&gt;". Un tempo leggevo suggestioni diverse in quelle parole, che probabilmente rimandavano invece a tutt'altro. Oggi, nel collegamento di idee che ne è sorto, per me quelle significano semplicemente che la vecchiezza domina, CI DOMINA, attraverso le persone che dovremmo stimare, quelle che votiamo e quelle che non votiamo. Al contrario dello spunto dei fratelli Coen nel loro film premiato dall'Oscar: "Questo è un paese per vecchi!" E' uno Stivale calzato a pennello su ciò che siamo! E sinceramente, mentre comunque alzo le mani ad ogni gol della nazionale calcistica, un certo disgusto di fondo alfine lo provo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-430642224474988844?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/430642224474988844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/inevitabile-calcio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/430642224474988844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/430642224474988844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/inevitabile-calcio.html' title='Inevitabile calcio!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3329419519183763751</id><published>2010-06-20T21:20:00.006+02:00</published><updated>2010-06-21T10:52:05.423+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.4</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TB5tXxa82vI/AAAAAAAAAOo/xGz39lsYCMU/s1600/DSCF3543.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484941651354639090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TB5tXxa82vI/AAAAAAAAAOo/xGz39lsYCMU/s400/DSCF3543.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Roma. Basilica di San Pietro in Vaticano. L'elenco dei papi sepolti nella chiesa: il senso di far parte della storia, il senso della brevità di ciò che chiamiamo storia. Una serie di nomi tutti contenuti in una lapide e per ogni nome vicende, destini, uomini, tragedie: al contempo una costrizione ed un allargamento infinito. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Brividi sotto pelle...devo distogliere il pensiero.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3329419519183763751?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3329419519183763751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/piccole-scatole-emozionali-n3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3329419519183763751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3329419519183763751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/piccole-scatole-emozionali-n3.html' title='Piccole scatole emozionali n.4'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TB5tXxa82vI/AAAAAAAAAOo/xGz39lsYCMU/s72-c/DSCF3543.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-9203332345463161068</id><published>2010-06-15T21:07:00.007+02:00</published><updated>2010-06-29T10:10:48.223+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: musica'/><title type='text'>Io ero là e lui forse non c'era</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBfoc_hTQQI/AAAAAAAAAOg/T6qyUYfjPHU/s1600/dylan+web.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483106656131956994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 280px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBfoc_hTQQI/AAAAAAAAAOg/T6qyUYfjPHU/s400/dylan+web.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Domenica 13 giugno alle 20.30 precise. Sul palcoscenico temporaneo, montato sul parquet del palasport &lt;em&gt;Hala Tivoli&lt;/em&gt; di Lubiana le luci si spengono. Una voce programmata fa un discorsetto retorico, elogiativo in inglese e poi conclude, sempre in inglese: "Signore e signori, ecco a voi Mister BOB DYLAN!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sì per anni ho rimandato questo appuntamento con Dylan. Avrei potuto vederlo anni orsono a Verona con Tom Petty, poi a Trento, ma mentre vedevo decine di altri concerti, quello con Dylan era un appuntamento continuamente posticipato. Non so perchè, ma le cose succedono e basta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Non sono mai stato uno sfegatato dylaniano, ma le sue canzoni, il suo mito mi hanno sempre affiancato, in alcuni periodi di più, in altri meno. Non ho un disco preferito, non ho una canzone migliore, ho solo il senso di una presenza continua, aleatoria, sfuggente, lontana. Alcuni mesi fa mi è capitato tra le mani il DVD del film a lui ispirato (."..le vicende di sei personaggi, ognuno dei quali rappresenta un aspetto diverso della vita e della musica di Bob Dylan...") e il titolo dato mi sembrava parlasse esattamente di questa condivisione per una distanza tra l'effige di un musicista, il suo mito e la realtà delle cose. Il titolo era "I'm not there" (tradotto "Io non sono qui", film di Todd Haynes del 2007). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Bob Dylan entra in scena. Io sono a pochi metri dal palco ed è già una cosa strana. Mentre la gente urla e applaude mi cade lo sguardo sull'uomo. Sono lì per il mito e vedo l'uomo: ha in testa un cappello tipo "panama" colore crema a coprire i ricci radi e grigi; indossa una specie di livrea nera con i bottoni e i polsini dorati; i pantaloni sono neri con una riga verticale per gamba anch'essa dorata; cammina a fatica dentro degli stivali a punta, a passi lenti ed insicuri. Mi ricorda il presentatore di uno spettacolo circense, mi viene in testa Buffalo Bill, la fine della sua carriera nei circhi. Non riesco a concentrarmi sulla musica, continuo a guardare l'uomo. E' un vecchio, ma per nemmeno un minuto, durante tutto il concerto non perderà il suo carisma: sento e percepisco l'aurea di un mito, percepisco la distanza. Alla fine mentre inizia &lt;em&gt;Don't Think Twice, It's All Right&lt;/em&gt; da "Freewheelin' Bob Dylan" in versione elettrica, riesco a uscire dai pensieri e ad ascoltare finalmente il concerto. Dylan starà poco alla chitarra e passerà gran parte della serata alla tastiera e all'armonica a bocca. La voce per quasi sei canzoni è un grugnito faticato, poi da una splendida versione di &lt;em&gt;Simple Twist Of Fate&lt;/em&gt; in poi riprende quella sua densità tipica. E' un crescendo fino ai bis. Il gruppo è costituito da due chitarre, una steel guitar, una bass guitar e una batteria. &lt;em&gt;Highway 61 Revisited&lt;/em&gt; ne esce benissimo e dopo un pò parte &lt;em&gt;Ballad Of A Thin Man&lt;/em&gt;. Nel risentirla capisco che forse è una delle canzoni che amo di più e lui la fa benissimo, si contorce sull'armonica, la canta con la sua voce da fumo e sinusite. Mentre la canta e suona Dylan ha gli occhi come fessure e sorride, sorride per gli applausi, sorride perché stare su di un palco a cantare è la sua vita. Il pubblico esplode. Poi &lt;em&gt;Like A Rolling Stone&lt;/em&gt; ed è storia. Quindi si finisce con una tiratissima &lt;em&gt;All Along The Watchtower&lt;/em&gt;. Poco meno di due ore, le luci si spengono, Dylan si muove al buio sul palco, i musicisti posano gli strumenti e si avvicinano, insieme si scambiano parole al buio, il pubblico grida, le sagome si mettono in fila lungo il palco, poi i fari si accendono per alcuni secondi. Dylan prende gli applausi, li assorbe. Le luci si spengono di nuovo e dopo alcuni secondi il suo mito "non è già più lì".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-9203332345463161068?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/9203332345463161068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/io-ero-la-e-lui-forse-non-cera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9203332345463161068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/9203332345463161068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/io-ero-la-e-lui-forse-non-cera.html' title='Io ero là e lui forse non c&apos;era'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBfoc_hTQQI/AAAAAAAAAOg/T6qyUYfjPHU/s72-c/dylan+web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-1636242190722466079</id><published>2010-06-12T09:31:00.005+02:00</published><updated>2010-06-12T11:06:16.728+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Panem et circenses</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBNLw4TxaTI/AAAAAAAAAOY/fzPRjwyTLgk/s1600/DSCF3584.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481808474561145138" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBNLw4TxaTI/AAAAAAAAAOY/fzPRjwyTLgk/s400/DSCF3584.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La scorsa settimana ho passato alcuni giorni a Roma. Era un pò di tempo che non vi tornavo e avevo voglia di rivedere alcune cose frequentate ormai molti anni addietro e farmi un'idea diretta di alcune architetture contemporanee non ancora visitate. Inoltre vi era una mostra su Edward Hopper, una su Caravaggio, una su De Chirico, ecc.. Di tutto e di più. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Bene. Si è girato, si è visto un sacco di cose, si è frequentato perlopiù la Roma minore, Trastevere con la sua caciarosità; si è cercato di visitare Villa Albani, privata e inaccessibile a quanto pare (la famiglia Torlonia non concede facilmente le visite), ma si è anche visitato il nuovo MAXXI, il Parco della Musica di Renzo Piano, l'Ara Pacis con la scatola "conservativa" di Richard Meier. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;I momenti forse più intensi e interessanti di questo viaggio di riposo, che come sempre è diventato un viaggio massacrante per la curiosa frenesia che ogni volta mi assale nel frequentare le grandi città, credo siano stati il rivedere l'&lt;em&gt;Estasi di Santa Teresa d'Avila&lt;/em&gt; del Bernini nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria (L.go Susanna), scoprire i disegni preparatori (maniacali e meravigliosi) di Hopper per i suoi quadri: disegni dove il pittore appuntava tutte le gradazioni cromatiche offerte dalla luce e ogni riflessione connaturata alla costruzione dell'immagine finale; la mostra di Gino De Dominicis al MAXXI (una scoperta il suo lavoro, specie per la sua irriverenza, che però nascondeva una maestria concettuale e pittorica notevole).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;C'era questa frase tra le tante che il curatore, Achille Bonito Oliva, ha voluto riportare alle pareti del percorso della mostra: "E' il pubblico che si espone all'arte e non viceversa". Credo che coincida con il leit motiv di questa permamenza romana. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il pubblico e l'arte. Il grande pubblico e l'arte. Non ho potuto visitare la mostra di Caravaggio per le file immense che si formavano davanti l'ingresso delle Scuderie del Quirinale (vedi foto). Non ho potuto rivedere Raffaello ai Musei Vaticani per la fila infinita che coronava lo svilupparsi delle mura vaticane prima dell'ingresso ai musei. Non ho potuto entrare nella Galleria Borghese, perchè, arrivato giovedì, avrei potuto accedervi solo il mercoledì successivo. In ogni luogo si vedeva tutto poco e male. Negli ultimi vent'anni è cambiata completamente la fruizione dell'arte. Un tempo si parlava dei fastidiosi turisti incolti, delle masse sprovvedute scaraventate ai musei, dei visitatori che assimilavano pariteticamente Michelangelo e una Carbonara, con lo stesso interesse. Oggi non credo sia più così. I turisti ci sono, le folle anche, più e molto più compatte di prima: ma non è gente portata lì per caso. Se ti metti in fila scopri le persone più inaspettate discutere di Caravaggio come di De Chirico, fare paragoni azzardati tra autori, discutere con le forme (non certo con i contenuti) dei critici. E' gente che cerca l'arte e la vuole, per presenzialismo più che per ricerca personale, ma la desidera. E per l'arte accetta ore sotto il sole, dolore ai piedi e quant'altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ormai ogni visita va programmata. Internet ha creato molte facilitazioni comunicative, ma un tempo alle mostre, nei luoghi ci dovevi andare di persona, telefonare, sbatterti prima di poter fare prenotazioni. Oggi la massa (colta ed incolta, democraticamente, ma "L'arte è democratica e richiede una fruizione democratica?") formalizza tutto con un click del mouse e chi arriva prima meglio alloggia, indipendentemente dall'interesse e dalla ricerca personale. E' il popolo dei media, di coloro che hanno comprato in edicola all'inizio degli anni Novanta gli allegati al Corriere della Sera con &lt;em&gt;L'Arte Moderna&lt;/em&gt; di Giulio Carlo Argan, magari solo perchè ci regalavano le litografie de &lt;em&gt;I girasoli&lt;/em&gt; di Van Gogh (è da qui che parte la fortuna degli Impressionisti in Italia da quella litografia lì, da quelle riproduzioni che trovi ancora oggi nei soggiorni delle case più disparate, come negli studi dentistici). E' il popolo che ha acquistato poi le collane d'arte senza fine promosse da la Repubblica e ancora dal Corriere, che ha guardato per mesi Sgarbi alla TV e che ora segue Philippe Daverio. E' un popolo "acculturato" a colpi di inserti nei quotidiani, a colpi di pagine culturali ne Il Sole 24 ore, a forza di speciali televisivi misti a spot, di cataloghi della Silvana Editoriale distribuiti in edicola. E' un popolo che poi magari, come senti se giri nei treni, colloca Parmigianino nel 1700, ma che ha investito, ha pagato tutti quegli allegati per costringersi ad una cultura e ora vuole esserci, vuole vedere, presenziare appunto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La gestrice di un B&amp;amp;B non lontano dal Vaticano, laica oltremodo, commentava alcuni giorni fa le domeniche dei fedeli in Piazza San Pietro, dicendo: "E' l'oppio dei popoli! Tutti a guardare in alto, ad ascoltare parole vuote! Ad inseguire speranze e disposti a passare ore in piedi, sotto il sole, per una parola che gli faccia credere di poter superare i momenti difficili solo sperandolo!" Mi sono sentito di ribattere che era storia vecchia, che era un discorso demagogico anche quello, che se a qualcuno andava bene così a me andava bene pure. La vita è di ciascuno la viva e credo ciò sia fondamento di libertà, se un atteggiamento viene vissuto in proprio senza voler condizionare gli altri (e qui la cosa si fa più ingarbugliata). Ma, ho detto, che se ci si guardava intorno, un pò oltre la piazza vaticana, c'erano modi più subdoli, meno privati per "obliare le menti". Uno di questi è l'arte in quanto oggetto mediatico di consumo. Nel senso che a colui che lavora tutta la settimana, fa i turni, torna a casa, segue i figli, lava, stira, oppure sta sul divano in cassa integrazione da un anno o più, oppure vive con 800 euro al mese, così che la vita sembra un pochino misera, oggi gli puoi togliere tutto, ma non puoi togliergli: 1) la televisione e 2) la possibilità di mettersi in fila per ore per vedere Caravaggio. Godere del circo mediatico dell'arte, che come in molti altri casi, arricchisce qualcuno (con i soldi), convincendo qualcun'altro di stare ad arricchirsi (con la cultura mediatica). E' un vendere aria, è non dire le cose come stanno, è un fare perfettamente in linea con questi tempi. Non è un caso che si risparmi sulla spesa girando per tredici supermercati di fila e comprando ogni volta al prezzo minore qualcosa e poi non si rinunci alla mostra d'arte (con le file, con gli scazzi che comporta), al concerto rock (a cinquanta, sessanta euro a biglietto + trasferta ecc.), ad un libro (di Bruno Vespa magari). Non è un caso che dalle profondità della "crisi" che ci attanaglia, si salvino solo le carovane dell'arte e dei concerti oltre al calderone (sempre più esteso e incontrollato) dell'editoria libraria. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Panem et circenses&lt;/em&gt; si diceva nell'antichità, lo diceva satiricamente Giovenale, credo. Solo che oggi sono restati i &lt;em&gt;Circenses&lt;/em&gt;, mentre il &lt;em&gt;Panem&lt;/em&gt; scarseggia. Ma tanto vale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-1636242190722466079?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/1636242190722466079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/panem-et-circenses.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1636242190722466079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/1636242190722466079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/06/panem-et-circenses.html' title='Panem et circenses'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TBNLw4TxaTI/AAAAAAAAAOY/fzPRjwyTLgk/s72-c/DSCF3584.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-108436976018466376</id><published>2010-05-30T14:45:00.004+02:00</published><updated>2010-05-30T15:03:24.921+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Crisi!!!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TAJhzx676aI/AAAAAAAAAOQ/f-mX4zV9eMM/s1600/DSCF2845.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477047639037700514" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TAJhzx676aI/AAAAAAAAAOQ/f-mX4zV9eMM/s400/DSCF2845.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Che dire?! In giro non si parla che di crisi, di come e quando usciremo dalla crisi. &lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Le voci attorno a questa nuova manovra fiscale sembrano alquanto preoccupanti. Scelta politica? Scelta inevitabile? Giusta? Ingiusta? Bho!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In questo frangente mi sovviene solo una simpatica frase dal recente film di Gianfrancesco Lazzotti, &lt;em&gt;Dalla vita in poi&lt;/em&gt;, che parla di crisi personali, di sofferenze personali vere. Bello? Brutto? Decidete voi! &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Comunque la frase è precisa e calzante: &lt;em&gt;"Se stai in un tunnel e non hai via di uscita, arredalo."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-108436976018466376?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/108436976018466376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/108436976018466376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/108436976018466376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/crisi.html' title='Crisi!!!!!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/TAJhzx676aI/AAAAAAAAAOQ/f-mX4zV9eMM/s72-c/DSCF2845.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3654105287634213068</id><published>2010-05-25T21:57:00.005+02:00</published><updated>2010-05-26T19:16:27.826+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>C'è bisogno di nuovo di colla</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Parto dal mio post precedente sul fumetto per fare un discorso più ampio. Tra le mie parole sul fumetto era facile scorgere una certa insofferenza. Essa non era rivolta verso il "fumetto" in sé, che mi pare un medium linguistico splendido, capace nella sua contemperazione tra esperienza artistica e testuale di offrire strumenti di lettura del presente e del passato di rara efficacia. Il ruolo del fumetto mi pare tanto più pregnante quando quel contemperamento si avvicina ad un equilibrio attento, sottile, non stucchevole tra figuratività e racconto. In questo senso rompere questi equilibri porta ad opere forse d'avanguardia, forse innovative diremo, pregievoli e importanti, ma non necessariamente utili al ruolo che il fumetto deve avere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi ricollego, nel senso che voglio dare a quanto dico, a quel pensiero di neoavanguardia che nel 1963 sorse a Palermo come esperienza letteraria di rottura verso un modo di raccontare e "romanzare" (ma diremo di fare cultura in genere) giudicato tradizionale e stantio. Era quel pensiero proprio del cosidetto &lt;em&gt;Gruppo 63&lt;/em&gt;, che al suo interno raccoglieva le figure di Alberto Arbasino, Umberto Eco,, Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti (scomparso in questi giorni), ma anche Achille Bonito Oliva, Sebastiano Vassalli e Angelo Guglielmi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Alcuni giorni fa (21 maggio) mi è capitato di sentire Angelo Guglielmi (intervistato da Serena Dandini su RAI 3) parlare di quell'esperienza. L'obiettivo, diceva Guglielmi, era la sperimentazione, l'assoluta libertà di contenuti e di trame, l'allontanamento dai modelli tipici delle forme linguistiche "tradizionali". L'obiettivo era in molti casi la disgregazione del testo. Non è un caso che RAI 3, sotto la direzione di Guglielmi abbia lasciato spazio ad una televisione d'avanguardia, cinica, coraggiosa e a volte oltraggiosa (&lt;em&gt;La TV delle ragazze&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Avanzi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Blob&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Cinico TV&lt;/em&gt; ecc., la "TV verità" di &lt;em&gt;Chi l'ha visto?&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Un giorno in pretura&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Quelli che il calcio&lt;/em&gt;, ecc.). &lt;em&gt;Blob&lt;/em&gt; è stato l'apice della poetica della disgregazione, portando ad un processo di trasformazione che oggi la TV ha raggiunto e purtroppo superato. Quello che ha detto l'altra sera Guglielmi è che oggi quelle trasmissioni funzionerebbero ancora, ma non andrebbero più bene; andrebbero rifatte delle trasmissioni non di rottura, ma viceversa pedagogiche, dove alla frammentazione del testo andrebbe preferita di nuovo la "trama", la "storia" resa dall'inizio alla fine: andrebbe restituito il senso del "racconto". E' un problema di indirizzo per il futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Io condivido tutto ciò. Questa del racconto è divenuta una mia esigenza personale. E' un'esigenza di dare priorità al ruolo del racconto indipendentemente da cosa ciò significhi linguisticamente: il racconto narrativo, il racconto per immagini (arte, cinema, fotografia), il racconto a fumetti (fumetto nel senso di arte sequenziale strutturata e non solo successione di immagini didascaliche), ecc..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Se rileggo oggi il mio programma culturale, che già tempo fa avevo annunciato come di reazione alla cosidetta "dittatura dell'assenza" (assenza di desiderio di mettersi in gioco, di accettazione degli stimoli per superarli: assenza del desiderio di rimanere coinvolti nelle cose), credo vada rivolto alla riscoperta del "racconto", della narrazione e credo anch'io sia questo un programma con finalità pedagogiche di indirizzo per il futuro. Credo anche sia un'esigenza che molti non sanno di avere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3654105287634213068?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3654105287634213068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/ce-bisogno-di-nuovo-di-colla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3654105287634213068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3654105287634213068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/ce-bisogno-di-nuovo-di-colla.html' title='C&apos;è bisogno di nuovo di colla'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5740746777668021092</id><published>2010-05-23T14:55:00.013+02:00</published><updated>2010-05-26T19:24:43.290+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: fumetti'/><title type='text'>Uno sguardo sul fumetto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_k9DvOGyzI/AAAAAAAAAOI/rBH5TWwhAno/s1600/DSCF3178.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474473956470082354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_k9DvOGyzI/AAAAAAAAAOI/rBH5TWwhAno/s400/DSCF3178.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi si è più volte rimproverato di non dedicarmi a sufficienza in questo spazio on-line a quella che è una delle mie passioni principali: il fumetto. E' vero. Guardando i post precedenti mi sono reso conto che non parlo di fumetto in maniera esplicita da molto. La realtà è che non ho molto da dire. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Quando con ARTeFUMETTO ci eravamo messi ad organizzare delle cose legate all'arte sequenziale, appariva evidente come il fumetto passasse ai margini della cultura italiana (in Francia o Belgio era ed è sicuramente un'altra cosa), sia da un punto di vista pratico, sia mediatico. Dal 2002 ad oggi sono cambiate molte cose. Di fumetto si parla ovunque: il cinema ne ha abusato (almeno di certo fumetto, specie supereroistico), le case editrici di genere e i quotidiani ne hanno consacrato l'importanza almeno sul piano mediatico (vedi gli allegati continui, le serie, gli articoli anche impropri nelle pagine culturali). Pariteticamente anche il mercato dell'arte si è accorto che il fumetto (gli originali a fumetto, ma anche certi albi storici) possono risultare fonte inaspettata di guadagno facile. Diciamo che il ruolo promozionale che l'associazione da me fondata nel 2002 aveva all'inizio è venuto con il tempo in parte meno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Vanno messi però alcuni puntini sulle "&lt;em&gt;i"&lt;/em&gt;. La prima considerazione è senza dubbio che le case editrici, ecc. hanno strumentalizzato non poco il fumetto, a fini prettamente commerciali. Ecco che la diffusione è correlata ormai esclusivamente all'utile (che strano, vero?). Poi. Andando in giro per le fiere di settore mi pare che a fronte di molti appassionati veri, esistano molti "malati" di genere (lo dico con affetto nei loro confronti). Ecco che le fiere sono quindi l'occasione non per ritrovarsi e fare cultura, ma vere sedute terapeutiche di massa, nel tentativo da un lato di sopperire a qualche carenza personale, dall'altro occasioni per superare le noie del tempo che passa (...non più giovani siamo). Inoltre, le case editrici di genere, che di "fumetto" vivono, tendono ad osare ben poco, perlopiù ristampando, girando il mestolo nello stesso calderone, limitando i danni più che cercando nuovi spazi. Ci sono anche editori bravi, spesso però un pò troppo ottimisti nel dare spazio ad autori a volte non ancora maturi, volendone verificarne la presa sul pubblico o volendo semplicemente determinare una continuità alle loro collane. Risultato: i librai di genere (i titolari delle fumetterie) alla seconda uscita non sono più disposti a puntare su autori anche bravini, ma che determinano magazzini e invenduti. Fine di una carriera. Sul piano della ricerca vale quindi ormai la politica "meglio tanto e di continuo" che "poco e ben fatto": ovvero meglio pubblicare una barca di titoli, a prezzi di vendita anche impegnativi, per produrre un utile che si dilata su un territorio vasto, invece che puntare su autori nuovi facendoli crescere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Altro aspetto è la stampa di settore, i gruppi di settore: sono tutti circoli chiusi fatti da gruppi di autori che sono anche gruppi di "ascolto", circoli privati, nei quali l'autore "nuovo" entra a fatica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E poi spendiamo anche due parole sugli autori "nuovi" o "usurati" dalla frustrazione di essere dopo anni ancora considerati "nuovi". Se vai in giro, alle fiere, alle mostre, è veramente un continuo cercarsi: uno scrive un fumettino, gli amici gli dicono bravo, al che l'idea sembra buona e quindi questo fumettino trova un seguito, lo fai vedere alle case editrici, ai responsabili di queste, che ti dicono fai questo e fai quello, ma una richiesta di cambiamento appare ingiusta, e "sono loro che non capiscono", ecc., e così ci si crede ancora più forte, anche se la prima prova era una cosa piena di errori editoriali e tecnici, e si fanno le spillette, le magliette, le litografie e i pupazzetti (che veniamo tutti da quel mondo lì, quello degli anni '80) e almeno il garget va bene, ecc.. E' questa la fine, vera del fumetto. Quello della crescita lenta, dell'apprendistato per due lire negli studi, presso i maestri, del lavoro faticoso (oddio che parola ingrata!), delle pagine che si buttano via anche se ci hai perso la vista, solo perchè fanno pena a guardarsi. Tutti invece attorno ad un tavolo a dirsi: "Bella questa! Che figo! Che bravo! Sei un grande!" E via così verso un futuro da metalmeccanico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Infine, le mostre e gli incontri. Le mostre di fumetto sembrano a molti inutili; che senso ha far vedere tavole originali, tanto oggi si va a tavoletta grafica, che l'originale non c'è più, ecc. E quindi non sai nemmeno bene cosa allestire: forse un dipinto, una trovata, non la tavola sporca di china e colore. Gli eventi, gli incontri diventano poi le sedi del già sentito: che bravi che siamo, stiamo pubblicando il meglio, abbiamo qui l'autore più grande. ECC. ECC.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;A me il fumetto piace. Diciamo che sono un pò stufo di alcune case editrici, sicuramente stufo dei gestori delle fumetterie (vecchi "nerd", accompagnati da giovani "nerd"). Diciamo che le fiere mi stanno deludendo e gli eventi correlati pure. Diciamo che le mostre perlopiù mi sembrano mal fatte, poco attente al "racconto" (oppure all' originale a fumetti visto come opera d'arte) e troppo attente invece a ricondurre il fumetto al baraccone dell'arte contemporanea. Diciamo che nelle case editrici vedo troppo immobilismo, anche in quelle che sembrano muoversi un sacco (le &lt;em&gt;major&lt;/em&gt; specialmente). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Va detto inoltre che i ruoli territoriali sono importanti e certi campanilismi dominano inevitabilmente. Diciamo infine che la parola &lt;em&gt;graphic novel&lt;/em&gt; mi sta parecchio sulle scatole e che le tirature patinate che pretendono sempre di trasformare oggetti di consumo in opere librarie sono stucchevoli: è come rifarsi le labbra, come rifarsi il seno; la carta opaca che invecchia, che prende l'odore è autentica, è onesta nella sua povertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ne penso molte altre di cose così, ma alfine rischio di apparire un vecchio astioso e contrariato, mentre a tutto questo mondo, con le sue bassezze, non riesco ancora a rinunciare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;A chi mi chiede cosa leggo ora, rispondo con dieci titoli o poco più (in ordine sparso e non di preferenza), che leggendo mi sono piaciuti, alcuni nuovi, alcuni riscoperti dopo aver visto le tavole originali a qualche mostra, dopo averci lasciato gli occhi su quelle tavole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Ecco qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Il gusto del cloro&lt;/em&gt;, di Bastien Vivés;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;- &lt;em&gt;Dans mes yeux&lt;/em&gt;, di Bastien Vivés (solo in Francia, ma uscirà credo anche in Italia)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Superspy&lt;/em&gt;, di Matt Kindt (gli originali visti a Lucca nel novembre 2009 erano favolosi);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Vitesse Moderne&lt;/em&gt;, di Blutch (solo in Francia, e di lui anche &lt;em&gt;Mitchum&lt;/em&gt;, raccolta di lavori di cui alcuni usciti anche in Italia: il suo segno mi travolge);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Il fotografo&lt;/em&gt;, di Guibert, Lefèvre, Lemercier (ristampato da Coconino in un bel libro. Guibert, conosciuto a Bologna a marzo 2010 è un disegnatore enorme, così tanto che le tavole nel volume non gli rendono merito);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Il grande male&lt;/em&gt;, di David B (autore un pò troppo intellettuale per i miei gusti, ma che la mostra al BilBolBul 2010 mi ha fatto rivalutare per l'immensa ricerca linguistica tradotta nelle tavole);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Macanudo&lt;/em&gt;, di Liniers (sono strisce ironiche, amare, sospese, innovative: magnifico ed enorme);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;La signorina Else&lt;/em&gt;, di Manuele Fior (una trasposizione da Arthur Schnitzler, precisa e graficamente ricercata);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;La porta di Sion&lt;/em&gt;, Walter Chendi (buon fumetto d'autore, disegno raffinato e racconto preciso);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Jimmy Corrigan. il ragazzo più in gamba sulla terra&lt;/em&gt;, di Chris Ware (intellettuale oltremodo, ma preciso, un macchina oliata, resa con una grafia "a levare");&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Criminal&lt;/em&gt;, di Ed Brubaker e Sam Phillips (quattro volumi usciti in Italia, dove specie il primo, il terzo e il quarto sono piccoli capolavori narrativi e disegnati: vero fumetto contemporaneo);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Perchè ho ucciso Pierre?&lt;/em&gt;, di Olivier Ka e Alfred (autobiografia per una vicenda personale controversa);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;RG&lt;/em&gt;, di Pierre Dragon e Frederik Peeters (Peeters è un grande del fumetto, la storia e i disegni sono meravigliosi, infatti Rizzoli ha scelto di non far uscire la seconda parte);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Atomic Robot&lt;/em&gt;, di Brian Clevinger e Scott Wegener (fumetto puro, azione, ma anche invenzione);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Caravan&lt;/em&gt;, di Michele Medda e vari (tentativo di reinventare il fumetto in casa Bonelli, un pò troppo "pace e bene", un finale strambo, capibile, perchè giudicato, credo, anche dall'autore come secondario all'interezza dei 12 albi che compongono la serie, un fumetto meritevole);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;- &lt;em&gt;Pluto&lt;/em&gt;, di Naoki Urasawa (dopo il capolavoro &lt;em&gt;Monster&lt;/em&gt;, ancora un gran bel "manga").&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;(nella foto David B, Emmanuel Guibert, Leila Marzocchi e Igort a Bologna, marzo 2010)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5740746777668021092?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5740746777668021092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/uno-sguardo-sul-fumetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5740746777668021092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5740746777668021092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/uno-sguardo-sul-fumetto.html' title='Uno sguardo sul fumetto'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_k9DvOGyzI/AAAAAAAAAOI/rBH5TWwhAno/s72-c/DSCF3178.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-361561190072811916</id><published>2010-05-21T23:16:00.005+02:00</published><updated>2010-05-24T18:38:06.230+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.3</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_b6AFC1WnI/AAAAAAAAAOA/pmJI0CVEgt0/s1600/senigallia+2004.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473837276376423026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_b6AFC1WnI/AAAAAAAAAOA/pmJI0CVEgt0/s400/senigallia+2004.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Una foto scattata a Senigallia nel 2004. Dopo una tempesta di sabbia d'agosto, prima di una serata al Summer Jamboree. C'era tutto questo cielo, con tutti questi colori, e io pedalavo a fatica, con le ruote sgonfie e i cerchioni battuti della bici, che un'albergatrice pazza mi aveva prestato. Pedalavo con il vento contro, assieme a degli amici... sembrava non servisse nient'altro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-361561190072811916?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/361561190072811916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/piccole-scatole-emozionali-n3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/361561190072811916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/361561190072811916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/piccole-scatole-emozionali-n3.html' title='Piccole scatole emozionali n.3'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S_b6AFC1WnI/AAAAAAAAAOA/pmJI0CVEgt0/s72-c/senigallia+2004.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-747071287290221227</id><published>2010-05-14T23:38:00.008+02:00</published><updated>2010-05-20T19:23:40.347+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incontri'/><title type='text'>Mi leggo mentre scrivo per capire cosa penso!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Domenica 9 maggio, ho assistito a Udine, negli spazi della Chiesa di San Francesco, nel corso della sesta edizione di vicino/lontano, manifestazione correlata al Premio letterario internazionale intitolato allo scomparso Tiziano Terzani al confronto/dialogo tra i due padri storici del “pensiero debole”, Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti. Proprio in questi mesi Feltrinelli ha ristampato nell’Universale Economica (Saggi) il testo dal titolo &lt;em&gt;Il pensiero debole&lt;/em&gt;, curato nel 1983 dai due filosofi e che allora ha sintetizzato quel pensiero (vi scriveva anche Eco, Dal Lago, Ferraris, Amoroso, Marconi, Comolli, Costa e Crespi).&lt;br /&gt;Dell incontro vorrei dare qui di seguito un sintetico resoconto, parafrasando per quanto mi sia dato ricordare alcuni dei passaggi a me risultati più interessanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;Nella foto Vattimo a destra e Rovatti a sinistra con il Direttore de &lt;em&gt;Il Piccolo&lt;/em&gt; Paolo Possamai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471244485673787858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-3D3y_modI/AAAAAAAAANo/3Ww3CyQTcho/s400/PICT6076.JPG" border="0" /&gt;Mentre parlano Rovatti non rinuncia al suo ruolo di filosofo militante, mentre Vattimo a quello di socio-politologo.&lt;br /&gt;Vattimo sostiene che “il pensiero debole” ha due filiazioni: un percorso rivolto all’idea della ricerca del vero ai margini, o meglio uno sguardo rivolto ai fenomeni a latere; un secondo invece polemico alla metafisica, che promuove un “indebolimento” del pensiero quale unica strada possibile. Quest’ultimo è un pensiero che non rinuncia a coltivare una teoria della storia, implicando una marcia emancipativa lunga e impegnativa rispetto alcuni dei principi ideologicamente definiti dalla storia. Smentire una verità assoluta implica inevitabilmente la coabitazione con la storia: non è smentita dei “metaracconti” (i grandi racconti), ma la loro verifica di fattibilità. Vattimo sottolinea: “Unico modo per liberarsi dall’idea che un mondo è blu è lo schiarimento dell’”azzurrità””.&lt;br /&gt;Rovatti aggiunge che il percorso è rivolto all’inseguimento del disfarsi degli assoluti nei minimi della quotidianità, senza dover per forza picchiare sulla testa dei metafisici.&lt;br /&gt;Rovatti ha pubblicato di recente un testo dal titolo “Etica minima”, intesa come etica priva di grandi proponimenti, ma contemporaneamente sostenuta da un impegno civile. Vattimo suggerisce la verifica dell’attendibilità di quel programma anche come “minimalismo etico”.&lt;br /&gt;Rovatti suggerisce che “il pensiero debole” dopo quasi 30 anni dal suo pronunciamento è divenuto un marchio, un “brend”, che nella critica alla “violenza della metafisica” ha sviluppato nel tempo in forma sempre più chiara un carattere emancipativo lungo e difficile (come accennava già Vattimo), che è dipeso dall’ostruzionismo degli ideologi che ne hanno intuito anche un progetto politico. Questo progetto sta nella trasformazione di un lavoro filosofico in “esercizio filosofico”. La “critica delle armi” è lavoro di smontaggio del consenso alle stesse, operato sostanzialmente tramite un contemporaneo smontaggio (l’indebolimento appunto, la messa in discussione, il dubbio) delle “armi della critica”. La militanza filosofica è un lavoro di disarmo della verità nella ricerca di una verità dentro la verità stessa.&lt;br /&gt;Rovatti sostiene quindi che “etica minima” non è attenzione al “margine”, al “dettaglio”, ma “verifica" del “limite”, presa di coscienza di quest’ultimo: del limite oltre cui non possiamo spingerci per evitare un disfacimento della soggettività (che non è individualismo assoluto) e della “rassicurazione del diritto”. Vattimo e Rovatti stesso precisano che spesso il limite coincide con il “pudore” e con la “legittimità”. La perdita di legittimità nasce spesso dalla paura intesa come “perdita” (di uno stato o ordine costituito, di una condizione raggiunta). Nel caso odierno nasce dalla perdita della fiducia nel mercato, in quello cioè che costituiva il vero padre garante della contemporaneità. Rovatti, per spiegare la difficoltà nell’adottare un “etica minima”, ricorda Heidegger, il suo richiamo alla “mancanza di emergenza”, che in realtà è assuefazione e disorientamento correlato ad eventi continui e insistiti. E’ “psicopolitica”, ovvero intreccio tra scenario politico e altalena emotiva. E’ politica degli annunci. Il ruolo dela televisione in tal senso è determinante. “Etica minima” è esperienza psichiatrica. E’ un lavoro su se stessi, sulla comprensione della nostra esistenza rispetto il resto, del nostro collocarci rispetto il limite/pudore. E’ scoperta delle parti di noi che sono restate omologate nella “faccenda”: è “impegno critico individuale di giudizio su noi stessi”.&lt;br /&gt;Vattimo cita Walter Benjamin, allorché suggeriva che “i costruttori della rivoluzione sono mossi più dall’immagine dell’uomo nuovo che dalle sofferenze che ci stanno dietro”. La speranza sta nell’indignazione e implica, quale obiettivo, la trasformazione dell’educazione del sistema sociale. E’ pratica che banalmente può essere condotta nel “rispetto degli altri”, anche attraverso processi di “desocializzazione” intesa (credo di aver capito) come “de-omologazione”. E’ nascita del dubbio posto nella domanda: “Se sono utopico-trasformista, accetto i compromessi?” E’ progetto individuale e contestualmente sociale. Rovatti ricorda: la resistenza della comunità sta anche nell’individuo, nella ricerca, nella speranza di ciascuno verso l’”incomprimibilità” della propria soggettività sotto una certa soglia.&lt;br /&gt;Il compito dell’intellettuale è filosoficamente la militanza nel lavoro di critica e nella prassi “la discorsività della parola scritta”. Non basta l’idea in sé, bisogna comunicarla: da cui il ruolo trainante della scrittura giornalistica, prima ancora di quella saggistica.&lt;br /&gt;Il fine è il contenimento, se non l’abbattimento, di quel “muro gelatinoso” che copre ormai ogni cosa e ci fa credere liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Pensiero debole” e la sua coerenza con “Etica minima” interpretati come progetto politico. E’ una riflessione importante, che mi impone quindi una riflessione di “appartenenza”. Ovviamente, come ha suggerito più volte Vattimo stesso durante l’incontro a Udine, dimostrando continuità tra pensiero e parole: “Mi sto ascoltando mentre parlo, per capire cosa penso!” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-747071287290221227?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/747071287290221227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/mi-leggo-mentre-scrivo-per-capire-cosa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/747071287290221227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/747071287290221227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/mi-leggo-mentre-scrivo-per-capire-cosa.html' title='Mi leggo mentre scrivo per capire cosa penso!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-3D3y_modI/AAAAAAAAANo/3Ww3CyQTcho/s72-c/PICT6076.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2888402312113702292</id><published>2010-05-08T12:47:00.005+02:00</published><updated>2010-05-14T23:47:45.150+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>A Livio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-3E6Y2U19I/AAAAAAAAANw/lwKOvJIfsJw/s1600/livio+schiozzi.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 274px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471245629706786770" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-3E6Y2U19I/AAAAAAAAANw/lwKOvJIfsJw/s320/livio+schiozzi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il giorno 29 aprile è morto a 67 anni Livio Schiozzi, trestino, insegnante (all'Istituto d'Arte a Trieste dal 1969 al 2001), artista, pittore e scultore, curatore. Schiozzi aveva frequentato negli anni '60 l'ambiente della galleria La Cavana e Il Centro Arte Viva di Trieste, allora animati dalle figure di Enzo Cogno e Miela Reina, ma contemporaneamente il mondo delle gallerie di Milano. Amava l'architettura, specie l'architettura intesa come attività linguistica, progettuale, connessa al disegno, alle forme. La sua era una visione dell'arte in forma architettonica nella maniera in cui anche il luogo pittorico o scultoreo veniva concepito quale spazio architettonico, calato in una distanza e rappresentatività del tutto classica, fatta di sospensioni, di presenze che sono anche essenze (nel senso di assenza del superfluo). L'arte (anche la sua), che sfociava nell'architettura (nel senso di spazio architettonico) e viceversa (quale luogo mentale e in parte utopistico). Amava le composizioni di Giorgio Morandi, di Fausto Melotti, amava Etienne-Louis Boullée.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Per ricordare Schiozzi voglio dedicargli un passo da &lt;em&gt;Architettura. Saggio sull'arte&lt;/em&gt; di Boullée: &lt;em&gt;"(...) allora se si riesce a svelare l'esistenza e l'origine dei principi sui quali è fondata l'arte dell'architettura, si può concludere, io credo, senza mostrarsi per quanto imprudenti, che tali principi sono tuttora ignoti o, perlomeno, non sono stati sviluppati da coloro che hanno avuto l'opportunità di conoscerli."&lt;/em&gt; Livio Schiozzi ha condotto la sua ricerca nel tentativo di sondare quei principi. E' stata la sua "piccola missione". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Per quanto mi riguarda ho avuto occasione di conoscerlo una volta sola, durante un episodio della mia attività culturale con ARTeFUMETTO. Di quell'episodio ricordo una macchina troppo piccola e dei quadri, non suoi, troppo grandi. La sua perplessità nel prestarli, specie alla vista della macchina troppo piccola. Ricordo una stretta di mano finale di co-responsabilità reciproca verso quell'arte che portavamo via, mentre il portellone calava e il bagagliaio si rivelava non stretto, non grande, ma giusto. Ad una rinnovata e mai venuta meno responsabilità verso il ricordo di quell'arte si sente legata in questo frangente la mia memoria, che ricorda l'impegno, la coerenza e quell'espressione stampata in volto: un misto di perplessità e malinconia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2888402312113702292?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2888402312113702292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/livio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2888402312113702292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2888402312113702292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/livio.html' title='A Livio'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-3E6Y2U19I/AAAAAAAAANw/lwKOvJIfsJw/s72-c/livio+schiozzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-979432052831589998</id><published>2010-05-04T16:55:00.004+02:00</published><updated>2010-05-04T17:00:54.334+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.2</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-A1zfHJfLI/AAAAAAAAANY/slqhkHQ2ikI/s1600/fellegara29s2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467429106268863666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-A1zfHJfLI/AAAAAAAAANY/slqhkHQ2ikI/s400/fellegara29s2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt; Quando ero "giovine"! Zamboni e Ferretti. Una finestra aperta su tutto ciò che non ero capace di essere e non sarei mai stato... la foto era in cassetto, ma non l'ho scattata io.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-979432052831589998?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/979432052831589998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/piccole-scatole-emozionali-n2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/979432052831589998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/979432052831589998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/piccole-scatole-emozionali-n2.html' title='Piccole scatole emozionali n.2'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S-A1zfHJfLI/AAAAAAAAANY/slqhkHQ2ikI/s72-c/fellegara29s2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6645329707550630291</id><published>2010-05-03T19:08:00.004+02:00</published><updated>2010-05-04T16:48:48.995+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Il rimpianto dei veri ricchi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467107823239960738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S98RmWj6GKI/AAAAAAAAANQ/udz_gU-T-LA/s400/PICT2911.JPG" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sembra nel sentire le voci che ci sopraggiungono da tutte le fonti informative (mi veniva da scrivere "accreditate", nel senso della qualità, non dell'aver avuto un pass gratis, ma avrei ridotto il campo pressoché al nulla), che si sia scatenata nella coscienza sociale (coscienza?) una nuova guerra tra ricchi e poveri. E' triste, ma puntualmente succedere. Va a periodi. Oggi sta tornando di moda. Quello su cui mi va di riflettere é invece sul significato di ricchezza. No, non parto con le solite cazzate, del tipo che "uno è ricco se è ricco dentro, ecc.." parlo proprio di soldi, di beni veniali, di materia fisica, di cose. Per me la ricchezza è quella lì. L'altra invece è etica personale e o si la impara, o viene insegnata da qualcuno di audace o uno c'è l'ha nel sangue. Punto e fine, altro modo e forma non c'è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Invece parlando del "solido", è singolare come sia cambiato proprio il senso dell'essere ricchi. Oggi secondo me i ricchi veri sono veramente pochi. I ricchi nel passato erano quelli che pagavano Piero della Francesca, perchè gli facessero un ritratto personale. Il divertente Philippe Daverio (sacerdote dell'arte varia e in particolare, come tutti, di quella che paga, anche qui nel senso pratico della cosa intendo) suggeriva una volta ad una conferenza, che l'arte vera è venuta meno, quella che rappresentava una classe sociale, che parla il linguaggio delle contesse, poi andate in rovina, oppure dei toreri famosi a loro volta decaduti. Io credo che questo concetto sia importante. Il ricco era un tempo quello con il palazzo più bello, con il quadro più significativo nella stanza da giorno, con il giardino fiorito. Oggi il ricco chi è? E' quello con l'automobile più alta (non più grande, più alta) o con il cellulare più incasinato, o con la foto alla sfilata dello stilista più strambo. Il ricco è un omologato servo del suo tempo, non è colui che spende per cambiarlo. E' un discorso su quanto mi manchino i veri ricchi, quelli con la faccia severa e il portafoglio sagace e non quelli con la faccia da pirla e i soldi in un caveau all'estero. La ricchezza è sana ostentazione, capacità di guardare a domani mattina, anche dimenticandosi di pensare a cosa sarà da qui a fine settimana. La ricchezza di oggi è accumulazione impalpabile, incapacità di un mecenatismo di contenuti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' in particolare un discorso sull'arte quello che volevo fare. Mi torna in testa molta arte contemporanea, l'inutile spesa di ricchezza che vi è dietro, anche pubblica intendo. Di marketing, di tentativi subliminali, per trasformare l'inutile in utile, il medio in eccelso e così via. Raschiando infine il fondo, trasformando un pubblico intelligente in disinteressati costretti. E' un male per tutti, per tutte le arti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Da architetto me ne accorgo andando in giro, frequentando l'arte e il suo mondo, ai margini, da visitatore. Ma anche con questo ruolo secondario, se sai guardare le cose riesci a vederle. Riesci a capire che quanto esponi in una galleria non conta più nulla. Conta chi esponi, ma questo forse valeva alcuni anni fa: oggi conta ancora di più il luogo stesso dove esponi. Conta chi ha messo i soldi e spesso chi lo fa non è la persona giusta. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ti insegnavano non molto tempo fa, ad Architettura, che il bravo museo è quello che si fa piccolo dinanzi alle cose da esporre, che sparisce per lasciar guardare. Oggi conta la scatola, ed ecco che prima di tutto conta comunicare, arrivare diretti al pubblico per la via principale, quella che va da lui espositore (ma diciamo "commerciante") a me lettore degli allegati ai quotidiani del sabato, delle riviste femminili, delle pagine culturali nei giornali di economia, oppure spettatore degli angoli culturali dei telegiornali di prima serata. Ecco che i musei in quanto istituzioni si danno un nome che "spacchi", in senso comunicativo: MART, MAMBO, MADRE, GAM, GNAM e vai e vai. E poi c'è il logo, la borsa di tela con il simbolo e così via. Mi è capitato più volte di entrare in un museo e confrontarmi con gente che non sapeva minimamente per vedere che cosa fosse lì, mentre cercava un gadget del luogo. Molti entrano al bookshop per uscirne senza essere passati dalla biglietteria del museo. L'arte è ancor oggi quella nascosta dalle ville signorili di qualche collezionista o semplicemente di qualche investitore ben consigliato (forse Daverio stesso si sarà fatto garante per qualcuno). Peccato che un tempo i grandi quadri stavano in grandi cornici, su grandi pareti con ricche tapezzerie, vicino a bei arazzi, e a mobili intagliati, con parquet intarsiati e soffitti a stucco. Oggi un Fontana, un Burri, un De Chirico sta lì, su pareti bianche, che van di moda, mobili in rovere sbiancato che son di moda, forse anche il comodino IKEA, che fa "popular", e quindi piace. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi fanno pena nel ricordo quelle contesse andate in rovina, perchè allora la vita andava vissuta fino in fondo; ancor più quei toreri decaduti che avrebbero preferito essere infine incornati dal toro nell'arena, che vedere un quadro di Picasso accanto ad un sofà della collezione Divani &amp;amp; Divani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Che dire quindi: che tristezza questi ricchi così diversi da un tempo e beati i poveri, che invece non cambiano mai!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:78%;"&gt;(nella foto Daverio, a Trieste, fa "comunicazione" tra il suo pubblico)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6645329707550630291?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6645329707550630291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/il-rimpianto-dei-veri-ricchi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6645329707550630291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6645329707550630291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/05/il-rimpianto-dei-veri-ricchi.html' title='Il rimpianto dei veri ricchi'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S98RmWj6GKI/AAAAAAAAANQ/udz_gU-T-LA/s72-c/PICT2911.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4955190674529623312</id><published>2010-04-22T21:49:00.007+02:00</published><updated>2010-05-26T19:30:21.493+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Bastaaaaaa!!!!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S9Cyi6JxBLI/AAAAAAAAANI/AeugCpn0uYw/s1600/DSCF3193.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463062660795925682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S9Cyi6JxBLI/AAAAAAAAANI/AeugCpn0uYw/s400/DSCF3193.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi sono astenuto sinora dal parlare di politica, o meglio di "partitica". Vorrei continuare a farlo, ma è difficile. I mezzi di comunicazione mi bombardano, continuamente, con tutti i fatti e misfatti che interessano e coinvolgono i nostri politici, o imprenditori, o cittadini, ecc.. Tutto il giorno e tutti i giorni parole su parole, parole su parole, che ci rendono più stupidi. Non voglio l'omertà, non sono contro il diritto di informazione, ma questo chiasso, ci sovrasta, ci distoglie dalle cose. Un tempo non sapevi niente delle cose, tutto avveniva, ma tu non lo sapevi e ti pareva fosse un male, e lo era, probabilmente. Oggi è il contrario, ma è uguale. Si è trasformato il niente con il tutto e la marea sembra uguale. Io non ne posso più di sapere, di essere continuamente messo al corrente, perché mi deprime. Non mi esalto a vedere screditare le persone che dovrei stimare, votare, che sono le stesse che decidono, malgrado il nostro voyerismo (sempre soddisfatto), del nostro futuro. Vorrei che tutte queste persone fossero onestissime, inattaccabili, preferirei non dovermi stupire di nulla. Vorrei insomma si tacesse, mi si nascondessero le cose. Perché risulta evidente che se io le conosco, le cose non vanno meglio. Io credo, invece, che ognuno di noi dovrebbe concentrarsi un pò di più su di sé. Ognuno potrebbe trovare una piccola onestà privata, che possa diventare infine contagiosa. Basta, quindi, vi prego. Basta! Fate tutti silenzio. E lavorate. Se lo fate bene e a fin di bene, meglio!&lt;/span&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(una foto di Didier Lefèvre in Affghanistan)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4955190674529623312?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4955190674529623312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/bastaaaaaa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4955190674529623312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4955190674529623312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/bastaaaaaa.html' title='Bastaaaaaa!!!!'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S9Cyi6JxBLI/AAAAAAAAANI/AeugCpn0uYw/s72-c/DSCF3193.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-5385341992173922523</id><published>2010-04-16T21:37:00.004+02:00</published><updated>2010-04-16T22:35:46.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Di una volta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S8jJeZa50pI/AAAAAAAAANA/8dwqhDFNCas/s1600/madonna+2007.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460836072243712658" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S8jJeZa50pI/AAAAAAAAANA/8dwqhDFNCas/s400/madonna+2007.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' strano perchè sento spesso parlare del dovere delle persone anziane di far spazio ai giovani. Che la gioventù è risorsa, che il futuro è dei giovani. Oddio lo è (il futuro) di certo da un punto di vista fisico, avrei molto da dire sul fatto lo sia anche su di un piano intellettuale. Mi guardo intorno, apro le riviste, vado al bar, ascolto le nuove generazioni e non trovo, come molti asseriscono, ragazzi vuoti, privi di interessi e via via a scorrere tutti i luoghi comuni. Non trovo mai stupidità. Trovo invece gente iperattiva, con mondi amplissimi, ragazzi che parlano di politica, di cultura, che parlano di progetti, che parlano di "si deve fare questo", "si deve fare quest'altro". Ecco...parlano...un sacco! Ma poi? Ma poi niente. Dal dire al fare (dal proposito, allo stancarsi per metterlo in opera) c'è una marea intera. Un sacco di progetti, di pippe mentali continue su questo e su quello. O non esageriamo, ci stanno anche figure imprenditorialemnte sane: ragazzi e ragazze che promuovono questo e smuovono quest'altro, ma poi vai a vedere nel sodo e vedi che è tutta una gran menata. Non stracapitemi, non parlo di soldi, quelli in parte sono anche bravi a farli, molti di loro sono dentro alle cose di oggi (tecnologie e vari) molto di più di quanto io potessi mai esserlo e di quanto io mi fossi mai proposto di esserlo alla loro età, ma quello di cui parlo non è il vile denaro, non è tantomeno il potere. Parlo di coerenza, di affrancamento dalle cazzate, dalle fighetterie e da quel continuo preoccuparsi del fuori e invece pochino del dentro. Certo, è anche un problema di sintonia con il proprio tempo e questo tempo è un tempo di povertà assoluta, di domande continue e di scarsa capacità di risposte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nel 1969, Grazia Nidasio (un'autrice che adoro per le sue opere a fumetti e per le sue vignette e illustrazioni e per la forza con cui porta avanti dei discorsi fuori tempo e al contempo perfettamente nel "proprio tempo") creò &lt;em&gt;Valentina Mela Verde&lt;/em&gt;, un personaggio magnifico, generazionale, che nel parlare dei giovani e ai giovani, seppe proporre un linguaggio e a modo suo dare delle risposte a delle domande che i giovani di allora si ponevano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sul numero della rivista &lt;em&gt;XL&lt;/em&gt; in edicola (aprile 2010), la Nidasio intervistata da Luca Raffaelli parlando dei tempi di oggi dice ricodando il suo lavoro sul Corriere dei Piccoli: ...(oggi) &lt;em&gt;la realtà&lt;/em&gt; (è) &lt;em&gt;troppo sfaccettata in un continuo divenire quasi inafferrabile. Questa frantumazione stimola rapidità e intuizioni mentali, ma lascia poco tempo per riflettere e questo spiega in parte certe difficoltà dei ragazzi (&lt;/em&gt;...),&lt;em&gt; questa sorta di "adattamento sospeso&lt;/em&gt;". Raffaelli domanda: "&lt;em&gt;Quanto sono cambiate le Valentine, oggi?&lt;/em&gt;" E la Nidasio risponde: "&lt;em&gt;Le domande sarebbero certamente diverse ma anche loro avrebbero bisogno di risposte&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Sì forse è tutto un problema di domande mal poste e di incapacità nel dare risposte. Forse è tutto un problema di parlarsi, di ascoltarsi. Ma le bocche sono socchiuse e le orecchie coperte.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-5385341992173922523?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/5385341992173922523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/di-una-volta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5385341992173922523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/5385341992173922523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/di-una-volta.html' title='Di una volta'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S8jJeZa50pI/AAAAAAAAANA/8dwqhDFNCas/s72-c/madonna+2007.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6890767332380293223</id><published>2010-04-08T19:54:00.003+02:00</published><updated>2010-04-08T20:06:15.787+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piccole scatole emozionali'/><title type='text'>Piccole scatole emozionali n.1</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Avete presente quando prendete in mano una cosa che non consideravate da tempo e nel tenerla tra le dita vi prende come un calore lungo il corpo e il cervello apre una sequenza di porte nella memoria fino a farvi considerare che quella piccola cosa, inutile fino ad un istante prima, costituisca in realtà un fondamento della vostra storia privata, di quello che siete o di quello che siete stati? Insomma vi sembra parli di voi? Avete presente? Sì? Bene in questa serie di post si parla di questo. A volte servono le parole, a volte basta un'immagine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;La prima scatola emozionale (non in ordine di importanza) è questa (più che il disco, proprio l'immagine di copertina).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457828660716865746" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S74aQAb5iNI/AAAAAAAAAM4/yo1k8a-tOk4/s400/freewheelin-bob-dylan+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6890767332380293223?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6890767332380293223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/piccole-scatole-emozionali-n1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6890767332380293223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6890767332380293223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/piccole-scatole-emozionali-n1.html' title='Piccole scatole emozionali n.1'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S74aQAb5iNI/AAAAAAAAAM4/yo1k8a-tOk4/s72-c/freewheelin-bob-dylan+ok.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-8910496193743240044</id><published>2010-04-03T11:58:00.005+02:00</published><updated>2010-04-04T17:33:15.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: leggere'/><title type='text'>Date</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7cbRNCfsUI/AAAAAAAAAMw/LnxSuvABU5w/s1600/DSCF3028.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455859455954497858" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7cbRNCfsUI/AAAAAAAAAMw/LnxSuvABU5w/s400/DSCF3028.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Nel diario/memoria &lt;em&gt;Il Mestiere / di/ Vivere/ di/ Cesare Pavese&lt;/em&gt;, scritto tra il 1935 e il 1950, l'autore alla data &lt;em&gt;3 aprile 1939&lt;/em&gt; scrive; "&lt;strong&gt;Ciascuno ha la filosofia delle proprie attitudini&lt;/strong&gt;". Tra le riflessioni, pensieri, aneddoti lasciati da Pavese nei fogli manoscritti trovati dopo la sua morte e che sono stati raccolti e pubblicate postumi da Einaudi, questa mi ha sempre colpito molto. E' scritta dopo una nota lasciata in data 29 marzo e poi fino alla data del 26 aprile Pavese non appuntò più nulla. Non ho mai dato un significato preciso alla frase di per sé, ma mi è restata in testa come una cantilena che ritorna ogni tanto. Mi pareva allora, quando la lessi la prima volta, un invito dell'autore a superare visioni e interpretazioni del mondo condotte ai massimi sistemi, per ridare all'individuo una propria dignità per ciò che è, proprio in relazione alle sue caratteristiche intrinseche. L'ho sempre considerato un invito a superare ideologie e schematismi per riconsiderare le cose nella specificità che è loro propria. O forse l'interpretazione giusta non è questa?  Ma che importa! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il gesto estremo di Pavese nel 1950, quando scelse di togliersi la vita, ha consentito interpretazioni plurime della sua contradditoria personalità. Giulio Einaudi, ricorda Ernesto Ferrero nel suo libro &lt;em&gt;I migliori anni della nostra vita&lt;/em&gt; (Feltrinelli, 2005) definì Pavese "uomo dei dubbi", non accettando, infondo, da uomo pragmatico e "di certezze", anche politiche, incline alla "felicità" qual'era, la complessità d'autore, ma anche umana del primo. Scrive Ferrero in merito alla sua scontrosità un pò capricciosa e al contempo strumentale ad ottenere dei risultati concreti: "&lt;em&gt;Pavese era un maestro di relazioni pubbliche che non si curava di tenere&lt;/em&gt;". E ancora: " &lt;em&gt;Il dramma di Pavese è tutto qui, volersi protagonista di uno scandalo vero e condannarsi a fare il monaco amanuense nel monastero di via Biancamano&lt;/em&gt; (dove aveva sede la casa editrice torinese)&lt;em&gt;. Alla fine, per stupire tutti, mette fra sè e gli altri la distanza incolmabile di una morte cercata e voluta, estrema punizione agli amici distratti... "Chi non si salva da sé non lo salva nessuno" aveva scritto nel diario. Meno che mai lo salvano i libri. i libri non gli bastarono: erano il pallido surrogato di quello che lui avrebbe voluto essere&lt;/em&gt;".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi piace ricordare ancora un pensiero di Italo Calvino, ripreso sempre da Ferrero: "&lt;em&gt;Esiste una storia della felicità di Pavese, d'una felicità nel cuore della tristezza, d'una felicità che nasce con la stessa spinta dell'approfondirsi del dolore, fin che il divario è tanto forte che il faticoso equilibrio si spezza&lt;/em&gt;". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E' una questione di attitudine la felicità come la malinconia, senza un meglio o un peggio, senza regole sufficienti e tanto meno necessarie. E', quello umano, un equilibrio instabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-8910496193743240044?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/8910496193743240044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/date.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8910496193743240044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/8910496193743240044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/date.html' title='Date'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7cbRNCfsUI/AAAAAAAAAMw/LnxSuvABU5w/s72-c/DSCF3028.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-4929050791020678191</id><published>2010-04-01T22:33:00.004+02:00</published><updated>2010-04-01T22:56:34.724+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Scosse</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7UFAH9JFyI/AAAAAAAAAMg/x8UwzhgPMZM/s1600/edifici+lisergici+a+parigi+2007.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455272023322859298" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7UFAH9JFyI/AAAAAAAAAMg/x8UwzhgPMZM/s400/edifici+lisergici+a+parigi+2007.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;C'è intorno troppo inutile rumore, di quel rumore che dà proprio fastidio. Credo che sia il momento di un pò di sano silenzio! Questi vocii danno del mondo una visione lisergica, non corretta, sembra un sisma continuo e invece stiamo fermi. Fermi! Ci sono troppi D.J. che si credono maestri e troppi maestri che si credono D.J.!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Mi torna in mente il testo di un canzone, che diceva:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Hang the blessed D.J.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Because the music that they constantly play&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;IT SAYS NOTHING TO ME ABOUT MY LIFE!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;(da The Smiths, &lt;em&gt;Panic&lt;/em&gt;, 1986)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-4929050791020678191?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/4929050791020678191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/scosse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4929050791020678191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/4929050791020678191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/04/scosse.html' title='Scosse'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S7UFAH9JFyI/AAAAAAAAAMg/x8UwzhgPMZM/s72-c/edifici+lisergici+a+parigi+2007.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6910957257329099796</id><published>2010-03-27T14:10:00.004+01:00</published><updated>2010-04-08T20:08:53.369+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora nera'/><title type='text'>Il passo del gambero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Esiste a Praga un bel monumento edificato nel 2002 ad opera della &lt;em&gt;Città di Praga&lt;/em&gt;, del &lt;em&gt;Distretto municipale di Praga&lt;/em&gt; e dalla &lt;em&gt;Confederazione dei prigionieri politici&lt;/em&gt;. Si intitola "Il memoriale delle vittime del Comunismo" ed è dedicato in realtà non solo alle vittime, ma anche a tutti coloro che vivono in una condizione di dominio da parte di ogni generico despotismo totalitario. Il monumento presenta una figura umana che venendo dal fondo di un percorso inclinato, un ipotetico passato, sino a noi, che contempliamo l'opera, riconquista a poco a poco delle parti corporee e quindi un'ipotetica umanità un tempo privata. E' uno dei più bei monumenti pubblici che mi sia capitato di vedere.&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453309307829181554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S64L7C99XHI/AAAAAAAAAMY/FIyQKlUWgSk/s400/DSCF1506.JPG" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Leggevo in questi giorni alcune note critiche a proposito di un testo di Pier Vittorio Tondelli del 1990, &lt;em&gt;Un weekend postmoderno.&lt;/em&gt; Filippo La Porta scriveva nel 1991: "...&lt;em&gt;dell'attitudine dell'autore&lt;/em&gt; (Tondelli) &lt;em&gt;a muoversi nel testo in un universo variopinto, ma "unidimensionale...in cui insomma il nuovo è sempe déjà vu".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Questo &lt;em&gt;"nuovo che è sempre déjà vu"&lt;/em&gt; narrato da Tondelli e questo percorso faticoso di riconquista di una dignità umana che viene dal passato, sotteso dal monumento praghese, mi hanno scatenato un'emotività inconscia, una sensazione non razionale di disagio: una consapevolezza non dichiarata di rivivere, oggi, dentro errori appartenenti al passato. La nostra società sempre così propensa a compiere percorsi affrontati inconsciamente di sghembo, trasformando sconfitte in mezze conquiste e condivisibili pessimismi in repentini ottimismi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;P.S. &lt;em&gt;Il passo del gambero&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Im Krebsgang&lt;/em&gt;, 2002) è anche un libro di Gunter Grass (in Italia, Einaudi, 2003), che termina con la frase "Non finisce. Non finirà mai". E ciò non mi appariva ieri, nè tantomeno mi appare oggi troppo rassicurante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6910957257329099796?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6910957257329099796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/il-passo-del-gambero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6910957257329099796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6910957257329099796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/il-passo-del-gambero.html' title='Il passo del gambero'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S64L7C99XHI/AAAAAAAAAMY/FIyQKlUWgSk/s72-c/DSCF1506.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6864561794270313815</id><published>2010-03-23T21:54:00.005+01:00</published><updated>2010-03-24T09:27:54.864+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricordi'/><title type='text'>Simpatie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ieri sera mi è capitato di guardare il concerto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori trasmesso in prima serata da RAI2. Un concerto entusiasmante direi, visto che entrambi hanno deciso di presentare molti dei loro successi, in maniera non banale, con arrangiamenti indovinati, pescando da un paniere di titoli immenso di successi e anche capolavori. Non sono un fan dei due, ma conosco molte loro canzoni a memoria, soltanto per avermi quelle accompagnato prtaticamente durante tutta una vita. Credo che ieri sera la "Com'è profondo il mare" di Dalla, la "Santa Lucia" di De Gregori e anche una versione rock/blues di un canzone che non mi ha mai entusiasmato come "Buona notte Fiorellino", siano state tra le più riuscite. Alla fine una bella serata di musica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il fatto è, poi, che a me Lucio Dalla è sempre stato un sacco simpatico. Il suo eccletismo e la sua misurata stravaganza, questa sua stessa mania di nascondere da sempre la calvizie (un vezzo inutile, vista la sua grandezza artistica), mi hanno sempre indotto sentimenti positivi. Ho anche un ricordo su di lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Assieme ad Antonello ero andato il 09 ottobre del 2004 a Codroipo, in provincia di Udine, alla mostra di Marco Martellini, un caricaturista veramente bravo. I curatori dell'iniziativa, il gruppo degli Auagnamagnagna, nostri amici, avevano fatto stampare un librino con alcuni lavori del disegnatore, sul quale in copertina imperversava questo faccione sghembo di Lucio Dalla. Martellini fece per l'occasione una caricatura a tutti, poi caso volle che a Trieste, non proprio dietro l'angolo quindi, ci fosse in Piazza dell' Unità, in occasione della Barcolana di quell'anno, il concerto gratuito di Dalla stesso. Un caso. Martellini per scherzo disse: "Se andate a Trieste date il mio libretto a Lucio!". Fabio Varnerin e Marco Tonus degli Auagnamagnagna, per ribadire, sottolinearono che sarebbe stato un bel gesto verso il disegnatore, un pò ridendoci sopra. Antonello e io prendemmo la cosa come sfida. Era già tardi e partiti con il librino in tasca raggiungemmo Trieste a concerto ben iniziato. Davanti al palco c'era una folla notevole e la nostra iniziativa sembrava alquanto stramba. Così, con la calma serafica che ci è consona in tali frangenti, ci sedemmo su alcuni panettoni in cemento posti a delimitare l'area degli artisti dietro il palco. Antonello aveva questo libretto in mano e alcune guardie del corpo ci guardavano un pò con supponenza, un pò con ilarità. Ci rilassammo, ascoltando la musica proveniente dal palco. Ascoltammo la voce di Dalla che presentava sul palco la cantante Nicky Nicolai per un paio di pezzi da solista. Poi, ecco Dalla, che clarinetto alla mano, se ne esce nel retro palco, fa la scaletta che porta dal palco alla quota della piazza e si fa alcuni giretti di cazzeggio: mentre sul palco suonano, cantano, lui si gode la quiete. Vede noi seduti sui panettoni, con due guardie del corpo davanti, e vede Antonello che, senza troppa agitazione in verità, alza il libretto, agitandolo lentamente. Lucio Dalla incuriosito se ne viene da noi; le guardie del corpo sono un pò imbarazzate; noi gli spieghiamo del libretto, della caricatura, della mostra, di Martellini; accetta il libretto in regalo, dandolo in consegna ad un suo assistente, che lo aveva raggiunto; Lucio prende dalle nostre mani alcune cartoline con la stessa immagine della copertina del libretto, ne autografa una per me e poi su di un altra scrive: "Ti ringrazio. Lucio Dalla" e poco più in là "Con affetto". Ci saluta con un mezzo inchino e torna sul palco dove la Nicolai sta ultimando l'esibizione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Noi ci mettiamo a ridere. Prendiamo il cellulare e scriviamo un messaggio a Varnerin, a Tonus e a Martellini, con scritto: "Ok! Missione compiuta".&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451948708733661090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S6k2dwW4L6I/AAAAAAAAAMQ/vdDwitPkrl8/s400/DSCF3306.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho letto stamani che la serata su RAI2 con i due cantautori è stata subissata negli ascolti da "Amici" su Canale 5 e dalla fiction su RAI1. Bene, io vi dico, "oh pubblico televisivo", mi inchino ai vostri gusti, ma temo siate meritevoli di ciò che avete.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6864561794270313815?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6864561794270313815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/simpatie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6864561794270313815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6864561794270313815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/simpatie.html' title='Simpatie'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S6k2dwW4L6I/AAAAAAAAAMQ/vdDwitPkrl8/s72-c/DSCF3306.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-2319082936335338629</id><published>2010-03-17T22:45:00.006+01:00</published><updated>2010-05-26T19:37:43.707+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: cinema'/><title type='text'>Venezia e il caso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Stamani mi sono alzato presto, dovevo essere a Venezia per gli esami del corso di Restauro Architettonico allo IUAV a cui collaboro. Arrivo in stazione con un pò di ritardo e vengo travolto da una folla di ragazzine urlanti, che correndo andavano ad assieparsi sul piazzale fuori dalla stazione. Non capivo cosa stesse succedendo. Poi mi ricordo che stanno girando un film a Venezia con Angelina Jolie e Johnny Depp come protagonisti (&lt;em&gt;The Tourist&lt;/em&gt; dovrebbe chiamarsi, con regista Henckel von Donnersmarck, già autore de &lt;em&gt;Le Vite degli altri&lt;/em&gt;) e comincio a capire. Mi soffermo curioso, ho per caso in borsa anche la macchina fotografica digitale e scatto qualche foto al set. Al ritorno a casa, verso sera, arrivato in stazione mi trovo in mezzo ad una scena irreale, nessun studente, nessun turista solo uomini e donne vestiti in nero con trolley alla mano. Tutte comparse! E più in là sulla scalinata della stazione ancora fans deliranti. Stavolta, per caso, sono vicino alla riva, e riesco a scattare qualche foto più ravvicinata.&lt;/span&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449727303877794626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 286px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S6FSG-ZiG0I/AAAAAAAAAMA/3HJjp0w7ITo/s400/ve+jo+per+blog.jpg" border="0" /&gt;La Jolie sembra anche dal vivo stampata su di un calendario (molto bella comunque).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449727781477791970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 267px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S6FSixmPuOI/AAAAAAAAAMI/G4fG4k0wVZw/s400/ve+de+blog.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Johnny Depp ha le guance un pò pienotte in verità...ma le ragazze gridano comunque a tutto spiano, zittite dalle guardie del corpo (un pò troppo in parte anche loro, a dire il vero). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vi lascio due foto di questo incontro fortuito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-2319082936335338629?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/2319082936335338629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/venezia-e-il-caso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2319082936335338629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/2319082936335338629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/venezia-e-il-caso.html' title='Venezia e il caso'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S6FSG-ZiG0I/AAAAAAAAAMA/3HJjp0w7ITo/s72-c/ve+jo+per+blog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-3912373130735723368</id><published>2010-03-16T22:10:00.004+01:00</published><updated>2010-03-16T22:52:28.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: musica'/><title type='text'>Guccini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Francesco Guccini appare sul palco come solo un grande vecchio sa fare. Ha il dono della parola e la usa come pochi, per seguire un percorso linguistico e ancor prima personale di assoluto rilievo. Racconta fatti di ieri e di oggi, li commenta e la platea è attenta: ride, applaude, partecipa ad un rito che da anni si ripete sempre uguale. E' un rito a cui portare rispetto, perchè le parole (come dicevo) e la musica sono di valore. Lui si prolunga e a volte si perde tra i suoi aneddoti e una ragazza gli grida: "Canta!" Lo dice con affetto. Lui non lo capisce del tutto, ma argutamente risponde: "Il cantante non è un jukebox!". Ognuno ha una sua canzone, che ama maggiormente e vuole sentire. Si sente gridare: "&lt;em&gt;L'Avvelenata&lt;/em&gt;"! "&lt;em&gt;Il vecchio e il bambino&lt;/em&gt;"! &lt;em&gt;Bologna&lt;/em&gt;!... Francesco si rivolge al suo pubblico e dopo aver spiegato che c'è una scaletta da seguire, ci sono vincoli SIAE e non ricordo cosa d'altro, dice una delle cose più belle che mi è capitato di ascoltare ad un concerto: "Su dai... lasciatevi servire!". &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449351934027424322" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S5_8tkvK4kI/AAAAAAAAAL4/HvM5s9mvM7k/s400/DSCF3214.JPG" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Il servizio è stato buono venerdì, 12 marzo a Trieste, nelle due ore e passa di concerto/dialogo del cantautore bolognese. E' un ricordo piacevole quello che resta alla fine. La mia canzone preferita "&lt;em&gt;Quattro stracci&lt;/em&gt;" Francesco non l'ha cantata. Ne ha fatta però un'altra, che mi è sempre piaciuta molto, e che, come ha detto anche lui, racchiude un pò il senso della sua ricerca di scrittore, ovvero cantare "il tempo". La canzone è "&lt;em&gt;Il tema&lt;/em&gt;" e dice tra l'altro:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;E dirò di pietre consumate, di &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;città finite e morte sensazioni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;racconterò le mie visioni spente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;di fantasmi e gente lungo le&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;stagioni, canterò soltanto il&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;tempo...&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ho sempre considerato il passato come unico luogo mentale possibile da raccontare, essendo il presente troppo "qui e ora", per non subirne quel coinvolgimento emotivo che non consente la giusta distanza nel guardare le cose. Spero di avere la voglia e il tempo per continuare a scrivere in queste pagine anche domani e raccontare quindi questo nostro oggi, che cerco di analizzare, ma fatico a comprendere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-3912373130735723368?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/3912373130735723368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/guccini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3912373130735723368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/3912373130735723368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/guccini.html' title='Guccini'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S5_8tkvK4kI/AAAAAAAAAL4/HvM5s9mvM7k/s72-c/DSCF3214.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-6182715000097360372</id><published>2010-03-10T22:23:00.005+01:00</published><updated>2010-03-16T18:18:45.062+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Passioni: fumetti'/><title type='text'>Cose di tutti i giorni..</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Domenica 7 marzo ero al Festival del Fumetto (BILBOLBUL 2010) di Bologna. Capatina veloce. Il Festival ci ha abituato a tanti incontri interessanti con gli autori e a mostre di rilievo. Personalmente la cosa più interessante l'ho vista a chiusura di giornata, quando ormai la saturazione stava per brindare con la stanchezza. Emilio dell'associazione Hamelin, che cura il Festival, ha messo a confronto sullo stesso palco due autori interessanti: il fumettista Paolo Bacilieri (&lt;em&gt;Zeno Porno&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Barokko&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Napoleone&lt;/em&gt;, in ordine sparso e incompleto), veronese d'origine, classe '65, ma stanziale a Milano, e lo scrittore Nicola Lagioia, barese, classe '73. Emilio dice di aver trovato, leggendo le loro opere, varie analogie, tali da consentire un dialogo attorno ad un tema non ben definito, ma che alla fine è ben riassunto dal titolo di un libro di Bacilieri, &lt;em&gt;La magnifica desolazione&lt;/em&gt;. E' un dialogo quello a cui si è assistito incentrato sul paese reale, l'Italia, sulle disillusioni che nascono da aspettative non sanate, sulla nostalgia generazionale, che diventa malinconia e quindi rabbia celata. Lagioia è abile oratore: non dice nulla a caso, propone cose su cui ha riflettuto a lungo e che dice probabilmente uguali a quanto proposto ad altri incontri; Bacilieri sembra più libero, divertito dalle parole del barese e nello stesso tempo favorevolmente colpito, che si possa finalmente partecipare ad un incontro sul fumetto che non risulti autoreferenziale, ma più funzionale al pubblico, per dare degli spunti di lettura a situazioni, quelle reali che ci circondano, sulle quali c'è poco da scherzare. Lagioia in particolare ha appena pubblicato un libro, &lt;em&gt;Riportando tutto a casa&lt;/em&gt;, edito da Einaudi, ambientato nella seconda metà degli anni '80 e incentrato sul confronto che in quegli anni si impone tra "potere e spettacolo". Ascoltandoli mi è venuta la voglia di prendere qualche appunto e così ora posso riportare, senza precisione da cronista, qualche frase, qui parafrasata e sintetizzata per semplicità: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;"L'Italia è un incubo interessantissimo da affrontare. Vista da fuori è come un quadro di Bosch con molti jingle in sottofondo (Lagioia)"; "Non siamo estranei e incolpevoli alle cose: come si chiedeva Gobbetti, 'il fascismo è la responsabilità di uno o due o tre o è l'autobiografia di una nazione?' (Lagioia)"; "Il mio paesaggio dell'infanzia, quello della campagna veneta, è un paesaggio in continua evoluzione. Nasce l'esigenza con il disegno di bloccarlo. E' l'unica maniera di vendicarsi sul fatto che lo stiamo irrimediabilmente cambiando. E' operazione da Settecento pittorico, tipo Bellotto con la camera ottica, ma al contempo è gesto emotivo, derivante dalla paura per la perdita (Bacilieri)"; "Il fatto di Vermicino (il piccolo Alfredo), ha imposto per la prima volta, grazie e a causa della TV una sovrapposizione tra paesaggio reale e realtà immateriale (Lagioia)"; "Oggi neghiamo ai nostri figli e a noi stessi la possibilità di un'esplorazione della città. Abbiamo rinunciato alla possibilità di perderci, scavalcati dagli impegni continui ed insistenti: la scuola e poi la piscina, il corso di inglese, ecc.. Ma il paesaggio va vissuto, non va ingabbiato. La poetica del paesaggio è la ricerca di uno spazio urbano che ancora consenta qualcosa, di emotivo forse (Lagioia)"; "Parlare il linguaggio dell'avversario ti trasforma già nell'avversario (Lagioia richiama gli anni' 80, l'esperienza del &lt;em&gt;Drive-In&lt;/em&gt; televisivo, delle frasi fatte, ripetute e tradotte a slogan)"; Il rapporto con mio padre (le generazioni passate) è quello con il "padre-gigante", con l'italiano &lt;em&gt;Homo Faber&lt;/em&gt;, con il quale non puoi competere, nè forse nemmeno confrontarti. Vi è una reale impossibilità del competere con la generazione precedente, anche dal punto di vista emotivo, anche nelle aspettative: consegnarci un mondo (un paese) migliore (Bacilieri)"; "Per avere lucidità oggi devi recidere i legami d'affetto. Orson Wellws, ne &lt;em&gt;La Ricotta&lt;/em&gt; di Pasolini dice: 'L'Italia è la cornice più ignorante di tutta Europa'. E' la cultura di molta imprenditoria, che pensa solo al soldo, al produrre, e, per mancanza culturale, per eccesso di pragmatismo, non è capace nemmeno di godere di quanto produce (Lagioia)"; "L'edonismo reganiano degli anni '80 non è passato mai del tutto. Puoi rifiutarlo, ma infondo ne sei parte, in quanto generazione che l'ha vissuto. Ne sei infettato. Sei un mutato. Ne sei immerso, anche involontariamente e ciò è innegabile (Lagioia)"; "Il contagio, la mutazione, derivante dall'aver condiviso un qualcosa, ci porta a vedere le cose come da dentro un acquario, in maniera, cioè, non neutra o indisturbata. Le storie devono avere una ricchezza che sottolinei il distacco. (Bacilieri)"; "L'autobiografia non è la rappresentazione di qualcosa che mi/vi è successa, ma di qualcosa che si è meditato (Lagioia)". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Ecco questo è un resoconto, piccolo, superficiale ed incompleto. La cosa che più mi interessa sottolineare è che ero ad un Festival di Fumetti, ma non si è parlato nè di Topolino, nè della Pimpa. Oddio anche, ma non solo. E credo che per molti questa possa essere una sorpresa. Per il resto: quanto detto mi trova perlopiù in accordo, in particolare che per noi, che attraverso gli anni'80 ci siamo passati, vale quanto detto, ovvero che ne siamo restati travolti, "mutati". Oggi spesso li sento rimpiangere, specie da chi non li ha compresi a fondo. Sarebbe bene non confondere la nostalgia per una goventù passata con revisionismi azzardati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8674186745446467786-6182715000097360372?l=continuavoaguardarefuori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/feeds/6182715000097360372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/cose-di-tutti-i-giorni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6182715000097360372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8674186745446467786/posts/default/6182715000097360372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://continuavoaguardarefuori.blogspot.com/2010/03/cose-di-tutti-i-giorni.html' title='Cose di tutti i giorni..'/><author><name>effetto sinistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03449738442699338687</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/Sq9KjdzyNmI/AAAAAAAAAAw/AEjqysNtql0/S220/DSCF0043.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8674186745446467786.post-7685317830386273192</id><published>2010-03-05T21:19:00.006+01:00</published><updated>2010-03-05T22:09:55.984+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La pecora colorata'/><title type='text'>Reduce e sorridente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 290px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445259830714083442" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_2U6f0-JXfvg/S5Fy9z9qqHI/AAAAAAAAALw/yootxSffDzw/s400/chendi+2censura.jpg" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Riprendo alcuni temi del post precedente, poiché credo non si possa sempre solo dire cosa non va, ma si debba anche essere propositivi e indicare delle strade. Io credo che ogni dittatura possa essere vinta, purché ci sia convinzione nelle idee (che non sono ideologie), perchè ogni dittatura propone a sua volta idee retoriche, che a lungo andare vengono a noia e, alfine, lasciano il passo. La &lt;em&gt;dittatura dell'assenza&lt;/em&gt; va combattuta e non necesariamente con la &lt;em&gt;presenza&lt;/em&gt; (nel senso di presenzialismo e di protagonismo), ma con la forza del fare, con piccole grida che sono come gocce che da sole inumidiscono e basta, ma una dopo l'alt
